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title: Così nacque il primo virus informatico 
description: "La storia di come, da un apparentemente innocuo messaggio d'amore, nacque il primo virus informatico della storia"
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date: 2024-05-06
modified: 2024-05-07
author: Stefano Faina
url: https://laragione.eu/life/tech/virus-informatico/
categories: [Tech]
tags: [storia, tech]
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# Così nacque il primo virus informatico 

![Primo virus informatico](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-1123-1024x639.jpg)

La storia di come, da un apparente messaggio d'amore, nacque il primo virus informatico della storia

**È il 5 maggio 2000 quando centinaia di utenti nelle Filippine ricevono il medesimo messaggio di posta elettronica. L’oggetto recita “ILOVEYOU” e in allegato c’è un documento intitolato “LOVE-LETTER-FOR-YOU.TXT”. **Poiché di fronte all’amore nessuno resta insensibile, la maggior parte di coloro che hanno ricevuto quell’*e-mail* decide di aprirla e verificarne il contenuto. In quel preciso istante ciascun *computer* viene infettato, perché quell’allegato non è affatto una dichiarazione d’amore ma un *virus*. Capace non soltanto di aggredire il *pc* in cui si è introdotto, ma anche di diffondersi contagiando tutti i contatti presenti in rubrica, moltiplicandosi così esponenzialmente. **Pochi giorni dopo, con il *malware* che ormai ha fatto il giro del mondo, le vittime di “ILOVEYOU” sono circa 50 milioni.**

**E pensare che quello partito dalle Filippine non è certo il primo *virus* informatico della Storia. Nel 1971 “Creeper” – creato da Bob Thomas – era stato realizzato con lo scopo di verificare proprio l’auto-riproducibilità di un programma su una macchina remota. **Nel 1986 a fare notizia era stato “Brain”, ideato da due fratelli pakistani proprietari di un negozio di *computer* per punire chi copiava un *software* di loro creazione. Ma è con l’avvento di Internet che la musica cambia radicalmente: nel 1998 Robert Morris concepisce l’antesignano dei*worm* diffusi via *web*, divenendo così il primo americano condannato per pirateria informatica. **Poi fu la volta di “Aids”, un *malware* che inibiva il sistema operativo rendendone impossibile l’avvio. E ancora “Concept.B” e “Melissa”, che avevano sfruttato i *bug* per diffondersi.**

**Ciascuno di questi aveva però avuto un impatto relativo, neppure paragonabile a quello di “ILOVEYOU” che – nell’arco di pochi giorni – raggiunge i *computer* della Cia, del Pentagono, del Parlamento britannico, di Ministeri in varie parti del mondo (da noi ne resta vittima quello dell’Interno) e di un numero imprecisato di multinazionali, con danni stimati in 5,5 miliardi di dollari.** Terminata la conta dei disastri combinati, scatta la caccia al colpevole. Dopo alcune settimane di ricerca, prende forma una pista che porta a un programmatore filippino di nome Onel de Guzman. Pochi mesi prima il ragazzo ha presentato una tesi universitaria che aveva come argomento proprio le modalità di accesso ai *computer* altrui tramite la Rete. È stata rigettata dai suoi docenti, che l’hanno considerata ‘illegale’, così de Guzman ha deciso di fare sul serio. Con la complicità di sua sorella Irene, del fidanzato di lei e di un suo compagno di studi ha progettato un attacco in grande stile. Il gruppo viene identificato e posto in stato di fermo, ma ben presto si scopre che la legge filippina non può fare nulla: nel Paese non sono infatti previste pene per i reati informatici. **Di conseguenza le accuse contro l’*hacker*e i suoi sodali vengono lasciate cadere.**

**Onel de Guzman scompare dalle cronache. Verrà rintracciato anni dopo, ormai 40enne e impiegato in una società inglese che si occupa – ironia della sorte – di sicurezza informatica. Dirà che aveva ideato “ILOVEYOU”** per cercare di rubare le *password* di accesso a Internet poiché all’epoca poteva a malapena permettersi una connessione. A metà fra il Robin Hood informatico e il criminale redento, l’ex studente filippino si è comunque ritagliato la sua pagina nei libri di storia. Quelli nei quali si racconterà di un ragazzo che, in un giorno di inizio millennio, mise in ginocchio i sistemi di mezzo mondo. Semplicemente con un messaggio d’amore.

di *Stefano Faina e Silvio Napolitano*
