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title: Come perdere gettito fiscale e opportunità
description: A marzo l’Antitrust aveva invitato a una riforma per limitare la concorrenza sulle concessioni balneari.
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date: 2021-09-14
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/come-perdere-gettito-fiscale-e-opportunita/
categories: ["L'Italia de La Ragione"]
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# Come perdere gettito fiscale e opportunità

![Come perdere gettito fiscale e opportunità](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/spiaggia.png)

La legge sulle concessioni demaniali approvata nel 2018 è stata prorogata dal governo Conte fino al 2033, il rischio è di peggiorare ulteriormente la situazione delle concessioni balneari nel nostro Paese.

**I numeri parlano da soli:** nel 2019 lo Stato prevedeva di incassare dalle concessioni balneari 115 milioni di euro, di cui effettivamente ne sono stati riscossi solo 83, e se facciamo una somma partendo dal 2007 i mancati incassi arrivano a 235 milioni di euro.

Sull’annosa questione delle concessioni balneari, a marzo l’Antitrust aveva nuovamente invitato a una riforma che mettesse in discussione lo status quo, rilevando come vi sia in primo luogo una limitazione alla concorrenza. Oltre all’evidente risultato di generare paradossi quale quello del “**Twiga” di Marina di Pietrasanta,** che guadagna oltre mille euro al giorno per ogni gazebo ma versa allo Stato un canone annuo di 17.619 euro.

Oppure **il “Papeete” di Milano Marittim**a che due anni fa aveva incassato 3,2 milioni di euro versandone appena 10mila per la concessione. Soldi che non entrano e che pesano in negativo sulle casse dello Stato. Il tema è la legge sulle concessioni demaniali, approvata nel 2018 e grazie alla quale il governo Conte ha prorogato fino al 2033 quelle esistenti senza che vi sia nessuna nuova gara. Rischiamo di ritrovarci con numeri ancora più imbarazzanti, e l’Agcm lo dice chiaramente: occorre una nuova norma che assegni le concessioni in base a princìpi di «concorrenza, imparzialità e trasparenza». Oltre al fatto che adesso non è possibile alcun ricambio generazionale, se non per via ereditaria. E stiamo parlando di oltre 61mila stabilimenti.

C’è da sperare che non finisca tutto nel dimenticatoio per altri decenni.

 

di *Annalisa Grandi*
