Asili da incubo: raccolte migliaia di firme online per le telecamere nei nidi – IL VIDEO
Dopo i recenti episodi negli asili di Benevento e Verona i genitori chiedono di cambiare la legge: raccolte migliaia di firme online per l’installazione di telecamere nei nidi
Dopo i recenti episodi di maltrattamenti negli asili, sono state raccolte migliaia di firme online per chiedere l’installazione di telecamere nei nidi. Ma per farlo servirebbe una modifica normativa. Oggi, infatti, l’ostacolo principale è rappresentato dal Garante della Privacy, che consente l’uso delle telecamere solo per tutelare gli edifici da furti o atti vandalici, non per controllare il personale. Le richieste dei genitori arrivano dopo due recenti casi che hanno scosso profondamente l’opinione pubblica.
Ecco cosa accadeva a Verona
A Verona, in pieno centro, una tirocinante ha denunciato quanto accadeva in un asilo nido, portando alla chiusura e al sequestro della struttura. Le immagini immortalate dalle telecamere del nucleo investigativo dei carabinieri hanno documentato almeno sei episodi al giorno di presunti maltrattamenti. Cinque maestre risultano indagate e, in attesa di ulteriori accertamenti, sono state interdette dall’insegnamento per un anno.
Secondo le carte della Procura, i bambini – tra i nove mesi e i tre anni – venivano spostati con strattonamenti e spintoni, colpiti con schiaffi, pizzicotti e scappellotti. In alcuni casi sarebbero stati tirati per orecchie e capelli, messi in punizione negli angoli o legati alle seggioline durante i pasti. Si parla anche di piccoli sollevati bruscamente dal vasino o trascinati per un braccio, di giocattoli lanciati contro di loro e di comportamenti umilianti e violenti. Sono state rilevate inoltre gravi violazioni delle norme igieniche: bambini lasciati sporchi dopo essere andati in bagno, cucchiai portati prima alla bocca delle insegnanti e poi utilizzati per imboccare i piccoli, materassini calpestati con le scarpe e lenzuola buttate a terra.
Il nido era stato aperto nel 2010
Il nido, aperto nel 2010, avrebbe avuto una capienza di 38 bambini, ma nei registri ne risultavano 48. Un ambiente sovraffollato dove, secondo la denuncia, si respirava un clima di paura. Alcuni genitori hanno raccontato di bambini turbati, con lividi, impauriti dal buio e talvolta inappetenti. Segnali che sarebbero stati portati all’attenzione delle insegnanti, le quali avrebbero fornito spiegazioni minimizzanti, come presunti lividi che i piccoli si sarebbero procurati giocando sul pavimento.
Tra gli episodi più disturbanti, quello di una bambina di un anno e mezzo che, dopo aver morso un compagno, sarebbe stata presa in braccio e colpita al volto fino a farle sanguinare il labbro. A raccontare tutto è stata una tirocinante di 28 anni che, lo scorso dicembre, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri.
Asili da incubo: da Verona a Benevento
Un copione simile è emerso anche a Benevento. Pure qui risultano indagate cinque persone: tre suore – due originarie del Madagascar e una filippina – e due maestre del posto. La Procura aveva chiesto per loro gli arresti domiciliari per concorso in maltrattamenti aggravati, mentre è stato disposto il divieto di dimora nel Comune. Anche in questo caso le accuse parlano di maltrattamenti fisici e morali ripetuti nel tempo. In questo caso la denuncia è stata fatta da una volontaria, che ha annotato gli episodi prima di rivolgersi alle forze dell’ordine.
Una domanda sorge spontanea: quanti altri asili da incubo si nascondono nel nostro Paese?
Due vicende diverse, emerse a pochi giorni di distanza l’una dall’altra. A questo punto una domanda sorge spontanea: quanti altri asili da incubo si nascondono nel nostro Paese? Ed è proprio alla luce di questi episodi intollerabili che i genitori, preoccupati, chiedono le telecamere negli asili. La speranza è che possano fare da deterrente. Ma senza un intervento legislativo, l’installazione a fini di controllo del personale resta un nodo ancora difficile da sciogliere.
di Angelo Annese
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