Bordighera, bimba morta a due anni. Il medico legale: “colpi volontari”
Bordighera, muore bimba di due anni. “È stato un incidente”. Arrestata la madre: la sua versione non ha convinto gli investigatori
Bordighera, bimba morta a due anni. Il medico legale: “colpi volontari”
Bordighera, muore bimba di due anni. “È stato un incidente”. Arrestata la madre: la sua versione non ha convinto gli investigatori
Bordighera, bimba morta a due anni. Il medico legale: “colpi volontari”
Bordighera, muore bimba di due anni. “È stato un incidente”. Arrestata la madre: la sua versione non ha convinto gli investigatori
Bordighera, Imperia. Alle 8 di mattina dello scorso 9 febbraio al centralino del 118 arriva una telefonata urgente: “mia figlia non respira, mandate subito i soccorsi”, l’operatore che allerta immediatamente un’ambulanza. La bambina di due anni è riversa sul letto e, dopo numerose manovre, ai medici non resta altro da fare che constatare l’arresto cardiaco. I soccorritori però notano diversi lividi sul corpo della piccola Beatrice, lividi che non sembrano compatibili con la versione dei fatti raccontata dalla madre. Così i carabinieri si recano sul posto per fare luce sull’accaduto.
Davanti ai militari, la madre della bimba – che ha altri tre figli (due bambine e un bambino) – attribuisce i segni sul corpo della figlia a una brutta caduta dalle scale avvenuta nei giorni precedenti. Il racconto non convince del tutto gli agenti che traducono la 43enne in caserma per ulteriori chiarimenti, ne seguirà un arresto per omicidio preterintenzionale. La sua versione dei fatti scricchiola di fronte al resoconto di una prima ispezione del medico legale, che definisce quei segni sul corpo conseguenti a “colpi volontari, alcuni dei quali procurati con oggetti contundenti”.
La tragica vicenda si è svolta all’interno di una villetta di Bordighera arroccata in frazione Montenero. M. Aiello si dice estranea ai fatti. La donna ha raccontato di essere uscita presto la mattina lasciando le tre bimbe sole a casa. Al suo rientro, intorno alle 8, si sarebbe accorta che la più piccola non respirava e ha chiamato il 118. Di diverso avviso i video delle telecamere di videosorveglianza visionati dai militari, che hanno confutato le sue affermazioni. Questi, insieme alle prime dichiarazioni del medico legale, hanno portato al suo arresto.
“Nessuna segnalazione è mai pervenuta al nostro comune in merito a questa famiglia” afferma Martina Sferrazza (ex assessora ai servizi sociali), “l’unica volta che la signora si è presentata ai nostri uffici era per chiedere un prolungamento del tragitto dello scuolabus” ricorda la donna. Intanto, stando ad alcune testimonianze i campanelli d’allarme erano numerosi ed evidenti e si doveva intervenire già dai primi segnali. Trapelano voci su liti e possibili abusi.
Il Secolo XIX parla di supertestimone, avrebbe dichiarato che le piccole venivano spesso trascurate. “Rimanevano da sole la sera” e “non avevano vita facile”: la donna ha elencato una serie di circostanze che gettano ulteriori ombre sulla madre. In queste ore, mentre continuano gli interrogatori a tappeto, la scientifica sta passando al setaccio chat e foto nel telefono della donna alla ricerca di indizi utili.
Il papà della vittima, che si trova in carcere da 5 mesi, chiede di essere rappresentato durante l’autopsia fissata per lunedì mattina. Su di lui pende una revoca dell’affidamento in prova dopo una denuncia della ex compagna. Tra i due, che si erano separati la scorsa estate, era in corso un’aspra battaglia legale per l’affidamento di Beatrice e delle altre due bambine di 9 e 10 anni. L’altro bambino, invece, è nato da una precedente relazione della donna. La stessa che chiedeva l’affidamento e il mantenimento delle tre figlie, e che a marzo sarebbe dovuta comparire davanti al giudice.
Di Angelo Annese
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