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title: 46 migranti soccorsi sugli scogli a Lampedusa. Recuperato anche un cadavere
description: 46 migranti sono stati recuperati sugli scogli di Ponente a Lampedusa. La guardia costiera ha recuperato anche il cadavere di un uomo
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date: 2024-03-08
modified: 2024-03-09
author: Filippo Messina
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categories: [Cronaca]
tags: [immigrazione, Italia, migranti]
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# 46 migranti soccorsi sugli scogli a Lampedusa. Recuperato anche un cadavere

![Migranti scogli](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Migranti-scogli.jpg)

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2023-11-07 07:27:37

2023-11-07 06:27:37

Il significato dell'accordo con Tirana rivelato ieri da Giorgia Meloni: due strutture di accoglienza nel territorio albanese

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiazzato completamente l’opposizione - ma crediamo anche qualche ambiente della sua stessa maggioranza - annunciando ieri l’accordo con il governo di Tirana per la creazione di due strutture di accoglienza in territorio albanese, nel quale ospitare i migranti salvati in mare e in attesa delle decisioni sulle richieste di asilo (o dell’espletamento delle procedure di rimpatrio).

Prima di passare ai contenuti, non può non colpire la capacità di mantenere segreto un accordo risalente - a quello che è stato riferito da Palazzo Chigi - addirittura allo scorso mese di agosto, quando Giorgia Meloni si recò in Albania ufficialmente per una vacanza. In realtà, oltre qualche sacrosanto aperitivo su cui non è mancata una nota polemica della stessa presidenza del Consiglio, Meloni avrebbe incontrato il premier Edi Rama proprio per mettere a punto l’accordo poi firmato ieri.

Oggettivamente non male per una struttura che solo pochi giorni fa è stata costretta ad assorbire il colpo della figuraccia dello scherzo telefonico in cui i consiglieri diplomatici del capo del governo hanno fatto cadere Giorgia Meloni.

Quanto alla sostanza, una “mossa di destra“, fortemente identitaria innanzitutto per il partito della presidente del Consiglio, il suo elettorato di riferimento e le ali della maggioranza di governo più rigide sul fronte immigrazione. La risposta cercata e voluta al termine di un anno terribile sul piano dei numeri, che ha visto sbarcare in Italia più del doppio dei migranti dell’anno precedente. Un problema che il primo governo di destra-centro della storia repubblicana non poteva assorbire senza contraccolpi.

Ecco, allora, il coniglio dal cilindro, con la creazione delle due strutture in territorio albanese, in modo da poter gestire la fase di analisi delle singole posizioni dei migranti non in Italia. Un modo molto politico di alleggerire la pressione, considerato che potranno andare in Albania soltanto i migranti che non siano riusciti a toccare il suolo italiano (e dunque dell’Unione Europea).

Quanto alla sostanza, continuiamo a ritenere che l’unica, reale strada percorribile sia proprio quella europea. Difficile e impervia quanto si vuole, ma pur sempre la sola che - a nostro modesto avviso - può permettere una qualche soluzione a medio e lungo termine. Anche la via albanese, politicamente vincente e “clamorosa”, è giocoforza un tampone: potrà riguardare al massimo qualche migliaio di migranti, ma difficilmente scoraggerà le partenze. La politica è un conto, insomma, la realtà rischia di essere un’altra.

Giorgia Meloni ha segnato un punto su un’opposizione sempre più stordita e sfilacciata (probabilmente un altro anche all’interno della sua stessa coalizione), ma farebbe bene a continuare a cercare alleati nell’Unione per creare un fronte comune e soluzioni molto più ambiziose e strutturali.

di Fulvio Giuliani

Migranti, la mossa albanese di Meloni

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2023-11-07 07:27:37

2023-11-07 06:27:37

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2023-04-18 07:27:50

2023-04-18 05:27:50

Le parole del presidente della Repubblica Mattarella sulle "norme preistoriche" dell'UE sui migranti suonano sacrosante

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non va tirato per la giacchetta. Le sue parole, ferme e decise, sulle “norme preistoriche“ dell’Unione europea sui migranti suonano sacrosante, ma non rispondono a nessun disegno politico. Non sono un assist all’attuale governo o all’attuale opposizione, rispecchiano un buco normativo gigantesco dell’Unione e un’inerzia insopportabile davanti a un fenomeno epocale.

È una presa d’atto e un indiretto messaggio a definire una volta per tutte la questione un’urgenza (se preferite “emergenza“) dell’intera Ue. Anche di quei Paesi che continuano ostinatamente a far di sì con la testa e tenere rigorosamente immobili le mani, anche se rappresentano le mete finali della marea umana che spinge dal Sud del mondo.

In Italia, da 72 ore abbiamo scoperto la “protezione speciale“, di cui fino alla scorsa settimana non parlava nessuno. Classico esempio di approccio tattico e sostanzialmente fine a se stesso al problema. Nel mentre, ieri Eurostat ha fornito i seguenti dati: entro il 2100 la popolazione italiana si ridurrà di oltre 8,8 milioni, il calo più consistente in termini assoluti fra i 27. Sempre in base alle proiezioni dell'Istituto statistico europeo, in Italia ci saranno 29,9 milioni di nascite a fronte di 57,5 milioni di morti, saremo di gran lunga il Paese più vecchio fra i più popolosi e la previsione di un saldo positivo di 18,7 milioni tra emigranti e immigrati non riuscirà comunque a impedire che la popolazione totale passi da 59 milioni ai 50,19.

