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title: "Al via il processo a Filippo Turetta: “Non sarà un processo al femminicidio”"
description: "Per il procuratore di Venezia, Bruno Cherchi: \"Non è processo al femminicidio ma alle responsabilità personali\"."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/09/Processo-Filippo-Turetta.jpg
date: 2024-09-23
author: Claudia Burgio
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/al-via-il-processo-a-filippo-turetta-non-sara-un-processo-al-femminicidio/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Italia]
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# Al via il processo a Filippo Turetta: “Non sarà un processo al femminicidio”

![Processo Filippo Turetta](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/09/Processo-Filippo-Turetta.jpg)

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2024-06-22 10:45:01

2024-06-22 08:45:01

Un racconto dell’orrore quello di Filippo Turetta che spiega quanto accaduto prima, durante e dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin

“Giulia continuava a chiedere aiuto. Le ho dato, non so, una decina, dodici, tredici colpi con il coltello. Volevo colpirla al collo, alle spalle, sulla testa, sulla faccia e poi sulle braccia”, queste le terribili parole pronunciate da Filippo Turetta - 22 anni - nel carcere di Verona durante l'interrogatorio dello scorso 1 dicembre davanti al pubblico ministero di Venezia Andrea Petroni. Le parole di Turetta, scritte in un verbale, sono state diffuse dal programma di Rete 4 "Quarto grado".

Un racconto dell’orrore. Turetta parla dei momenti prima dell’omicidio di Giulia Cecchettin: “Volevo dare a Giulia un regalo, una scimmietta mostriciattolo. Con me avevo uno zainetto che conteneva altri regali: un'altra scimmietta di peluche, una lampada piccolina, un libretto d'illustrazione per bambini. Lei si è rifiutata di prenderlo. Abbiamo iniziato a discutere. Mi ha detto che ero troppo dipendente, troppo appiccicoso con lei. Voleva andare avanti, stava creando nuove relazioni, si stava `sentendo´ con un altro ragazzo”.

Secondo Turetta non è giusto che Giulia volesse vivere senza di lui. “Ho urlato che non era giusto, che avevo bisogno di lei, che mi sarei suicidato. Lei ha risposto decisa che non sarebbe tornata con me. È scesa dalla macchina, gridando ‘Sei matto, vaf..lo, lasciami in pace’” racconta Turetta al pm aggiungendo: “Ero molto arrabbiato. Prima di uscire anch'io, ho preso un coltello dalla tasca posteriore del sedile del guidatore. L'ho rincorsa, l'ho afferrata per un braccio tenendo il coltello nella destra. Lei urlava ‘aiuto’ ed è caduta. Mi sono abbassato su di lei, le ho dato un colpo sul braccio, mi pare di ricordare che il coltello si sia rotto subito dopo. Allora l'ho presa per le spalle mentre era per terra. Lei resisteva. Ha sbattuto la testa. L'ho caricata sul sedile posteriore”. Le urla sono quelle sentite da un testimone.

Filippo Turetta racconta di aver tentato il suicidio, più di una volta. “Ho imboccato la strada per Barcis. Mi sono fermato in un punto in cui non c'erano case e sono rimasto un po' lì. Ho provato anche con un sacchetto a soffocarmi però anche dopo averlo legato con lo scotch non sono riuscito e l'ho strappato all'ultimo. Allora ho preso (il corpo senza vita di, ndr.) Giulia e sono andato a nasconderla”.

“Avevo un pacchetto di patatine in macchina e una scatolina con qualche biscotto. Non ho mai comprato nulla da mangiare. I soldi che avevo li ho spesi per i rifornimenti di benzina - prosegue Turetta - Volevo togliermi la vita con un coltello che avevo comprato, ma non ci sono riuscito. Pensavo che se avessi fumato e bevuto sambuca sarebbe stato più facile suicidarmi, ma invece ho vomitato in macchina”.

Poi il ripensamento dopo aver guardato sul web notizie su di lui. “Ho riacceso il telefono. Cercavo notizie che mi facessero stare abbastanza male da avere il coraggio per suicidarmi, ma ho letto che i miei genitori speravano di trovarmi ancora vivo e ciò ha avuto l'effetto opposto. Mi sono rassegnato a non suicidarmi più e ad essere arrestato”. Turetta - lo ricordiamo - è stato arrestato il 18 novembre 2023 vicino Lipsia, in Germania, dopo una fuga di oltre mille chilometri.

di Mario Catania

Filippo Turetta: “Ho ucciso Giulia guardandola negli occhi, ingiusto che volesse vivere senza di me”

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2024-06-22 10:53:24

2024-06-22 08:53:24

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2023-11-23 09:42:55

2023-11-23 08:42:55

Il pensiero degli studenti riguardo Giulia Cecchettin e il tema del femminicidio nella lezione di ieri presso l'Università Iulm. Dal punto di vista giornalistico e non solo

È stata un’esperienza bellissima tenere ieri una lezione all’università Iulm di Milano, nel quadro delle quattro organizzate da La Ragione in collaborazione con il prestigioso ateneo con un gruppo misto di studenti della triennale, della magistrale e di diversi corsi di laurea.

