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title: Ten Ten, l’app per drogati di connessione
description: "Intervista all'avvocato Marisa Marraffino, specializzata in comunicazione digitale e minori. Tutti i rischi dietro Ten Ten"
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date: 2024-06-17
author: Eleonora Lorusso
url: https://laragione.eu/life/tech/ten-ten-lapp-per-drogati-di-connessione/
categories: [Tech]
tags: [giovani, intervista, tech]
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# Ten Ten, l’app per drogati di connessione

![Ten Ten](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/interviste-DEF-45.jpg)

Intervista all'avvocato Marisa Marraffino, specializzata in comunicazione digitale e minori. Tutti i rischi dietro Ten Ten

Si chiama Ten Ten, un nome che in qualche modo richiama quello del popolarissimo TikTok. E il timore è che questa *app* – che consente di trasformare il proprio cellulare in un *walkie talkie – *arrivi a spopolare esattamente come l’ormai celeberrima piattaforma di creazione cinese. Ten Ten è in circolazione da qualche mese, ma soltanto adesso in Francia è scattato l’allarme. Il motivo è semplice: utilizza il microfono e l’altoparlante dello *smartphone* in ogni momento, di giorno e di notte. Persino quando il dispositivo è bloccato. In più consente di ascoltare e parlare con un numero ben maggiore di persone rispetto alle vecchie ricetrasmittenti. «Canta, grida, sussurra… i tuoi amici di ascolteranno in tempo reale, anche quando il loro cellulare è bloccato!» conferma con toni accattivanti il *claim* della stessa Ten Ten (disponibile per iPhone e Android).

«Rispetto ai *walkie talkie* anni Ottanta la differenza è notevole: intanto si aggira il problema delle batterie che un tempo si scaricavano in fretta. Ma soprattutto permette di rimanere in comunicazione con un numero ben maggiore di amici o presunti tali» spiega l’avvocato Marisa Marraffino, specializzata in comunicazione digitale e minori. «A questo aggiungiamo il rischio di entrare in contatto anche con perfetti sconosciuti. È vero che il sistema prevede di inserire un codice prima di accettare richieste di contatto, ma sappiamo bene che i ragazzi tendono ad accogliere chiunque con una certa leggerezza, pur di aumentare il numero di *follower* o ‘amicizie’. Inoltre, come accade per altre *app*, i controlli sull’età degli utenti sono facilmente aggirabili e la richiesta di consenso da parte dei genitori è soltanto formale» precisa Marraffino.

Uno degli aspetti più inquietanti riguarda proprio la *privacy*: l’*app* funziona anche in *background*, dunque con accesso costante a notifiche e microfono. «Con quelle che già conosciamo e usiamo abitualmente, ci siamo quasi abituati all’idea di cedere i nostri dati personali» osserva ancora Marraffino. «Da questo punto di vista i termini e le condizioni d’uso chiariscono che il contenuto delle conversazioni non viene salvato e non dovrebbe esserci un accesso a dati strettamente personali, ma è chiaro che aumenta la possibilità di condivisione – anche volontaria – di contenuti. Da un punto di vista legale cresce anche il rischio di reati come molestie, *stalking* o diffamazione».

Ma il problema più serio riguarda l’invasività di Ten Ten: «Sappiamo che i nostri ragazzi tengono il cellulare sempre a portata di mano, anche di notte, mentre dovrebbe essere spento almeno in questa fascia. L’idea di rimanere sempre connessi a un ‘*walkie talkie* digitale’ è potenzialmente molto pericolosa sia dal punto di vista della distrazione durante lo studio che da quello dell’aumento della dipendenza dallo *smartphone*». Come chiarisce Marraffino, «è pur vero che un modo per disconnettersi c’è e consiste nel fare il *log out*dall’applicazione, entrando nell’apposita sezione chiamata Danger Zone, in modo da non essere disturbati. Ma resta il problema di un circuito perverso a cui possono portare *app* come questa».

In Francia il Ministero dell’Interno sta pensando di bloccare Ten Ten: «Forse sarebbe più opportuna una valutazione in questo senso da parte del Ministero della Salute, perché si tratta di benessere mentale dei giovani, già iperconnessi e spesso troppo dipendenti dai *social* e da Internet. È quasi un problema antropologico» conclude Marraffino.

di *Eleonora Lorusso*
