Torna la luna e c’è anche l’Italia
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La prima missione Artemis partirà dalla Florida lunedì prossimo e avrà a bordo, fin dall’inizio, un bel pò d’ingegno italiano.

Torna la luna e c’è anche l’Italia
La prima missione Artemis partirà dalla Florida lunedì prossimo e avrà a bordo, fin dall’inizio, un bel pò d’ingegno italiano.
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Torna la luna e c’è anche l’Italia
La prima missione Artemis partirà dalla Florida lunedì prossimo e avrà a bordo, fin dall’inizio, un bel pò d’ingegno italiano.
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AUTORE: Fulvio Giuliani
Questa volta è vero e si fa maledettamente sul serio. Lunedì prossimo, nel primo pomeriggio italiano – se tutto andrà secondo programma metereologico – partirà dalla Florida la prima missione Artemis, che entro il 2025 dovrebbe riportare l’uomo sulla luna.
In questi giorni italiani di polemiche terra-terra e non di rado sotto terra, legate a una campagna elettorale di incredibile superficialità e pochezza, alzare il naso verso il cielo equivale a respirare a pieni polmoni e bere acqua purissima. Aiuta a ricordare gli estremi del nostro amatissimo Paese, dagli scontri più inutili e beceri (con annesso abuso di immagini che andrebbero riservate alle forze dell’ordine e finiscono per essere incredibilmente usate come clava elettorale) all’Italia che sa puntare altissimo.
Perché nella missione Artemis ci sarà anche un bel po’ del nostro ingegno, attraverso l’Agenzia Spaziale Europea, quella italiana e soprattutto i nostri astronauti che hanno saputo farsi apprezzare a livello globale.
Fra i sette candidati europei alle missioni con equipaggio di Artemis (fra il 2023 e il 2025) ci sono due italiani, Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti. Quest’ultima, attualmente in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale e prima europea ad aver mai effettuato un’attività extraveicolare nello spazio, potrebbe essere la prima donna del vecchio continente a posare il proprio piede sulla luna.
Quanto alla prima donna in assoluto è praticamente certo che sarà americana, come scritto nel 2025.
La missione Artemis è destinata a riaccendere alla massima potenza l’interesse per lo spazio e la luna, anche se in queste settimane verrà inevitabilmente soffocata nel nostro Paese. Ci sarà tempo per ricredersi (converrebbe farlo quanto prima), anche perché non è una questione solo di astronauti, ma anche di tecnologia tricolore.
Già dal lancio di lunedì ci sarà molta Italia a bordo del più potente razzo mai costruito, l’SLS, in partenza dalla storica base di Cape Canaveral. I colossi Leonardo e Thales Alenia Space e l’ambiziosissima Argotec di Torino, con il suo satellite miniaturizzato Argomoon, di cui parleremo diffusamente su La Ragione.
Una storia bella e profondamente istruttiva quella dell’azienda fondata dal visionario David Avino, un imprenditore con il pallino per lo spazio che non si è mai accontentato e ha portato la sua piccola e ultraspecializzata azienda a lavorare stabilmente con la NASA.
Un classico sogno italiano (realizzato) che vale un milione di chiacchiere a vuoto.
di Fulvio Giuliani
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