Cattivi maestri, strabismo e violenza
L’assalto alla redazione de La Stampa di venerdì. Un gesto di una volgarità squadrista e fascista indiscutibile. Comunque la si pensi.
Cattivi maestri, strabismo e violenza
L’assalto alla redazione de La Stampa di venerdì. Un gesto di una volgarità squadrista e fascista indiscutibile. Comunque la si pensi.
Cattivi maestri, strabismo e violenza
L’assalto alla redazione de La Stampa di venerdì. Un gesto di una volgarità squadrista e fascista indiscutibile. Comunque la si pensi.
È stato sin troppo facile ieri pomeriggio scrivere dello strabismo che consente a tanti finti ingenui e anime candide (pronte a fare la lezioncina) sull’incredibile assalto alla redazione de La Stampa di venerdì. Un gesto di una volgarità squadrista e fascista indiscutibile. Comunque la si pensi.
Evidentemente non per certi detentori dell’unica verità possibile, che qui non nomineremo. Perché costoro, che hanno confermato nel modo più impressionante e sconfortante il nostro semplicissimo ragionamento di 24 ore fa, non meritano di essere citati.
Sentire il peloso ragionamento della condanna della violenza, ma anche del “monito“ che noi giornalisti dovremmo saper cogliere – se non dovessimo recepire la lezione dei “maestri“ e cioè di essere menati – è una tale bestialità, una così sconfortante volgarità intellettuale da lasciare senza parole.
Non che meravigli l’estremismo e il pressappochismo intellettuale di taluni, ma è incredibile il loro senso di superiorità.
La certezza che anche i ragionamenti più astrusi, più insostenibili da un punto di vista razionale ed etico possano venire spacciati con assoluta serenità. Perché si sa di avere un pubblico, pronto a non ragionare, non riflettere…
Bastano quattro righe via social, due distinguo e una mezza marcia indietro condita dal vittimismo contro i poteri forti, i giornalisti brutti, sporchi, cattivi e venduti. Il solito minestrone, insomma.
E noi, guarda un po’, continueremo a usare la nostra testa. Fatevene una ragione
Assalto a La Stampa: episodio gravissimo nel giorno dello sciopero dei giornalisti
Bastano poche righe, per commentare la vigliacca e vergognosa incursione di un gruppo di squinternati nella redazione de La Stampa a Torino.
Oltretutto nel giorno dello sciopero dei giornalisti, che avrebbe dovuto suggerire un minimo di solidarietà da parte di questi presunti comunistoidi fuori tempo massimo, del tutto incapaci di distinguere fra realtà e fantasie deviate (le loro).
Gentaglia che, mentre sfascia tutto si dà all’epico urlo di Battaglia “giornalista terrorista“, merita solo sincero disprezzo.
Il dramma nel dramma sono i tanti che coccolano queste persone e non lo diciamo per difesa corporativa, qualcosa che oltre a disinteressarci in modo supremo ci annoia e non ci riguarda neppure un po’.
Lo sottolineiamo perché quando scrivevamo dell’insostenibile silenzio per i bambini ucraini massacrati ogni santo giorno dalla ‘poderosa’ armata dello zar, mentre ci si impegnava per Gaza (sacrosanto, ma guardando sempre e solo una parte della realtà), ci riferivamo proprio a questo brutto strabismo tollerato e favorito. Da tanti.
di Fulvio Giuliani
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- Tag: cronaca
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