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title: Stellantis e il blackout
description: "Il blocco della produzione della 500 elettrica da parte di Stellantis e il rifiuto del nostro mercato e diq quello europeo all'elettrico"
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date: 2024-09-14
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Tech]
tags: [autoelettriche, Europa]
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# Stellantis e il blackout

![Stellantis e il blackout](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/09/1234403343-1024x576.webp)

Il blocco della produzione della 500 elettrica da parte di Stellantis e il rifiuto del nostro mercato e diq quello europeo all'elettrificazione

Nelle settimane dell’intervento del governo sul **tema dell’elettrificazione della mobilità** e in modo specifico del bando europeo alla vendita di auto spinte da motori endotermici a partire dal 2035, **l’annuncio Stellantis dello stop alla produzione della 500 elettrica per troppi pochi ordini può essere propagandato come una forte testimonianze del rifiuto del nostro mercato **e di quello europeo dell’auto elettrica.

Visione sempre più diffusa negli ambienti interessati a rallentare la transazione della mobilità verso l’elettrico e cara a chi ritiene che la difesa della nostra industria dell’automotive e del suo gigantesco indotto passi dal limitarne quanto più possibile l’elettrificazione. **Invitiamo i nostri gentili lettori a un piccolo test, guardandosi intorno e in special modo in città**: nelle stesse settimane che hanno portato a una crisi di vendita delle auto full electric Stellantis (e non solo elettriche, perché finita la droga degli ecoincentivi la quota di mercato del gruppo è precipitata…), si sono cominciate a vedere sempre più auto elettriche cinesi. In particolar modo quelle su cui le rispettive case produttrici hanno fatto pesanti investimenti pubblicitari e di marketing.

**Va di moda sostenere che saremmo in pieno riflusso elettrico**, confondendo la naturale reazione del mercato ai forti dubbi di carattere normativo a livello europeo con una sentenza inappellabile. Poniamo anche che su spinta italiana e forse tedesca si anticipi la già prevista verifica del bando del 2035 a quest’anno - senza aspettare il 2026 come da programma - e consideriamo pure che lo si rinvii di cinque o sette anni.

**Tempo importante se ci sapremo organizzare, deleterio se ci dovessimo fermare a sperare nell’apocalisse elettrica**. Nel frattempo, chi ha la responsabilità della politica industriale dovrebbe attrezzare il Paese, cominciando dal respingere qualsiasi programma dettato solo dall’ideologia. Quanto al mondo dell’industria, converrebbe dare un’occhiata a ciò che fanno gli altri. **Cinesi compresi**. Questi ultimi, nonostante i dazi varati dall’Ue, cominciano a diventare una presenza sempre più massiccia e non solo grazie alla leva del prezzo: presentano modelli a elevato contenuto tecnologico, con sistemi di intrattenimento via via più sofisticati e variegati, guarda caso centrali nel marketing.

Sono auto spesso di grandi dimensioni, familiari eppure sportive, se non addirittura aggressive. Esplorano, insomma, quei segmenti dove si possono trovare nuovi clienti. Se è vero come è vero, inoltre, che **la grande sfida sarà sempre più sulle batterie**, ancor prima che sull’auto in se stessa, puntare su vetture performanti e dalla lunga autonomia potrebbe rivelarsi una scelta estremamente competitiva.

**In Italia ci lamentiamo del destino cinico e baro**, dell’ideologia paracomunista che vuole imporci troppo Green nella vita e di quanto sono cattivi questi cinesi ma in definitiva diamo la sgradevole sensazione di restare in balia degli eventi.

*di Fulvio Giuliani*
