Se l’AI è in grado di capire anche l’umore. Merito dell’italiana Yourang
Una start-up made in Italy ha realizzato un’IA in grado di essere empatica e di adattarsi al sentiment dell’interlocutore. Arrabbiato, allegro o annoiato che sia, saprà non solo fornirgli la risposta giusta ma, magari, aggiustargli anche una giornata no
Se l’AI è in grado di capire anche l’umore. Merito dell’italiana Yourang
Una start-up made in Italy ha realizzato un’IA in grado di essere empatica e di adattarsi al sentiment dell’interlocutore. Arrabbiato, allegro o annoiato che sia, saprà non solo fornirgli la risposta giusta ma, magari, aggiustargli anche una giornata no
Se l’AI è in grado di capire anche l’umore. Merito dell’italiana Yourang
Una start-up made in Italy ha realizzato un’IA in grado di essere empatica e di adattarsi al sentiment dell’interlocutore. Arrabbiato, allegro o annoiato che sia, saprà non solo fornirgli la risposta giusta ma, magari, aggiustargli anche una giornata no
A volte non è tanto cosa, ma come la si dice. I modi possono fare tutta la differenza del mondo. E’ quanto devono aver pensato anche alla Yourang.ai, azienda italiana specializzata nell’intelligenza artificiale che ha creato un’AI in grado non solo di dare le risposte corrette ma anche di farlo in maniera empatica, intuendo l’umore del suo interlocutore. Arrabbiato, nervoso oppure allegro e propositivo? Ebbene a ogni sentiment, una risposta adeguata in grado di tranquillizzare, smorzare ma anche incalzare o scherzare.
Questo chatbot offerto dalla società sembra avere una marcia in più insomma grazie all’ausilio dell’audio che riesce a riconoscere le emozioni della persona con cui sta interagendo.
Questa start-up made in Italy è in grado di offrire un servizio capace di simulare un team di specialisti per supportare gli utenti in varie richieste.
“Immaginate di avere a disposizione un centralino intelligente che non solo parla come un essere umano – ha spiegato Fausto Pagliara, fondatore di Yourang.ai, in foto assieme a un umanoide – “ma che sia anche in grado di fornire assistenza contemporaneamente a più clienti, moltiplicandosi in un numero infinito di persone che lavorano 24 ore su 24, con la capacità di svolgere mansioni diverse e complesse, oltre alla possibilità di modificarle e integrarle velocemente, nel caso in cui ci fosse una nuova necessità aziendale”.
La svolta sta tutta nella possibilità interagire con l’audio e di poterlo interpretare. Del resto è proprio nei toni della voce, nella velocità con cui esponiamo un concetto, nelle pause che facciamo che si possono cogliere le sfumature di uno stato d’animo.
Secondo un recente studio di Grand View Research, il mercato italiano del riconoscimento vocale e del parlato è in una fase di forte espansione, trainata dalla necessità di automatizzare le chiamate e dai sistemi di autenticazione biometrica. Le previsioni indicano che il comparto raggiungerà un giro d’affari di 907,5 milioni di dollari entro il 2030, con un tasso di crescita annuale del 15,7%.
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