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title: Chi aspetta troppo e chi non aspetta affatto
description: Le regioni del Sud hanno il numero più alto di gravidanze under 17. La risposta è un mix tra mancanza di lavoro e tradizioni di famiglia.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Schermata-2021-11-26-alle-14.51.55.png
date: 2021-11-26
author: Maruska Albertazzi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/chi-aspetta-troppo-e-chi-non-aspetta-affatto/
categories: ["L'Italia de La Ragione", Società]
tags: [genitori, Italia]
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# Chi aspetta troppo e chi non aspetta affatto

![Chi aspetta troppo e chi non aspetta affatto](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Schermata-2021-11-26-alle-14.51.55.png)

## Sono le regioni del Sud Italia, in particolare la Campania, ad avere il numero più alto di gravidanze under 17. La risposta è un mix tra abbandono scolastico, mancanza di lavoro e tradizioni di famiglia.

** Che siamo un Paese per (mamme) vecchie si sapeva.

**L’età media di una neomamma italiana è 31 anni, un dato che ci fa sbaragliare tutta la concorrenza collocandoci **sul podio delle genitrici più anziane d’Europa** davanti a Spagna, Grecia, Irlanda e Lussemburgo. **Siamo anche tra i Paesi che fanno meno figli** e, dopo la Spagna, quello col più alto numero di donne che diventano madri per la prima volta dopo i 40 anni. Sono dati che conosciamo, su cui si sono interrogati sociologi, politici e opinionisti. Dati che ci deprimono perché, diciamolo, la vecchiaia è rimasta l’ultimo tabù ed è difficile trovare qualcuno felice di essere il più vecchio in qualcosa.

D’altra parte siamo anche tra i Paesi europei che hanno meno a che fare col fenomeno delle mamme adolescenti, solo l’1,2% sul totale contro il 6% delle inglesi. Ci sarebbe da pensare che sia una questione che non ci riguardi ma, allargando la lente su tutta la penisola, scopriamo che le cose non stanno proprio così. **Sono le regioni del Sud** – in particolare Sicilia, Campania e Puglia – **ad avere i numeri più alti di gravidanze *under* 17**, con la Campania che registra circa 2mila adolescenti l’anno che decidono di diventare mamme. Il dato più impressionante è quello della città di Napoli con il 4,2% di primipare giovanissime. Per quanto il numero di ragazzine che rimangono incinte non sia così diverso in Campania o in Lombardia, la grande differenza la fa la decisione di ricorrere o meno all’interruzione.

**Perché una quindicenne di Milano decide di abortire e una di Napoli invece no?** A istinto verrebbe da rispondere che si sa che al Sud si fanno più figli e prima rispetto al Nord, che lì le donne spesso ricoprono ruoli più tradizionali. Sarebbe una risposta superficiale. I dati di cui siamo in possesso ci dicono che esiste una **correlazione** piuttosto stretta tra il tasso di abbandono scolastico e le maternità precoci, ma anche questo da solo non basta a spiegare il fenomeno. Osservando meglio, si scopre che nella stragrande maggioranza dei casi le mamme giovanissime sono figlie di altre mamme giovanissime: **una sorta di tradizione di famiglia**, un costume locale tollerato da una società che sa di offrire poco e non può pretendere molto.

Dopo aver abbandonato gli studi e senza avere la prospettiva di un’occupazione, queste **giovani donne cercano di trovare un’identità nell’essere madre** – come già magari le loro mamme e le loro nonne – e in fondo non sono molto diverse dalle primipare attempate che un’identità lavorativa e sociale l’hanno trovata ma soltanto a patto di procrastinare all’infinito l’arrivo della cicogna. Essere donna, madre, professionista – tutto allo stesso tempo – non è possibile e allora tocca scegliere.

Anche se a vederla da vicino, quella scelta sembra più un destino ineluttabile a cui poche possono permettersi di ribellarsi.
