Garlasco, cosa ha detto Sempio nell’intercettazione in auto. “Sapeva dei video intimi sulla pendrive, solo chi ha visto poteva sapere”
Un’esclusiva del Tg1 ha lanciato quella che a tutti gli effetti è stata la notizia bomba della giornata di ieri sul delitto di Garlasco. Chiara aveva messo i video intimi con Stasi sulla pendrive e poi cancellati. Solo chi li ha visti poteva sapere della loro esistenza su quel supporto. IL TESTO DELLE INTERCETTAZIONI
Garlasco, cosa ha detto Sempio nell’intercettazione in auto. “Sapeva dei video intimi sulla pendrive, solo chi ha visto poteva sapere”
Un’esclusiva del Tg1 ha lanciato quella che a tutti gli effetti è stata la notizia bomba della giornata di ieri sul delitto di Garlasco. Chiara aveva messo i video intimi con Stasi sulla pendrive e poi cancellati. Solo chi li ha visti poteva sapere della loro esistenza su quel supporto. IL TESTO DELLE INTERCETTAZIONI
Garlasco, cosa ha detto Sempio nell’intercettazione in auto. “Sapeva dei video intimi sulla pendrive, solo chi ha visto poteva sapere”
Un’esclusiva del Tg1 ha lanciato quella che a tutti gli effetti è stata la notizia bomba della giornata di ieri sul delitto di Garlasco. Chiara aveva messo i video intimi con Stasi sulla pendrive e poi cancellati. Solo chi li ha visti poteva sapere della loro esistenza su quel supporto. IL TESTO DELLE INTERCETTAZIONI
Un’esclusiva del Tg1 ha lanciato quella che a tutti gli effetti è stata la notizia bomba della giornata di ieri sul delitto di Garlasco, rivelando le carte di una Procura che ora punta dritta su Andrea Sempio. Il 38enne è comparso ieri davanti ai magistrati pavesi che lo accusano dell’omicidio di Chiara Poggi: per circa tre ore ha ascoltato in “religioso silenzio” l’informativa di 180 pagine che raccoglie gli elementi a suo carico, prima di avvalersi, come ampiamente previsto, della facoltà di non rispondere.
Ma il vero colpo di scena è emerso dai faldoni dell’accusa. Il fulcro dell’impianto accusatorio poggia infatti su un’intercettazione clamorosa risalente all’aprile del 2025, registrata da una cimice piazzata nell’auto dell’indagato. Parlando da solo, Sempio avrebbe fatto esplicito riferimento a dei video intimi di Chiara e dell’allora fidanzato Alberto Stasi, ammettendo inoltre di aver tentato un approccio con la ragazza prima del giorno del delitto.
Le frasi captate sono pesanti: “Ho visto il video di Chiara e Alberto”, avrebbe detto Sempio, per poi aggiungere di aver chiamato la ragazza e di aver incassato un secco rifiuto: “Non ci voglio parlare con te”, le avrebbe risposto lei prima di riagganciare. Nell’audio, registrato circa un mese dopo la notizia del suo coinvolgimento nelle indagini, Sempio imiterebbe persino le voci dei due fidanzati: una voce femminile che dice “Non l’ho più trovato il video” e una maschile che replica “L’ho portato io il video”.
Per la Procura, si tratta di un macigno. Le intercettazioni costituirebbero la prova di un’ossessione per la vittima e fornirebbero un movente chiaro: un omicidio scaturito da un approccio rifiutato. Un quadro che farebbe crollare le fondamenta del suo alibi storico, ovvero l’aver telefonato tre volte a casa Poggi nei giorni precedenti il delitto solo per cercare l’amico Marco, sostenendo di non ricordare che quest’ultimo fosse in montagna, e di non aver mai avuto alcun interesse a frequentare Chiara.
Sempio, tuttavia, respinge con forza questa ricostruzione. Tramite la sua avvocata, Angela Taccia, il 38enne ha fatto sapere: “Non ho mai, mai, mai visto alcun video”. Per i suoi legali, dall’interrogatorio di ieri non è emerso nulla di nuovo e “è tutto spiegabilissimo”. A complicare ulteriormente la vicenda c’è poi la posizione di Marco Poggi: nell’interrogatorio (secretato) il fratello di Chiara avrebbe negato di aver mai visto quei video intimi insieme a Sempio e, pur avendo ascoltato l’intercettazione, continuerebbe a non credere alla colpevolezza dell’amico.
L’INTERCETTAZIONE DI SEMPIO MENTRE SI TROVA IN AUTO DA SOLO
L’intercettazione ambientale in auto risale al 14 aprile dello scorso anno. Da quasi un mese Andrea Sempio è a conoscenza di essere indagato nella nuova inchiesta condotta dai carabinieri del reparto Omicidi di Milano. È solo in macchina e, come gli capita spesso, pronuncia frasi sconnesse. In questo monologo parla di Chiara Poggi, dei video intimi che avrebbe visto sul suo computer e della loro presenza su una chiavetta USB: un dettaglio che, in quel momento, non sarebbe stato di dominio pubblico. Ma soprattutto riferisce, imitando una voce femminile, un possibile scambio con la vittima: «Lei ha detto: “non voglio parlarti”».
E aggiunge: «Era tipo io gli ho detto “riusciamo a vederci?”. E poi ancora dice: «Lei mi ha messo giù… E ha messo giù il telefono… ah ecco che fai la dura (ride, ndr) ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, caz…o. Lei dice “non l’ho più trovato” il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (alterando la propria voce) io ho portato il video». E poi : «anche lui lo sa… perché ho visto… dal suo cellulare… perché Chiara non… con quel video e io ce l’ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un caz…o».
IL LEGALE DI ALBERTO STASI: “L’HO LETTA E SONO SOBBALZATA”
Le ripercussioni di questo nuovo filone investigativo, però, si fanno sentire in modo dirompente soprattutto sul fronte di Alberto Stasi. Giada Bocellari, legale di Stasi, non ha nascosto lo sgomento in un’intervista andata in onda ieri sera a Realpolitik, il programma condotto da Tommaso Labate su Retequattro. “Di primo acchito, quando l’ho letta sono sobbalzata perché punta su un paio di passaggi fondamentali”, ha dichiarato l’avvocata. “Se fosse confermato il testo dell’intercettazione e non fosse stata isolata, sarebbe agghiacciante. A quel punto l’obiettivo sarebbe quello di tirar fuori dal carcere Alberto Stasi il prima possibile”. Fino a poco tempo fa la difesa di Stasi aveva frenato sull’ipotesi di revisione del processo, ma le nuove carte sembrano aver ribaltato la strategia. “Quando si fa la richiesta di revisione si può chiedere contestualmente la sospensione dell’esecuzione della pena”, ha spiegato Bocellari. “Qualche tempo fa ho detto che non l’avremmo chiesta, ma se il quadro indiziario fosse solido e ci fossero intercettazioni di questo tipo, allora la situazione cambierebbe molto. E quindi potremmo chiederlo, perché ci ricordiamo che c’è un ragazzo detenuto da più di 10 anni per questo omicidio”.
Dopo le rivelazioni dirompenti di ieri, l’attenzione mediatica e giudiziaria resta altissima. Già per la giornata di oggi, infatti, si attendono ulteriori e possibili sviluppi su un’indagine che promette continui colpi di scena e che rischia di riscrivere un intero decennio di storia giudiziaria.
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