Siamo stati insieme 90 minuti, in aula, per una lezione che era stata programmata su come si costruisca un giornale in piena era digitale.

Ho scelto, proponendo l’idea ai ragazzi, di tentare un approccio completamente legato all’attualità: non mi sarebbe sembrato naturale trovarmi davanti a 40 ventenni e non chieder loro un parere, un’opinione e soprattutto una sensazione legati alla tragedia di Giulia Cecchettin. Al dibattito che ne è seguito, in un confronto fra mondo adulto e ragazzi, quello che riporto non è il diario zuccheroso e un po’ melenso di complimenti reciproci di prammatica. Una specie di “atto dovuto“ per ringraziare gli studenti della loro pazienza.

No, parlando di come hanno letto e ascoltato la vicenda, di come hanno valutato i commenti dei più svariati editorialisti, ne è venuta fuori una consapevolezza molto profonda anche delle esagerazioni che in vicende così clamorose finiscono per non mancare mai. Degli aspetti più ridondanti - quando non direttamente illeggibili - nell’insistere su particolari insostenibili e raccapriccianti del delitto.

Gli studenti con cui ho avuto l’opportunità di discutere ieri non erano interessati ai ‘particolari in cronaca’, ma a come sia stato possibile ritrovarsi a vivere nel 2023 in una società con questi angoscianti buchi neri. Le ragazze, in modo particolare, hanno confessato di sentire tutto il peso dell’ombra del patriarcato. Allo stesso tempo, hanno mostrato di avere la lucidità di rifiutare lo slogan fine a se stesso: non basta urlare al “patriarcato“ per individuare il cuore del problema.

Ragazze e ragazzi chiedono prospettive credibili, non sicurezze assolute. Cercano dagli adulti - almeno questa è la mia impressione - un ragionamento più profondo delle classiche frasi buttate lì con indifferenza sulla fine del futuro, sull’assoluta incertezza, sul “come era bello ai nostri tempi”. Una lagna che dovremmo vergognarci di ripetere, parlando con ragazzi che vorrebbero solo essere lasciati liberi di abbracciare la vita con le loro forze e di non essere tarpati da paure, ansie che finiscono per essere trasmesse pur con le migliori intenzioni da mamma, papà e “grandi“ in generale.

La tragedia di Giulia li tocca troppo da vicino per accontentarsi del rumore fine a se stesso, delle polemiche sguaiate e irrispettose del dolore di tanti.

 

di Fulvio Giuliani

I ragazzi e Giulia

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2023-11-23 09:44:00

2023-11-23 08:44:00

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2024-06-22 13:50:08

2024-06-22 11:50:08

Nelle parole della confessione di Filippo Turetta dell'omicidio di Giulia Cecchettin c'è tutto l'orrore di un senso di possesso che mette i brividi

Nelle parole della confessione di Filippo Turetta, che ha ucciso la fidanzata Giulia Cecchettin, c’è tutto l’orrore di un senso di possesso che mette i brividi. Un delitto efferato che ha colpito ancora di più perché lui, Filippo, dietro l’apparenza di “bravo ragazzo” covava dinamiche che purtroppo ancora esistono e resistono, in ogni contesto.

Lo si capisce da come ha raccontato, del perché ha ucciso Giulia. Semplicemente perché lei voleva andare avanti senza di lui. Perché immaginava, progettava una vita oltre di lui. La fine di una relazione è quello che ogni donna, ogni uomo, dovrebbe sapere imparare a gestire.

Quello che si dovrebbe insegnare a ogni giovane: che l’amore non ha nulla a che fare con il possesso. Che può finire. Che si deve sempre essere liberi di dire di no. E invece per Filippo Turetta Giulia non meritava quella libertà. Non meritava una vita, un futuro se quel futuro era senza di lui. Per questo l’ha uccisa.

di Annalisa Grandi

Turetta, il male illeggibile e insopportabile

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2024-06-23 16:17:02

2024-06-23 14:17:02

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