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Cara auto elettrica, dove ti ricarico? Le colonnine ancora un miraggio

Corrono le vendite di auto elettriche (+340%), merito degli ecoincentivi. Scarseggiano le colonnine per la ricarica, il che le rende un lusso per pochi.

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La devastante alluvione che ha travolto la Germania, i chicchi di grandine grossi come pompelmi che hanno devastato le auto alle porte di Milano sono la riprova che il tempo è scaduto. Continuare a estrarre energie fossili come si è sempre fatto fino ad ora non è più sostenibile.

Anche l’Unione Europa sta correndo ai ripari e il tema della decarbonizzazione è diventato centrale per il conseguimento dell’obiettivo finale: l’abbattimento del 100% delle emissioni auto. Come? Attraverso lo stop, a partire dal 2035, alla vendita di mezzi a benzina e diesel. Il futuro dunque passerà solo dall’elettrico, niente più motori misti (a combustione interna), solo motori a batterie.
La pioggia di incentivi prevista dal decreto Sostegni bis per finanziare l’acquisto di auto elettriche mira
proprio a questo. Sul piatto ci sono 350 milioni di euro che si aggiungono a quelli già stanziati in passato.

Come accade spesso però i buoni propositi si scontrano con la realtà. Basta guardarsi attorno per capire le ragioni per cui il mercato dell’auto solo elettrica sia ancora fermo al palo, nonostante le vendite registrino una crescita a tripla cifra (+340%). Al di là dei costi maggiorati legati alla nuova tecnologia, a disincentivare gli acquisti è la scarsa presenza di colonnine elettriche per ricaricare i veicoli.

La tecnologia odierna ha fatto sì passi da gigante realizzando batterie più longeve che permettono oggi di percorrere molti chilometri, ma restano ancora molti limiti. L’elettrico non è ancora in grado di poter competere con le auto a combustione interna, aspetto non secondario che fa apparire questa scelta come un lusso per pochi, di chi un’auto ce l’ha già. Ragion per cui l’opzione elettrica al 100% ricade di solito sul secondo veicolo di casa e mai come prima scelta.

Le grandi case automobilistiche tuttavia sono già pronte alla progettazione di nuove auto a emissioni zero, proponendo sul mercato soluzioni per gli utilizzi più comuni. Come ad esempio Volkswagen che fa le prime prove su di una piccola isola greca divenuta famosa per essere l’unica a emissioni zero dell’arcipelago.

L’evoluzione dovrà avvenire in tempi molto brevi ma, come detto, si contano ancora pochissime colonnine elettriche in cui rifornirsi nelle grandi città e ancora meno nelle periferie dove bisogna assolutamente sviluppare una rete più ampia. La situazione è ancor più desolante se ci si sposta nei piccoli paesi di provincia.

Qualche sforzo in merito è stato fatto ma è ancora troppo poco. Di recente, per esempio, il Governo ha
stabilito che tutti gli edifici non residenziali di nuova costruzione e  oggetto di importanti ristrutturazioni dovranno avere colonnine di ricarica in presenza di più di 10 posti auto.

Speriamo che le variabili messe in atto siano sufficienti a dare una spinta alle vendite di auto elettriche da parte di quei cittadini non ancora così green.

 

di Marco Mauri

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