Threads è nato. Zuckerberg vuole distruggere Twitter
| Tech
È ufficialmente nato Threads Instagram, il clone di Twitter fortemente voluto da Mark Zuckerberg. Sfida aperta tra il fondatore di Facebook ed Elon Musk
Threads è nato. Zuckerberg vuole distruggere Twitter
È ufficialmente nato Threads Instagram, il clone di Twitter fortemente voluto da Mark Zuckerberg. Sfida aperta tra il fondatore di Facebook ed Elon Musk
| Tech
Threads è nato. Zuckerberg vuole distruggere Twitter
È ufficialmente nato Threads Instagram, il clone di Twitter fortemente voluto da Mark Zuckerberg. Sfida aperta tra il fondatore di Facebook ed Elon Musk
| Tech
AUTORE: Fulvio Giuliani
Non cercatelo negli store digitali in Italia e in Europa, perché non lo troverete: Threads Instagram, il clone di Twitter fortemente voluto dal fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, è stato lanciato a sorpresa alcune ore prima del previsto – nella notte italiana – negli Stati Uniti e in altri 100 Paesi.
Non nell’Unione europea, dove le regole sulla protezione dei dati personali degli utenti – elemento da ricordare sempre – sono decisamente più rigide e attente di quelle in vigore negli Usa. Tanto è vero che gli sviluppatori di Meta dovranno lavorare sul nuovo social ideato dal grande capo Zuckerberg, per renderlo compatibile alla Gdpr dell’Ue.
La curiosità è tantissima, inutile negarlo: l’app permetterà una velocissima integrazione con i dati di Instagram, in modo da creare l’account di Threads in una manciata di secondi e permettere all’utente di lanciarsi nelle discussioni pubbliche. Lo schema ricorderà palesemente l’impostazione di fondo pensata ormai un’era digitale fa per Twitter, ma con alcune differenze sostanziali. Innanzitutto, si potrà arrivare a 500 caratteri per ogni singolo post – quasi il doppio dei 280 del social dei cinguettii ora nelle mani di Elon Musk – mentre la condivisione di video sarà consentita sino a clip di cinque minuti. Si potranno naturalmente postare foto e si incontreranno altre differenze più o meno significative.
Quello che conta, però, è l’anima della sfida lanciata da Zuckerberg a Twitter e a Musk in persona. Aspettando di capire se i due si incroceranno realmente su un ring per un incontro di arti marziali, boxe o altro, l’idea è dichiaratamente quella di cannibalizzare e sostituire Twitter nel panorama globale e di farlo anche in fretta.
Una sfida totale, palese e anche brutale, come in Italia siamo ben poco abituati ad assistere fra grandi realtà e personalità dell’economia.
Il capo di Meta vuole raggiungere il “billion” di utenti pressoché in tempo reale, sfruttando la connessione totale con Instagram e la “guerra” dichiarata a Twitter. Quest’ultimo seppe rivoluzionare la comunicazione globale politica e non solo, ma adesso sembra sul punto di implodere per effetto della cura-Musk: “Ci vuole una app per la conversazione pubblica con più di un miliardo di persone. Twitter ha avuto la possibilità di farlo ma non ci è riuscito. Noi speriamo di sì. Facciamolo. Benvenuto in Threads”. Queste le parole di Mark Zuckerberg che hanno accompagnato il lancio di Threads la scorsa notte nel primo post sul suo account ufficiale.
Lo ammettiamo, non eravamo così curiosi dell’esordio di un nuovo social (sarà anche che non possiamo scaricarlo…) da tanto tempo.
di Fulvio Giuliani
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche
50 anni di Apple
01 Aprile 2026
A mezzo secolo esatto di distanza (era il primo giorno di aprile del 1976), è difficile immaginare…
Programma “Artemis”: un astronauta italiano parteciperà alle future spedizioni sulla Luna
31 Marzo 2026
Sarà l’Italia a costruire la “casa” degli astronauti sulla Luna. Alle spedizioni previste dal prog…
Usa, condannati Meta e Google: “Creano dipendenza da social”
26 Marzo 2026
A Los Angeles, negli Usa, Meta (di cui fanno parte Facebook e Instagram, di Mark Zuckerberg) e Goo…
Se l’AI è in grado di capire anche l’umore. Merito dell’italiana Yourang
24 Marzo 2026
Una start-up made in Italy ha realizzato un’IA in grado di essere empatica e di adattarsi al senti…
Iscriviti alla newsletter de
La Ragione
Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.