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title: Al margine della società
description: Quelle ragazze che si ribellano e chiedono aiuto alla legge sono il nostro trionfo. Sempre che la legge sappia farsi rispettare.
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date: 2022-06-09
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/al-margine-della-societa/
categories: [Cronaca]
tags: [Evidenza, giovani, razzismo, scuola, società]
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# Al margine della società

![Al margine della società](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/06/Evidenza-sito-32-12.png)

Quelle ragazze che si ribellano e chiedono aiuto alla legge sono il nostro trionfo.

**Il tema del branco e della violenza va affrontato senza timori e senza ipocrisie.** Non mancano le formazioni indigene, ma neanche quelle di immigrati. Se non si vuole concentrarsi sul colore della pelle si dovrà farlo sul calore della risposta. **Il tema non è come deprecare, ma come fermare.** La Francia c’è arrivata prima, per ragioni storiche, e ha commesso errori dai quali possiamo prendere esempio, per non ripeterli: serve a nulla osservare che si tratta della periferia, della *banlieue*, e non serve definire *racaille* (la feccia) i violenti che ne arrivano, come fece Sarkozy. Quelli sono francesi come questi sono italiani, ma quelli e questi sono figli di chi venne da fuori. Non dobbiamo far finta di non saperlo, **dobbiamo chiederci in cosa sbagliano loro e in cosa noi**.

L’errore comune è generalizzare. I bianchi e i neri. Nel nostro passato abbiamo un razzismo feroce e abietto, fra bianchi. Non è sparito, ma lo abbiamo superato. Ci sono, fra noi, razzisti per il colore della pelle ma la nostra Costituzione e le nostre leggi li condannano. **In quel convoglio dell’orrore, che avrebbe dovuto portare delle ragazze da Gardaland a casa, dei neri le hanno assalite, molestate e offese. Un nero le ha aiutate a scendere, a Desenzano, sottraendole alla violenza.** Quel branco, del resto, le aveva individuate come “le bianche”, producendosi in un razzismo che non è “al contrario”, è solo e soltanto razzismo.

Se guardo le strade dello spaccio di droga vedo molti neri. Non è una vocazione, ma una condizione. Prima erano tutti bianchi e tutti drogati, che spacciavano per avere la loro dose. **È cambiato il terminale, non il sistema: si usano i deboli, i sacrificabili, quelli che pensano di avere poco o nulla da perdere e che bramano quel che lo spaccio offre loro.** La pensavo così dei drogati spacciatori bianchi, la penso così degli spacciatori neri: arrestarli – non per qualche ora – e avviarli al recupero non è solo difesa della società, ma anche della loro vita. Lasciarli spacciare è abbandono alla disgrazia. Per dirla più ruvidamente: la repressione è generosa, la tolleranza egoista.

Sul davanzale al mio fianco irrigo, alla sera, una pianta di basilico. I terroni di prima pare lo coltivassero nel bidet, avvalorando l’idea che avessero le chiappe sporche. Anche questa l’abbiamo superata (non tutti). Quando si arriva da un altro posto si è riconoscibili: per costumi, abitudini, fede. La convivenza fra fedi diverse e fra fedeli e non fedeli non è una nostra generosa concessione, ma la nostra identità (e non esito a dire: superiorità) culturale. Se la negassimo ci suicideremmo. C’è un limite? Certo, vale per tutti: la legge dello Stato viene prima. Posso educare i miei figli secondo le mie convinzioni, ma non posso costringerli, neanche se minorenni. **[Quelle ragazze che si ribellano](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/cinque-le-ragazze-palpeggiate-a-peschiera-del-garda/) e chiedono aiuto alla legge sono il nostro trionfo. Sempre che la legge sappia farsi rispettare.**

Non credo che il problema sia l’“integrazione”, concetto scivoloso. Circa la rivendicazione dei diritti mi pare altissima. **La falla si apre sul lato scuola.** Non solo per gli abbandoni, ma per il venire meno alla promessa che saranno i più capaci a fare più strada. La rabbia dei capaci disillusi è più temibile di quella del teppista troglodita, perché è fondata. **Ma quella falla colpisce tutti, senza distinzione di fede e colore. Colpisce chi si trova al margine e lì lo si lascia a languire. Colpisce italiani e stranieri. Ed è la nostra grande colpa.** Non verso questo o quello, ma verso tutti e noi stessi.

Quindi: poche dolcezze inutili, la repressione del crimine aiuta gli onesti, quella dei violenti le persone per bene, gli ascensori sociali partano dalla scuola e ai margini resti chi spera di schiavizzare gli altri per conservare le proprie rendite.

Di *Davide Giacalone*
