Alexandra Paul arrestata dopo aver salvato beagle da un allevamento: “Non potevo restare a guardare”
L’ex bagnina di Baywatch è stata arrestata dopo un’azione di salvataggio in un allevamento di beagle destinati alla sperimentazione
Alexandra Paul arrestata dopo aver salvato beagle da un allevamento: “Non potevo restare a guardare”
L’ex bagnina di Baywatch è stata arrestata dopo un’azione di salvataggio in un allevamento di beagle destinati alla sperimentazione
Alexandra Paul arrestata dopo aver salvato beagle da un allevamento: “Non potevo restare a guardare”
L’ex bagnina di Baywatch è stata arrestata dopo un’azione di salvataggio in un allevamento di beagle destinati alla sperimentazione
L’attrice e attivista Alexandra Paul, ex bagnina di Baywatch, è stata arrestata dopo aver partecipato a un’azione di salvataggio all’interno di un allevamento di beagle destinati alla sperimentazione. L’operazione, condotta insieme ad altri attivisti per i diritti degli animali, aveva un obiettivo preciso: portare in salvo alcuni cani che, secondo quanto denunciato dagli stessi partecipanti, vivevano in condizioni di forte sofferenza e sarebbero stati destinati ai laboratori.
Secondo le autorità, si è trattato di violazione di proprietà privata.
Per Paul, invece, la questione è molto più profonda: “Quando vedi esseri viventi chiusi in gabbia, trattati come oggetti, smetti di chiederti cosa è legale. Ti chiedi cosa è giusto,” avrebbe dichiarato dopo l’arresto.
L’attrice, nota anche per il suo impegno ambientalista e animalista, non è nuova ad azioni di disobbedienza civile. Negli anni ha partecipato a numerose proteste legate alla crisi climatica e ai diritti degli animali, spesso accettando le conseguenze legali delle proprie scelte. In questo caso, l’azione ha portato al salvataggio di diversi beagle, una razza spesso utilizzata nei test di laboratorio per la sua docilità. “Non li abbiamo ‘rubati’. Li abbiamo liberati. C’è una differenza enorme,” avrebbe aggiunto. L’episodio ha riacceso il dibattito sull’uso degli animali nella sperimentazione scientifica e sui limiti dell’attivismo. Da un lato, le aziende coinvolte difendono la legalità delle proprie attività e il ruolo della ricerca. Dall’altro, cresce un movimento che mette in discussione l’etica di questi metodi.
“Se la legge protegge la sofferenza, allora è la legge che deve cambiare,” è un’altra delle frasi che riassumono la posizione dell’attrice. Sui social, la vicenda ha rapidamente diviso l’opinione pubblica: c’è chi la considera un’eroina e chi, invece, sottolinea l’importanza del rispetto delle regole. Nel frattempo, le immagini dei beagle salvati continuano a circolare online, diventando simbolo di una domanda sempre più urgente: fino a che punto è giusto spingersi per difendere chi non ha voce?
Di Camilla Parigi
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- Tag: esteri
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