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Capodanno, botti e botte di festa

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Capodanno dopo capodanno, tra feriti, botti e morti, si prova a distrarsi con notizie più leggere: dall’oroscopo al primo nato dell’anno

Capodanno, botti e botte di festa

Capodanno dopo capodanno, tra feriti, botti e morti, si prova a distrarsi con notizie più leggere: dall’oroscopo al primo nato dell’anno
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Capodanno, botti e botte di festa

Capodanno dopo capodanno, tra feriti, botti e morti, si prova a distrarsi con notizie più leggere: dall’oroscopo al primo nato dell’anno
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Il primo gennaio un cronista si alza e sa già che, quel giorno, gli toccherà scrivere di dita amputate, di occhi che non torneranno mai più a vedere e di gente che ha esagerato con l’alcol. Se va particolarmente male – come quest’anno – sa anche che dovrà raccontare di morti causate dai botti o peggio ancora da pallottole vaganti, come accaduto alle sfortunate signore che nel napoletano sono state raggiunte da due proiettili. Una non ce l’ha fatta. È già accaduto e accadrà di nuovo. Capodanno dopo Capodanno. Ieri, mangiando gli avanzi della sera prima, durante il tg delle 13 qualcuno si sarà chiesto «Come possono accadere ancora certe cose nel 2023?!», quindi qualcun altro lo avrà corretto sottolineando «che ormai siamo nel 2024».

Si prova dunque a distrarsi con notizie più leggere: scrolla e riscrolla finché non si finisce sull’oroscopo. Il primo gennaio è quel giorno in cui a tutti viene permesso di leggere del proprio segno zodiacale senza per questo sentirsi giudicati. Di solito chi abita nei centri più piccoli non manca mai di cercare chi sia stato il primo nato della zona, per potersi complimentare con i neogenitori. Chi invece vive nelle grandi città si accontenta di conoscere il nome del primo nato d’Italia, titolo che quest’anno è stato assegnato a pari merito a Daniele (partorito a Roma) e a Nicole (di Capua, in provincia di Napoli). Milano ha dovuto aspettare fino a mezzanotte e nove minuti per accogliere il piccolo Elvis, un nome che promette un futuro nella musica che però, quest’anno nel capoluogo lombardo, non si è palesata in nessuna forma dopo le molestie che si sono registrate nel 2022 la notte di Capodanno in piazza del Duomo.

Divieti e austerità non hanno tuttavia impedito che ci fossero dei tafferugli, segno che forse non è questa la strada da seguire per evitare che certe cose non accadano. Per colpa di pochi, le 25mila persone che hanno affollato la piazza principale di Milano, sfidando pioggia e freddo, hanno goduto del nulla mentre in città più piccole come Cagliari, Mantova oppure Palermo si festeggiava in compagnia degli artisti più quotati. Un ragionamento la cui logica sfugge, soprattutto in una città che chiede molto ai propri cittadini (a cominciare dall’ingresso in area C, recentemente aumentato a 7,5 euro per poter accedere con l’auto in centro città).

Nel quartiere San Siro ci sono stati degli scontri fra la polizia e alcuni ragazzi che intendevano bruciare mobili e pattume in mezzo alla strada, mentre merita di essere citato a parte il caso virtuoso di Quarto Oggiaro (zona non facile, in passato sinonimo di degrado) che da qualche anno si rende protagonista, anche sui social, di uno spettacolo pirotecnico talmente ricco da attirare anche i vicini degli altri quartieri. Un tripudio di luci e colori divenuto un punto di riferimento per i milanesi, così come non lo è più la festa in piazza del Duomo organizzata dall’amministrazione comunale di Ilaria Cuzzolin La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

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