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title: Chi si gira dall’altra parte
description: "Napoli: la città e i suoi abitanti non possono ignorare un hinterland che a volte sembra scivolare nell'incubo senza opporre resistenza."
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date: 2023-08-27
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/chi-si-gira-dallaltra-parte/
categories: [Cronaca]
tags: [bambini, cronaca, Evidenza]
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# Chi si gira dall’altra parte

![Caivano](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/08/Evidenza-sito-32-44.png)

Napoli: la città e i suoi abitanti non possono ignorare un hinterland che a volte sembra scivolare nell'incubo senza neppure opporre resistenza

L’allucinante [violenza di Caivan](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/caivano-quegli-orrori-che-ricordano-fortuna/)o, i particolari raccapriccianti risvegliano antichi ricordi. Per essere più precisi, sensazioni angoscianti di quando vivevo a Napoli e noi “privilegiati“ dei quartieri bene - fossero il mio Vomero, Chiaia, Posillipo e così andare poco cambiava - ci dividevamo fra chi faceva finta di non accorgersi del resto del mondo intorno a sé e chi confusamente cominciava a costruire una coscienza fatta di disagio crescente.

Perché fra le strade in cui siamo cresciuti e Caivano, oggi come allora, corre una manciata di chilometri. A volte neanche quella.

Indifferenti alle minime distanze, i mondi si sfiorano, senza toccarsi quasi mai. Di qua i bambini curati e coccolati, i ragazzi cresciuti nella bambagia dei miei anni ‘80 o di questo III millennio, di là l’incubo. Totale. **Ragazzi e bambini - bambine, in questo tragico caso - ignorati, abbandonati.** Se non peggio. A poche strade dal nostro di mondo, dalle nostre sicurezze.

Ricordo come da ragazzini evitassimo accuratamente l’altra Napoli. Molti non volevano neanche sentirne parlare, sospetto perché i primi a far finta “non fossero fatti loro” erano i loro genitori. Stavamo inconsciamente contribuendo a creare quella futura borghesia spesso indifferente che è fra le iatture della mia città d’origine. **Come può, infatti, una comunità tollerare un buco nero, quella cittadella dell’orrore in cui si è consumata la violenza sulle due ragazzine e solo il cielo sa cos’altro?** Quando scriviamo “comunità“, ci riferiamo agli amministratori, alla Polizia locale, alle forze dell’ordine, ai proprietari di quell’area - esisteranno, qualcuno risponderà di quello schifo - ma anche all’intera comunità cittadina e non solo di Caivano o delle troppe Caivano. **Parliamo di tutta Napoli, perché la città e i suoi abitanti non possono ignorare un hinterland che a volte sembra scivolare nell’incubo senza neppure opporre resistenza.**

Di qua la città che si bea dei suoi turisti, delle sue bellezze incommensurabili e di là chi cerca di tenere il ‘Bronx’ a distanza di sicurezza. Solo una pia illusione, come ci ricorda l’assurda tragedia delle due cuginette a cui è stata rubata la vita.

Di *Fulvio Giuliani*
