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title: Brancolare
description: "Lo stupro di Palermo: no solo violenza ma anche incoscienza, non solo sopraffazione ma anche esibizione e vanto"
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date: 2023-08-23
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/brancolare/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Evidenza, femminicidio]
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# Brancolare

![Brancolare Palermo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/08/Evidenza-sito-4-4.jpg)

Lo stupro di Palermo: no solo violenza ma anche incoscienza, non solo sopraffazione ma anche esibizione. E il male che ha sempre origini profonde

C’è il branco, con le sue violenze e gli stupri. E c’è il **brancolare di chi pensa di perseguirli continuando a cambiare le leggi**, supponendo che possa trovarsi lì lo strumento per fermare il crimine. Come sta avvenendo anche (non solo) con le norme contro l’uccisione di donne. Purtroppo il branco e il brancolare crescono assieme.

Stabilire, in ogni singolo caso, quali reati sono stati commessi – e da chi – spetta, a seguito di un giusto processo, alle sentenze. Non al confrontarsi delle opinioni e delle indignazioni. Ciò non ci impedisce di vedere quel che è evidente, quel che capita e ricapita. **Da ultimo a Palermo: non solo c’è la violenza, ma anche l’incoscienza**; non solo si commette un reato, ma lo si filma e documenta; non solo c’è la sopraffazione, ma anche la continuazione del vanto e dell’esibizione, con la diffusione di filmati. Questo non interroga solo la legge penale, ma anche il tessuto morale del nostro vivere collettivo.

Dopo lo stupro di Palermo** è toccato a un noto cantante (Ermal Meta) dare voce a un sentimento che non si fatica a sapere diffuso: ci vogliono «pene esemplari»**. E ha aggiunto di augurare ai «cani», in carcere, di «finire sotto cento lupi in modo che capiate cos’è uno stupro». L’ha detto con le migliori e più sdegnate intenzioni, ma è il lastricato che conduce all’inferno, la strada che porta a somigliare ai peggiori. Le pene non devono mai essere «esemplari», ma giuste. Ed è un problema culturale serio il confondere il loro essere giuste con l’essere blande o inesistenti, laddove saranno giuste se severe. Punire lo stupro con lo stupro non compensa il danno, ma stupra la collettività e il diritto. E quelle non sono solo parole velenose, ma perse nel nulla tonitruante di una durezza che diventa flaccida impotenza.

**Da dove arrivano quelle persone?** Da dove arriva l’idea di scopare in gruppo una che è stata prima rintronata? Da dove l’idea di filmarsi? Non è capitato una volta, è una scena che si ripete. Ci sono irresponsabilità e impunità che si mescolano ad amoralità, che cerca nella violenza l’assenza di virilità. C’è l’assenza di ogni timore per l’autorità. **Come sono cresciuti? **Senza genitori che incutessero timore, senza scuola che sapesse sfidarli, circondati da adulti falliti che accudiscono nei pargoli il proprio fallimento. A scuola servono a nulla i sermoni. Meno che mai se a tenerli sono persone la cui autorità non è riconosciuta e, in quanto tale, temuta. Se prima non insegni che non fare un compito ha una conseguenza negativa, se non fai cogliere il nesso fra l’azione e la conseguenza, poi perdi ogni presa su vite che si perdono nel nulla.

**Vedo che sui femminicidi la maggioranza e l’opposizione cercano l’accordo politico**, in modo da approvare una riforma, si dice, ‘condivisa’. Per carità, le leggi sono sempre perfettibili, ma davvero credete che un articolato cambi la realtà? La legislatura è iniziata approvando all’unanimità un’inutile commissione parlamentare d’indagine sui femminicidi. Che è cambiato? **Le leggi relative a questo crimine sono recentissime**. Ma tutto questo vive nel mondo surreale del legislatore che prova a descrivere il bene e combattere il male non avvedendosi che per un processo relativo a violenze ci vogliono una decina di anni. Un decennio nel corso del quale un innocente sarà ingiustamente accusato e un colpevole ingiustamente non condannato. Un decennio in cui le vittime dovranno pagare le spese legali. E se si tratta di persone che si frequentano o familiari, un decennio nel corso del quale o si subiranno atroci misure cautelari da innocenti o il più debole soccomberà alle pressioni (o falsi pentimenti) del più forte.

Serve a nulla l’essere unanimemente burberi e costantemente incapaci di far funzionare la giustizia. O di far conoscere ai ragazzi, fin da bambini, il senso della comunità e dell’autorità. **Se te li perdi alle tabelline poi non li riprendi augurando loro altri «lupi»**. Questo è il brancolare cieco di chi crede serva a qualche cosa aumentare pene e reati.

*di Davide Giacalone*
