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title: L’UE lancia l’ambizioso programma Chips Act, ma i finanziamenti sono pochi
description: "L'obiettivo è impadronirsi entro il 2030 del settore tecnologico investendo nella ricerca e produzione di microchips. Al momento, però, i finanziamenti stanziati sono più ridotti rispetto a quelli proposti da altre potenze economiche."
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date: 2022-02-12
author: Marco Mauri
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categories: [Tech]
tags: [microchip, tecnologia]
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# L’UE lancia l’ambizioso programma Chips Act, ma i finanziamenti sono pochi

![L’UE lancia l’ambizioso programma Chips Act, ma i finanziamenti sono pochi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/02/Evidenza-sito-75-2.png)

L’ UE lancia il Chips Act. L'obiettivo è impadronirsi entro il 2030 del settore tecnologico investendo nella ricerca e produzione di microchips. Al momento, però, i finanziamenti stanziati sono più ridotti rispetto a quelli proposti da altre potenze economiche.

**La Commissione europea lancia una sfida con la presentazione del Chips Act. **Una strategia che mira a fronteggiare i produttori negli Stati Uniti e Cina - attualmente leader nella produzione dei microchips - mobilitando investimenti per 43 miliardi di denaro pubblico, privato, nazionale e comunitario.

La nuova strategia industriale presentata da Ursula von der Leyen a Bruxelles ha come obiettivo raddoppiare del 20% la quota di mercato dell’ UE da qui al 2030, investendo nella ricerca dei chips del futuro e nella produzione dei microprocessori per garantire la sicurezza e la sovranità europea. Attualmente la produzione di microchip dell’Unione Europea è circa l’8% di quella mondiale.

In Italia si ipotizza una crescita del 7.1% annuo **di transizione digitale **nel periodo 2021-2024, un dato fortemente influenzato dall’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha destinato circa 50 miliardi di euro alla digitalizzazione. **E i microchip sono protagonisti di questa transizione, fondamentali per i prodotti dotati di una parte di elettronica, utilizzati in molte applicazioni e destinati in diversi macro mercati, come ad **esempio in computer, telecomunicazioni, automobili, elettronica di consumo e industria. La carenza di semiconduttori ha frenato e a volte paralizzato le attività di imprese di settori industriali causando inflazione e il rallentamento economico della ripresa dopo la pandemia. L'obiettivo dell'UE a breve-medio termine è volto a scongiurare le interruzioni delle catene di approvvigionamento aiutandosi con gli stati membri e i partner internazionali.

**Al momento** **le fabbriche impegnate nella produzione di chip sono sparse nel globo. **In ordine di capacità di produzione in percentuale sul totale mondiale vediamo: Taiwan 20%, Corea del Sud 19%, Giappone 16%, Stati Uniti 13%, Europa 8% e il 7% dal resto del mondo. Queste sono le analisi della Boston Consulting Group, la multinazionale statunitense di consulenza strategica. 

Il tentativo dell’UE di competere con i big è ambizioso, soprattutto se si considera il ritardo accumulato di circa vent'anni rispetto ai rivali. Inoltre i finanziamenti stanziati sono di molto ridotti rispetto alle altre potenze economiche affermate da tempo nel settore dei microprocessori. **Le sovvenzioni sono un fattore da non sottovalutare, l’industria del settore Chip in Asia gode di enormi investimenti pubblici e privati. **Secondo la Semiconductor Industry Association Usa il costo per la gestione di una fabbrica di microchip costa il 20 - 40% in più negli Stati Uniti e Giappone rispetto a Cina e Corea del sud, i quali godono di ingenti sussidi, e le cui somme di investimento previste dal nuovo programma toccano rispettivamente i 150 miliardi di dollari entro il 2030 per la Cina e 450 miliardi di dollari - la maggior parte provenienti dal settore privato - per la Corea del Sud. Non vogliamo scongiurare un mancato raggiungimento dell’obiettivo prefissato dall’UE ma ci saranno ostacoli e gap economici che andranno sicuramente rivisti e superati.

 

di Marco Mauri
