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title: Centottanta minuti di terrore
description: "Centottanta minuti: è il tempo che la 36enne ha passato in balia del suo aguzzino in Stazione Centrale a Milano"
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date: 2023-04-29
author: Annalisa Grandi
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categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Evidenza, milano]
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# Centottanta minuti di terrore

![Centottanta minuti di terrore](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/04/Evidenza-sito-8-2.jpg)

Centottanta minuti: è il tempo che la 36enne ha passato in balia del suo aguzzino in Stazione Centrale a Milano

Quasi tre ore. Centottanta minuti. Centottanta. É il tempo che la 36enne di origine marocchina ha passato in balia dell’uomo che l’ha aggredita **picchiata e violentata nella notte fra giovedì e venerdì in Stazione Centrale a Milano**.

Un tempo infinito, difficile anche da immaginare se si pensa che per tutto quel tempo nessuno l’ha vista, **nessuno è intervenuto**. Di certo ci si può domandare come sia venuto in mente ai suoi amici di lasciarla da sola all’1,30 di notte alla Stazione, con un treno da prendere alle 6. **Lei, che in Italia non ci vive, poteva non sapere**. Intanto che l’interno della Stazione di notte è chiuso, e poi che lì è meglio non andarci da sole quando cala la sera.

Lo sa chi a Milano ci vive. Lo sa chi ha letto le tante notizie che nei mesi si sono susseguite, di aggressioni e violenze. Eppure quello che è successo è ancora più atroce, perché l’uomo, senza fissa dimora, senza neppure una identità certa, ma di sicuro irregolare e di sicuro habitué di quei giardinetti dove in tanti bivaccano, **non si è fermato neanche quando lei è svenuta**. L’ha violentata prima fuori, poi, dopo interminabili minuti, ha provato a violentarla di nuovo, dentro un ascensore.

 

L’unica nota positiva di questa storia è che lì ci sono tante telecamere, che lui è stato immortalato, e che in poche ore è** stato arrestato**. Tutto il resto fa venire i brividi, a dir poco. Perché sono anni che si parla di sicurezza in quella zona, perché lì pure erano stati intensificati i controlli, e poi ci ritroviamo a leggere di un buco nero durato quasi tre ore in cui nessuno si è accorto di quello che stava accadendo. **Non si doveva sottovalutare la situazione tempo fa, non si può più farlo oggi**.

 

Perché se è vero che sempre, le stazioni delle grandi città sono luoghi di degrado, non è possibile che le si lasci così. Col rischio che succeda di nuovo, ancora e ancora.

*di Annalisa Grandi*

 