Considerato che parliamo di fine secolo, qualcuno potrebbe essere tentato di fare spallucce, ma questo sarebbe solo il punto d’arrivo. Anche il “viaggio“ di un Paese con sempre meno giovani e un numero crescente di anziani risulterebbe una via crucis. 

Di immigrati, piaccia o non piaccia diventa irrilevante, ne avremo bisogno sempre di più, anche rispetto a quanto previsto oggi. Per tenere in piedi i conti, pagare le pensioni, non rinunciare al welfare e riuscire a gestire un’Italia mostruosamente invecchiata. L’età media arriverà a 53,3 anni, oggi è già la più alta a 48.

Lo hanno scritto tutti i governi, anno dopo anno, compreso l’attuale. Immigrati regolari, si intende. Non resterebbe che affrontare il problema senza abbracciarlo come un’arma di propaganda. Magari.

di Fulvio Giuliani

Mattarella, i migranti e la glaciale verità

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2023-04-18 07:27:50

2023-04-18 05:27:50

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9926

2023-09-18 15:00:25

2023-09-18 13:00:25

Il governo e l'immigrazione. Lampedusa boccheggia, ma è soltanto la copertina tragica e apparentemente irrisolvibile di un problema sempre uguale a sé stesso

Lampedusa boccheggia, ma è soltanto la copertina tragica e apparentemente irrisolvibile di un problema sempre uguale a sé stesso. Come tante volte sottolineato.

Solo quarantott’ore fa scrivevamo dei due elementi – uno sistemico, l’altro contingente – che stanno spingendo le masse verso le frontiere meridionali dell’Unione europea. L’arrivo dell’autunno ci darà una mano ad arginare il secondo, cioè le ottime condizioni meteomarine che hanno facilitato le partenze. Quanto al primo e fondamentale tema, l’epocale fuga dalle aree subsahariane che è all’origine di queste migrazioni, nessun Paese potrà trovare una soluzione e tantomeno opporvisi da solo. A fronte di tutto ciò, la pubblica opinione italiana non sembra mettere in cima ai propri interessi e alle proprie preoccupazioni i migranti. Considera il tema ormai endemico e pone molta più attenzione al caro-prezzi, alla questione prestiti e mutui esposti ai rialzi antinflazione dei tassi di interesse della Banca centrale europea. L’immigrazione, anche urlata, sembra ‘rendere’ meno in termini politici. Nonostante questo, sondaggi alla mano s’intende, siamo tornati a sentire toni da tregenda: appelli all’uso della Marina militare, attacchi frontali alla Germania e così andare. È stata la Lega ad accelerare su questo fronte ed è lecito aspettarsene delle belle in vista del tradizionale raduno di oggi e domani a Pontida.

Palazzo Chigi non segue questa linea ed è un fatto. Che lo stesso leader leghista Matteo Salvini si sforzi di accompagnare le bordate polemiche ai complimenti per l’operato in materia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni non muta la sensazione di una divaricazione. Riflettiamo: l’azione intrapresa dal governo italiano dal suo insediamento a oggi è stata improntata a un rigido coordinamento con la Commissione europea. La stessa scommessa politica – al momento fallita, ma ci torneremo – di Giorgia Meloni sulla Tunisia e sul suo presidente Saied ha ricevuto totale e assoluta copertura dall’Unione nella persona fisica della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che ha accompagnato non una ma due volte il capo del governo italiano in Tunisia. Con lei c’era il presunto leader dei ‘falchi’ dei Paesi ‘frugali’, il capo del governo olandese Rutte. Quest’ultimo è intanto finito in disarmo, ma la sostanza non cambia. Due presenze di enorme peso politico, anche in termini di immagine e impegno personale. Tanto è vero che, all’epoca delle due missioni condotte da Giorgia Meloni in Tunisia, non mancarono malumori e mal di pancia a Bruxelles e in alcune Capitali per l’esposizione cui la von der Leyen sembrava spingere l’Unione nei confronti dell’inaffidabile Saied.

Come siano andate le cose è davanti ai nostri occhi: con le file di barchini davanti al porto di Lampedusa, gli sbarchi ai massimi e le insostenibili tragedie. Brutalmente scritto, Saied vuole i soldi ma non offre le garanzie promesse. Dire però che l’Europa ci abbia lasciati soli, dopo aver certificato la grande scommessa tunisina, appare eccessivo. Sarà un caso ma Palazzo Chigi non segue la strada leghista, mantiene una posizione sostanzialmente diversa pur nella grande difficoltà del momento. Il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida, uno degli uomini più vicini a Giorgia Meloni, ha ribadito la necessità della fermezza nei confronti dell’immigrazione illegale, ma anche la necessità di sviluppare quella legale «non dimenticando che siamo tutti nipoti di emigranti». Parole che sarebbe un po’ troppo ingenuo considerare casuali in questo passaggio politico.

 

di Fulvio Giuliani

Il governo e l'immigrazione

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2023-09-17 17:56:40

2023-09-17 15:56:40

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