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title: "Catania: 13enne stuprata dal branco, 7 fermati"
description: Una 13enne è stata violentata a turno da sette ragazzi, davanti al fidanzato, nei bagni pubblici di una villa nel pieno centro di Catania
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date: 2024-02-04
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/catania-13enne-stuprata-dal-branco-7-fermati/
categories: [Cronaca]
tags: [donne, giovani, Italia]
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# Catania: 13enne stuprata dal branco, 7 fermati

![Catania stupro](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Catania-stupro.jpg)

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2023-08-25 08:22:45

2023-08-25 06:22:45

Stupro Palermo, come hanno potuto essere così spietati quei ragazzi? Un branco non è solo male che si spalleggia ma frutto di un fallimento collettivo. Genitori e scuola compresi

Come è possibile? Come hanno potuto essere così spietati quei ragazzi? Domande angoscianti per chi non si rassegna alla notte delle coscienze e dell’educazione.

Perché un branco non è solo il male che si spalleggia, è il frutto di un fallimento collettivo. Di famiglie, genitori, amici, scuola.

Nessuno può dirsi innocente fino in fondo, se un gruppo di ragazzi pensa di compiere un atto così abietto come quello di Palermo e persino di filmarlo, di vantarsene.

Vorremmo poter parlare non solo e non tanto con loro, ma con i genitori. Cosa avranno pensato? Avranno riflettuto sul loro fallimento o a vincere - come è emerso nei giorni immediatamente successivi lo stupro di gruppo - l’urgenza è stata quella di distinguere, coprire, salvare il salvabile? Non far prendere coscienza di quanto fatto, per emergere da questo schifo con una speranza di recuperare le vite dei propri figli.

Ancora una volta, invece, sono apparsi attenti solo a difendere l’indifendibile. La parabola del minore, scarcerato, affidato a una comunità e poi riportato dietro le sbarre dopo agghiaccianti dichiarazioni denota il nulla in cui sembrano essere cresciuti e pasciuti.

Gli stessi racconti della serata della violenza sono terrificanti: tutto deve ancora essere chiarito e confermato, ma sembra emergere una leggerezza sconvolgente - se non peggio - anche da parte dei comprimari di questa storia orrenda. Come chi in qualche misura avrebbe accettato di far bere la ragazza oltre ogni misura, prudenza e logica. “Poi ci pensiamo noi”, dicevano ridendo… E quell’adulto che ascolta una frase del genere cosa fa? Si gira dall’altra parte e riesce ancora a prender sonno la sera?

Che mondo è diventato questo? Dobbiamo chiedercelo, per la vittima di questo orrore, ma anche per ciascuno di noi. Perché non stiamo parlando di alieni, di “mostri“.

Definizione sempre molto comoda per allontanare da sé l’idea che qualcosa o qualcuno di così ributtante possa essere vicino alla nostra vita, al nostro mondo. Non sono “mostri”, sono abiette nullità cresciute in case e famiglie apparentemente “normali”. Un mondo che non può restare immune da una sanzione sociale durissima e da domande molto scomode.

 

di Fulvio Giuliani

Il mondo di niente

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2023-08-25 08:22:45

2023-08-25 06:22:45

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2023-08-24 19:59:18

2023-08-24 17:59:18

Si vantava il ragazzo ora maggiorenne - l'unico minorenne lo scorso 7 luglio quando è stato accusato di aver stuprato una ragazza di 19 anni a Palermo - che è tornato in carcere

"Sto ricevendo tanti messaggi in privato da ragazze, ma come faccio a uscire con voi, siete troppe". Si vantava il ragazzo ora maggiorenne - era l’unico minorenne lo scorso 7 luglio quando, insieme ad altri sei ragazzi, è stato accusato di aver stuprato una ragazza di 19 anni a Palermo - che è tornato questa mattina in carcere.

