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title: "Oppido Mamertina, denuncia uno stupro: la famiglia la picchia per farle ritirare tutto"
description: Il racconto dell’orrore della minorenne che a Oppido Mamertina, in Calabria, è stata perseguitata dai parenti per aver denunciato uno stupro
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date: 2025-05-20
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/calabria/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca]
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# Oppido Mamertina, denuncia uno stupro: la famiglia la picchia per farle ritirare tutto

![Calabria](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/05/UNA-FOTO-21-1-1024x639.jpg)

È un racconto dell’orrore quello della minorenne che a Oppido Mamertina, in Calabria, è stata perseguitata dai suoi stessi parenti per aver denunciato lo stupro subito

“Devi morire p..a”. Le frustate, gli insulti, le umiliazioni. Le botte e le vessazioni.** È un racconto dell’orrore quello della minorenne che a Oppido Mamertina, in Calabria, è stata perseguitata dai suoi stessi parenti per aver denunciato lo stupro subito da un gruppo di coetanei** tra cui alcuni rampolli di famiglie legate alla ‘Ndrangheta. 

[La vicenda ve l’avevamo già raccontata sulle nostre pagine](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/calabria-ragazza-denuncia-le-violenze-subite-dai-rampolli-della-ndrangheta-e-viene-frustata-dai-familiari/)**, ma ora dai verbali delle deposizioni della giovane lo scenario emerge in tutta la sua drammaticità. Volevano ritirasse la denuncia, i suoi familiari. **Perché era lei, la vittima, a doversi vergognare.** Vergognare di aver parlato di quello stupro**. Di aver fatto quei nomi. Nomi che non doveva permettersi di pronunciare. 

**Quando la giovane ha raccontato al fratello di aver subito lo stupro, si legge nei verbali, lui l’ha “percossa con calci e pugni e minacciata con un coltello”.** Lo scopo, darle ritirare la denuncia, ovviamente. “**Volevano farmi ritirare le denunce per consentire ai responsabili delle violenze sessuali di tornare in libertà** - racconta la giovane - evidentemente per il timore che le loro famiglie possano porre in essere ritorsioni nella mia famiglia». 

**Minacce. Botte. Umiliazioni.** Per fortuna tra le persone che questa ragazzina conosce c’è anche un poliziotto. **Che ha raccolto i suoi sfoghi, fino a che si è arrivati alle denunce nei confronti dei familiari. **Mentre quei rampolli delle famiglie di ‘Ndrangheta, quelli di cui lei, insieme a un’altra giovane a sua volta vittima di violenza sessuale, non avrebbe dovuto fare i nomi, sono stati condannati a pene tra i 5 e i 13 anni di carcere. 

**A rimanere, tuttavia, è una domanda: com’è possibile che in Italia nel 2025 accada ancora tutto questo? **

di *Annalisa Grandi*
