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title: L’assassino di Carol Montesi evita l’ergastolo
description: "non l'ergastolo: questa la sentenza per Davide Fontana, reo confesso per l'omicidio di Carol Maltesi dell'11 gennaio 2021"
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date: 2023-07-14
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/assassino-carol-moltesi-evita-lergastolo/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Evidenza]
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# L’assassino di Carol Montesi evita l’ergastolo

![L’assassino di Carol Montesi evita l’ergastolo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/07/Evidenza-sito-17.jpg)

Trent'anni di reclusione e non l'ergastolo: questa la sentenza per Davide Fontana, reo confesso per l'omicidio di Carol Maltesi dell'11 gennaio 2021

Le sentenze applicano il diritto, le sentenze non devono seguire il senso comune e tanto meno l’emozione delle folle e del momento (giammai, la storia ci ha più volte presentato il conto del giustizialismo forcaiolo), eppure…

Eppure, a **leggere le motivazioni della sentenza di condanna a trent’anni di reclusione e non all’ergastolo** - richiesto dal pubblico ministero per **Davide Fontana omicida reo confesso di Carol Maltesi** uccisa barbaramente l’11 gennaio 2021 - è impossibile soffocare un moto di sorpresa. Eufemismo.

Il corpo di Carol fu scoperto solo a distanza di mesi nei boschi di Borno, in provincia di Brescia: era stato fatto a pezzi, in parte bruciato su un barbecue nel maldestro tentativo dell’assassino di disfarsene. In precedenza era stato t**enuto per settimane in un freezer,** mentre l’uomo usando il telefono della vittima continuava a inscenare una macabra vita parallela della donna, per prender tempo e depistare le indagini. Carol era stata già uccisa da tempo a martellate e con un fendente alla gola: numerose le martellate inferte, mentre la vittima era impossibilitata a tentare una qualsiasi forma di reazione o difesa, legata mani e piedi e imbavagliata.

Nelle motivazioni, **la Corte d’Assise ha spiegato perché ha escluso la premeditazione**, le aggravanti dei motivi abietti e futili e la crudeltà che sono ciò che ha salvato - almeno in primo grado - l’imputato dall’ergastolo.

Sono due i termini che giuridicamente esposti in modo ineccepibile, colpiscono la nostra povera coscienza di essere umani e non tecnici del diritto: “disinibita“ e “innamoramento”. **L’uomo era innamorato della donna che poi avrebbe massacrato**, si legge nelle motivazioni, e si sarebbe sentito usato prima e poi scaricato da lei. **Non ci sono state sevizie e crudeltà** - secondo la Corte d’Assise di Busto Arsizio - perché la donna, attratta in una trappola da Fontana, avrebbe dato un sostanziale assenso alle pratiche “bondage” che hanno preceduto l’assassinio.

**Carol Maltesi è poi definita “giovane e disinibita”**, con riferimento alle relazioni plurime intessute e alla decisione di abbracciare la carriera di attrice porno: nelle motivazioni, quella “disinibita“ non ha alcuna implicazione di carattere morale o di giudizio, ma il suono resta. L’eco di un’idea che ci disturba, accompagnato a quell’”innamoramento” che tutto è tranne che amore. Ne è la negazione assoluta, possesso malato e patologico, ansia di prevaricazione punitiva.

No, per rispondere ai giudici di Busto Arsizio che hanno testualmente risposto così alle polemiche, trent’anni di carcere non sono pochi e in punto di diritto avranno magari ragione (toccherà all’appello e all’eventuale Cassazione stabilirlo), ma i**l rumore di quelle due parole continua a rimbombarci nel cervello**.

*di Fulvio Giuliani*
