---
title: TikTok prova a resistere negli Usa
description: TikTok deve cedere le sue operazioni negli Stati Uniti a una società americana entro il 19 gennaio o sarà bandita dal mercato
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/12/tiktok-usa-1024x639.jpg
date: 2024-12-29
author: Nicoletta Prandi
url: https://laragione.eu/life/tech/tiktok-prova-a-resistere-negli-usa/
categories: [Tech]
tags: [tiktok, usa]
---

# TikTok prova a resistere negli Usa

![tiktok-usa](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/12/tiktok-usa-1024x639.jpg)

TikTok deve cedere le sue operazioni negli Stati Uniti a una società americana entro il 19 gennaio. In caso contrario sarà bandita dal mercato

**Il tempo a stelle e strisce stringe sempre più per TikTok. Il 10 gennaio la Corte suprema americana ascolterà infatti le ragioni con cui la piattaforma si oppone alla legge *ban or sell*** (vieta o vendi). Che – per motivi di sicurezza nazionale – impone alla casa madre cinese ByteDance di cedere il ramo americano a un soggetto non riconducibile a Pechino entro il 19 gennaio. **In caso contrario scatterà il [divieto di operare](https://laragione.eu/life/tech/tiktok/) sul ricco mercato Usa, che conta oltre 170 milioni di utenti.**

I giudici si esprimeranno sull’eventuale sospensione della legge soltanto dopo questa audizione. Secondo molti analisti è difficile che decidano un cambio di rotta in una manciata di giorni, congelando un provvedimento che gode ormai di ampio sostegno *bipartisan*. Inoltre, **Trump si insedierà come nuovo presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio, 24 ore dopo che la nuova normativa sarà entrata in vigore. Così anche la strada per una *exit strategy* diplomatica**, che passi magari attraverso un accordo diretto con il governo cinese, **si fa sempre più stretta.**

Altri correlati della vicenda si colgono però osservando anche chi e cosa ha smosso intorno. **Fra gli investitori fattisi avanti per acquistare TikTok** (l’ex segretario al Tesoro Steven Mnuchin e l’ex amministratore delegato di Activision Bobby Kotick) **c’è un uomo d’affari miliardario. È Frank McCourt**, già proprietario della squadra di baseball dei Los Angeles Dodgers. La sua offerta (20 miliardi di dollari) è diversa da tutte le altre. Si innesta su un movimento d’opinione alimentato da Project Liberty. Una costellazione di associazioni, enti politico-accademici e tecnologi fondata per rivendicare un ecosistema digitale più democratico, con un’anima *profit* e una *non profit* non sempre distinte. **McCourt definisce la sua proposta «un’opportunità unica per gli americani di far sentire la propria voce nel futuro di Internet». **Ci crede al punto tale che ha chiesto di acquistare la piattaforma «senza i suoi algoritmi».

La licenza di proprietà intellettuale è però registrata presso ByteDance in Cina e scorporare la casa madre è assai complicato. **Ciò che in realtà vuol fare è replicare il recente successo di un’altra piattaforma, Bluesky (su cui sono migrati milioni di utenti dopo la vittoria di Trump). Creando un TikTok decentralizzato **in cui si leggono solo i *post* desiderati senza l’intervento di algoritmi. Nelle piattaforme decentralizzate, gestite dagli utenti e distribuite su vari *server* tra loro federati, non esistono algoritmi. Lo scopo non è vendere ma creare uno spazio di comunicazione libero dalle interferenze di un’unica proprietà editoriale. **Un TikTok decentralizzato sarebbe insomma, a livello ideologico, una specie di Bitcoin dei *social*.**

Mentre è impossibile affermare con certezza se alla mezzanotte del 19 gennaio la scarpetta americana di TikTok si trasformerà in zucca oppure no, **è facile constatare la doppiezza di una classe politica che con una mano fa di tutto per combattere i *social* e con l’altra prova sempre a possederli. **Lo scorso 16 dicembre Trump (già proprietario del *social* Truth) ha affermato di avere un debole per TikTok. «Fra i giovani ho vinto con 34 punti di vantaggio» ha detto a poche ore da un incontro avvenuto proprio con il *boss* della piattaforma, Shou Zi Chew. È vero:** i *social* non sono tutti uguali, quanto a capacità di potenziale manipolazione politica. Dipende da come sono programmati. **Quanto al potere di stregare, invece, si assomigliano. Tutti li criticano ma in realtà li desiderano, spesso camuffando la voglia di controllo in cimento per la libertà.

*Di Nicoletta Prandi*
