Caivano, quegli orrori che ricordano Fortuna
| Cronaca
Ennesimo caso di violenza sessuale nei confronti di due cugine minorenni. Quanto accaduto al Parco Verde di Caivano ricorda il drammatico caso di Fortuna
Caivano, quegli orrori che ricordano Fortuna
Ennesimo caso di violenza sessuale nei confronti di due cugine minorenni. Quanto accaduto al Parco Verde di Caivano ricorda il drammatico caso di Fortuna
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Caivano, quegli orrori che ricordano Fortuna
Ennesimo caso di violenza sessuale nei confronti di due cugine minorenni. Quanto accaduto al Parco Verde di Caivano ricorda il drammatico caso di Fortuna
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AUTORE: Annalisa Grandi
Una storia terribile, l’ennesima. In un luogo difficile. Una storia che ci fa ricordare una vicenda per certi versi simile. Ma con un epilogo ancora più tragico. Due ragazzine, cuginette di 13 anni, violentate dal branco in un capannone al Parco Verde di Caivano. Violentate pare non una volta, ma per mesi. Un orrore scoperto solo grazie a un messaggio inviato al fratello di una delle due. Un orrore consumato in un contesto complesso, tanto che le ragazzine sono state collocate in una casa famiglia per tutelarne la sicurezza vista la “grave incuria dei genitori”. Genitori che non hanno controllato, genitori che fanno parte loro stessi di quel contesto complesso dove illegalità è normalità.
Una storia terribile, e tra l’altro il “branco” che ha abusato delle ragazzine sarebbe composto quasi totalmente da minorenni. Una vicenda che non può non riportare alla memoria quella drammatica della piccola Fortuna Loffredo, sei anni appena. Ritrovata morta ai piedi di un palazzo del Parco Verde, nel 2014. Sembrava una caduta. Si scoprirà poi che la bambina era vittima da un anno di abusi sessuali.
Il medico che si occupò dell’autopsia raccontò di non aver mai visto un tale scempio su una bambina.
Fortuna stuprata e buttata giù dalla finestra. A lei è stato intitolato l’oratorio della Chiesa del Parco Verde. Dove da anni, don Maurizio Patriciello prova a portare speranza in un luogo dove la violenza si impara da bambini. Un luogo dove, quasi dieci anni dopo la morte di Fortuna, si è consumato un altro orrore.
Di Annalisa Grandi
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