Proprio quel giovane che era stato scarcerato e mandato in comunità dopo l’accaduto, da quel che è emerso, ha condiviso contenuti provocatori sui social network in qualche modo collegati a quell’orribile stupro violando inoltre la regola di non comunicare con l’esterno. Gli investigatori hanno infatti individuato e monitorato sue nuove attività social, in particolare su TikTok, dove sarebbe autore di una serie di video pubblicati appena poche ore dopo aver lasciato il carcere ed essere entrato in comunità.

"Le cose belle si fanno con gli amici", “Volevo ringraziare a chi di continuo dice il mio nome, mi state facendo solo pubblicità". E ancora: "Arriviamo a 1000 follower così potrò fare la live e spiegarvi com'è andata realmente". Queste alcune delle frasi del ragazzo che ha anche aggiunto: "Mi piace trasgredire" mentre si sente come musica di sottofondo la canzone "Nun se toccano e femmine". E per concludere, la foto degli attori del film “Quei bravi ragazzi”.

Ci sarebbero tante domande da porsi in questa situazione che appare sempre più, potremmo dire, paradossale. Oltre a chiedersi - qualora fosse vero - chi avrebbe mai così tanta voglia di uscire con questo ragazzo dopo ciò che è successo, sarebbe da domandarsi anche cosa ha spinto il giovane a compiacersi di tutto questo sui social.

"La nuova misura cautelare - scrivono i carabinieri del comando provinciale di Palermo in una nota - scaturisce dalla richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni che, acquisendo il quadro indiziario raccolto dalle indagini dei carabinieri, riguardante l'analisi del contenuto del cellulare sequestrato all'indagato e i profili social, ha formulato la richiesta di aggravamento nei confronti dell'unica persona che al momento del fatto era minorenne".

Proprio il giudice dei minorenni aveva deciso di scarcerarlo per resipiscenza, ossia perché il ragazzo era apparso consapevole dei propri errori. Non era affatto così.

Una violenza che continua, anche dopo lo stupro.

 

di Filippo Messina

Stupro Palermo, minorenne torna in carcere. Si vantava sui social

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2023-08-24 19:59:18

2023-08-24 17:59:18

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2023-08-25 11:28:44

2023-08-25 09:28:44

Stupro Palermo: era l'unico a essere stato scarcerato si è subito scatenato sui social, vantandosi dell'orrore commesso. I giovani e il volersi sentire "qualcuno" online

Era l’unico ad essere stato scarcerato, tra gli accusati per lo stupro di Palermo. E si è subito scatenato sui social, vantandosi dell’orrore commesso. E raccontando di come quella brutalità gli stesse facendo ottenere una certa notorietà.

“Le cose belle si fanno con gli amici - ha scritto, riferendosi chiaramente alla violenza sessuale - In tante mi vogliono”. Frasi raccapriccianti, e infatti ovviamente per lui è stato firmato un nuovo ordine di carcerazione. Perché questo minorenne, tutto è tranne che pentito. Il che rende ancora più raccapricciante quello che è avvenuto. Come se il fine, di quel gesto brutale, fosse in qualche modo stato raggiunto: sentirsi “qualcuno”.

In quel mondo effimero e distorto che sono i social, diventati il fine, per cui si agisce. Qualcuno ha scritto, e forse giustamente, che se i social non ci fossero stati, non sarebbe avvenuta la violenza. Non possiamo dirlo con certezza, ma di certo sono troppi, i casi di cronaca che si legano in modo inscindibile a questa volontà di esibirsi online.

O ci siamo dimenticati il bimbo morto travolto dall’auto degli youtuber a inizio estate? O del clochard ammazzato a Napoli? Si agisce per filmarsi. Per un pugno di like tutto è lecito, nella testa di questi ragazzi. Che tra l’altro sembrano convinti di non pagare mai per ciò che fanno. Invece speriamo che paghino. Per tutto. Anche se nulla potrà cancellare il trauma dell’unica vittima di questa orrenda storia.

 

di Annalisa Grandi

Stupro Palermo e i giovani, sentirsi "qualcuno" sui social

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2024-03-05 18:49:55

2024-03-05 17:49:55

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