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title: Stupro nel metaverso ma traumi reali
description: Una violenza sessuale nel Metaverso è o non è reale? È ciò che si sta chiedendo la Polizia inglese dopo una denuncia di stupro
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date: 2024-01-10
author: Raffaela Mercurio
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categories: [Tech]
tags: [Evidenza, tecnologia]
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# Stupro nel metaverso ma traumi reali

![Stupro nel metaverso](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Evidenza-sito-1-2.jpg)

Una violenza sessuale nel Metaverso è o non è reale? È ciò che si sta chiedendo la Polizia inglese dopo la denuncia di stupro ai danni di una minorenne

In Gran Bretagna la polizia ha aperto un’indagine dopo la **denuncia di un presunto stupro ai danni di una sedicenne, avvenuta durante una sessione di gioco nel Metaverso**. La minorenne ha raccontato di essere stata accerchiata e aggredita sessualmente da un gruppo di giocatori virtuali.

**Per la cronaca, gli *avatar* erano ‘maschi’ ma avrebbero potuto nascondere qualsiasi identità e genere**. Un precedente c’è: nel 1993 tal Julian Dibbell aveva denunciato «uno stupro nel cyberspazio», sollevando un dibattito non privo di rilevanza giuridica e sociale.

**Sono in molti a chiedersi se un’aggressione virtuale possa essere considerata reale nelle sue conseguenze**. Un funzionario della polizia britannica ha chiarito la posizione: «C’è un impatto emotivo e psicologico sulla vittima che è più duraturo di qualsiasi lesione fisica».

Sorvolando sulla sensibilità di ciascuno e sulla mancanza di strumenti oggettivi, vale la pena porsi il quesito. **Il Metaverso è stato progettato per farci vivere un’esperienza ‘realisticamente immaginaria’**, con un grado di immersione tale da riuscire a far vacillare anche i più scettici sul confine fra sogno e realtà. Perché restare a guardare cosa succederà, facendo finta di non vedere il problema etico davanti ai nostri occhi (anche senza uso di visori)?

Probabilmente le autorità britanniche non risolveranno il caso e non puniranno i colpevoli ma **il segnale è chiaro**: quello di una presa di posizione reale a cui aggrapparsi in un mondo di fantasie.

*di Raffaela Mercurio*

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