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Caso Ramy, le immagini dell’incidente – Il VIDEO

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La sera del 7 gennaio il tg3 ha mandato in onda il video delle telecamere che svela finalmente l’esatta dinamica dell’incidente in cui Ramy Elgalm ha perso la vita

Ramy video

Caso Ramy, le immagini dell’incidente – Il VIDEO

La sera del 7 gennaio il tg3 ha mandato in onda il video delle telecamere che svela finalmente l’esatta dinamica dell’incidente in cui Ramy Elgalm ha perso la vita

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Caso Ramy, le immagini dell’incidente – Il VIDEO

La sera del 7 gennaio il tg3 ha mandato in onda il video delle telecamere che svela finalmente l’esatta dinamica dell’incidente in cui Ramy Elgalm ha perso la vita

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La sera del 7 gennaio il Tg3 ha trasmesso il video delle telecamere che svela finalmente l’esatta dinamica dell’incidente in cui Ramy Elgalm, 19 anni, ha perso la vita lo scorso 24 novembre. Nelle immagini dello schianto si vede la volante dei carabinieri urtare lo scooter con alla guida Fares Bouzidi, 22 anni e senza patente. L’inseguimento era cominciato nella notte a cavallo tra il 23 e il 24 novembre quando nei pressi di via Rosales i carabinieri hanno intimato l’alt ai due ragazzi a bordo di un T-Max che decidono di non fermarsi. Sono 24 minuti di una corsa folle e spericolata tra le vie del centro di Milano, i due ragazzi da zona Melchiorre-Gioia si dirigono verso il Corvetto in zona sud. Lungo il tragitto, proprio nei pressi del palazzo di giustizia, Ramy perde il casco forse a causa di un dosso.

Come si evince nei video delle dash-cam in dotazione alle vetture dei carabinieri e delle telecamere di sicurezza disseminate lungo il percorso, i due fuggitivi sfrecciavano pericolosamente nelle strade cittadine mettendo a repentaglio l’incolumità pubblica. Una fuga disperata che dopo 8 chilometri si è conclusa tragicamente all’incrocio tra via Ripamonti e via Quaranta, dove Ramy è rimasto incastrato tra la gazzella dei carabinieri e il palo del semaforo. Subito dopo l’impatto si sente una voce provenire dalla radiomobile “Il ragazzo è caduto? Bene!” e questo dettaglio per il legale della famiglia fornirebbe gli estremi per “l’omicidio volontario”. I ragazzi avevano precedenti per droga e reati contro il patrimonio e, secondo i carabinieri, non si sono fermati al posto di blocco in quanto avevano appena messo a segno una rapina.

Ad avvalorare questa ipotesi ci sarebbero anche i loro effetti personali, al momento del fermo gli agenti hanno sequestrato due passamontagna, 2mila euro in contanti, una collanina d’oro, uno spray al peperoncino e un coltello a serramanico.

di Angelo Annese

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