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Tredicenne batte Tetris

Un tredicenne “batte” per la prima volta Tetris

Negli Usa il tredicenne americano Willis Gibson – in arte Blue Scuti – ha raggiunto un primato: è riuscito a “battere” Tetris, uno dei videogame più famosi al mondo
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Un tredicenne “batte” per la prima volta Tetris

Negli Usa il tredicenne americano Willis Gibson – in arte Blue Scuti – ha raggiunto un primato: è riuscito a “battere” Tetris, uno dei videogame più famosi al mondo
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Un tredicenne “batte” per la prima volta Tetris

Negli Usa il tredicenne americano Willis Gibson – in arte Blue Scuti – ha raggiunto un primato: è riuscito a “battere” Tetris, uno dei videogame più famosi al mondo
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Negli Usa il tredicenne americano Willis Gibson – in arte Blue Scuti – ha raggiunto un primato: è riuscito a “battere” Tetris, uno dei videogame più famosi al mondo

Chi non conosce Tetris? È uno dei videogame più famosi al mondo, se non addirittura il più noto con tanto di blockbuster dedicatogli nel 2023; programmato da un matematico russo quarant’anni fa, continua a essere ancor oggi un tormentone con le sue innumerevoli versioni e cloni realizzati per tutte le piattaforme hardware (smartphone inclusi) nonché con una nutritissima community di giocatori professionisti in buona parte addirittura adolescenti.

L’immarcescibile videogioco di culto ora balza di nuovo agli onori della cronaca grazie a un tredicenne americano, Willis Gibson in arte Blue Scuti, che poco prima di Natale ha segnato un primato (che ha dedicato al padre morto di recente) ritenuto finora umanamente irraggiungibile: ha infatti mandato il gioco in tilt raggiungendo per primo il tanto agognato killscreen – il congelamento perenne dello schermo in partita – durante il livello 157 dopo 38 minuti di una sessione dalle prestazioni stupefacenti. Tutto ciò è stato possibile sia grazie all’incredibile dedizione di Gibson – che ogni giorno gioca dalle 3 alle 5 ore e aveva già vinto la medaglia di bronzo negli ultimi campionati mondiali – sia a causa dei limiti del codice software utilizzato, cioè la versione denominata Classic per console Nintendo a 8 bit realizzata circa 34 anni fa e su cui si disputano ancor oggi i tornei internazionali più blasonati.

In Tetris bisogna assemblare blocchi cadenti per formare linee orizzontali che saranno automaticamente eliminate, causando l’avanzamento del livello e della conseguente velocità di caduta dei pezzi. Lo scopo è evitare che i blocchi raggiungano il limite superiore dello schermo, pena la fine della partita. Già a partire dal livello 29 la velocità risulta tale da rendere virtualmente impossibile posizionare i pezzi nei bordi laterali dello schermo. Nel 2011 il texano Thor Aackerlund ha però raggiunto per primo il livello 30 inaugurando il cosiddetto hypertapping, una tecnica di vibrazione delle dita per premere i comandi a velocità incredibile. Da lì in poi sono stati toccati nuovi traguardi fino al 2020, quando l’allora quindicenne ChristopherCheeZMartinez ha inventato il rolling, una nuova tecnica di movimento delle dita capace di raggiungere una velocità ulteriormente raddoppiata, grazie a cui nel 2023 il nostro Gibson era già arrivato per primo al mondo raggiungendo il livello 153.

Mediante le partite disputate dallintelligenza artificiale, nel 2021 si era scoperto che a partire dal livello 155 era possibile che Tetris Classic potesse bloccarsi a causa dei limiti del suo vetusto codice generando un killscreen, cosa che tutti i migliori giocatori ambivano a ottenere, visto che questo videogame è sempre stato considerato imbattibile. Con l’ultima performance di Gibson per la prima volta in assoluto invece del gioco che batte il giocatore è stato il giocatore a battere il gioco.

Adesso il prossimo obiettivo, il traguardo finale raggiungibile su Tetris Classic, sarà quello di terminare l’ultimo livelloil numero 255, dopo il quale il gioco riparte da zero – evitando il killscreen, quindi ‘collaborando’ col gioco anziché tentare di batterlo attivandone i possibili bug che lo farebbero bloccare. Questa simbiosi, che manterrebbe sia il giocatore che il gioco ‘in vita’ fino alla sua ripartenza, sembra quasi un monito volto a una fruttuosa collaborazione fra uomo e software che, specialmente con l’esponenziale sviluppo dell’intelligenza artificiale, arriverà a rendersi sempre più necessaria nella vita quotidiana, ben al di là dei videogame.

di Piermarco Rosa

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