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title: Chiara Poggi e Serena Mollicone e quel senso di una giustizia mai veramente giusta
description: Il senso della giustizia mai giusta nei casi di Chiara Poggi e Serena Mollicone. Due casi in cui le indagini potevano essere fatte meglio
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date: 2025-03-12
modified: 2025-03-13
author: Ilaria Cuzzolin
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categories: [Cronaca]
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# Chiara Poggi e Serena Mollicone e quel senso di una giustizia mai veramente giusta

![poggi mollicone](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/085802181-655e2e57-75fd-498c-8559-33c02af34124.jpg)

2025-03-13 17:47:05

2025-03-13 16:47:05

È stato sottoposto al prelievo del DNA, lo stesso che una settimana fa si era rifiutato di fare, Andrea Sempio, il nome al centro del nuovo colpo di scena nell’infinita vicenda del delitto di Garlasco

È stato sottoposto al prelievo del DNA, lo stesso che una settimana fa si era rifiutato di fare, Andrea Sempio, il nome al centro del nuovo colpo di scena nell’infinita vicenda del delitto di Garlasco. Lui, amico del fratello di Chiara Poggi, già finito sotto i riflettori degli inquirenti anni fa e poi uscito dall’inchiesta, è stato sottoposto all’esame genetico per verificare se siano sue le tracce ritrovate sulle dita della mano della vittima. Tracce che, anche se confermato appartenessero a lui, non significherebbero comunque che è lui l’assassino di Chiara. Certo che però, se l’esame desse un riscontro positivo, sarebbe un terremoto. L’ennesimo in una vicenda processuale già piena di colpi di scena e che sembra davvero infinita.

Il senso di déjà-vu è spaventoso: Garlasco. Basta il nome del piccolo centro in provincia di Pavia per riaccendere in tutti noi una data di ricordi, dibattiti, contrapposizioni talvolta feroci fra innocentisti e colpevolisti. Fra chi cercava di capirci semplicemente qualcosa e chi pretendeva di saperne almeno quanto investigatori. Una storia terribile, non dimentichiamolo mai, che oggi pomeriggio si è improvvisamente riaccesa.Diciotto anni dopo potrebbe riscriversi la verità sul delitto di Chiara Poggi, uccisa nella villetta di famiglia a Garlasco nell’agosto del 2007. Un delitto per cui è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi, all’epoca fidanzato di Chiara. Oggi però un’altra persona è indagata per quel delitto: si tratta di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara. Il suo nome era già spuntato nell’inchiesta nel 2016, ma la sua posizione era stata archiviata. Ora però un nuovo fascicolo di indagine porta di nuovo a lui, che frequentava la villetta dei Poggi. Verrà sottoposto al test del dna da confrontare con quello rilevato su due dita delle mani di Chiara. Un colpo di scena che riapre una vicenda che aveva profondamente colpito e di cui tanto si era parlato. Anche perché colui che è stato condannato per quel delitto, in via definitiva, in primo e secondo grado era stato assolto.Chiara Poggi fu trovata morta nella casa di Garlasco nell’agosto del 2007, con il cranio sfondato da un corpo contundente, e numerose ferite sul volto. A chiamare i soccorsi proprio Alberto Stasi, che sarà poi protagonista di una lunga vicenda giudiziaria fino alla condanna definitiva a 16 anni di carcere. Erano stati proprio i difensori di Stasi a tirare in ballo Andrea Sempio: due secondo i consulenti di parte erano le tracce trovate sulle dita di Chiara. Tracce giudicate però inutilizzabili all’epoca da chi indagava. Ora invece il nuovo colpo di scena in una vicenda che sembra davvero non chiudersi mai del tutto.

Di Annalisa Grandi

Garlasco, effettuato prelievo Dna di Andrea Sempio

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2025-03-14 19:36:13

2025-03-14 18:36:13

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2025-03-12 11:45:08

2025-03-12 10:45:08

E oggi, forse, con la decisione della Cassazione che riapre il processo per la morte di Serena Mollicone, ritorna la speranza di fare davvero luce sul terribile delitto di Arce

C’è un padre, Guglielmo, che fino al suo ultimo giorno si è battuto per chiedere verità sulla morte di sua figlia. E oggi, forse, con la decisione della Cassazione che riapre il processo per la morte di Serena Mollicone, ritorna la speranza di fare davvero luce sul terribile delitto di Arce. Papà Guglielmo non c’è più, è morto da qualche anno, ma la sorella di Serena, lo zio, in nome suo portano avanti quella battaglia. Serena Mollicone scomparve dalla sua casa il 1 giugno del 2001.

Fu ritrovata morta, mani e piedi legati e la testa avvolta in un sacchetto di plastica, due giorni dopo in un boschetto poco distante. L’autopsia rivelò che era stata colpita violentemente alla testa e poi soffocata. Una storia raccontata in tantissime trasmissioni, una brutta storia, perché il padre di Serena venne prelevato e portato in caserma per essere interrogato mentre erano in corso i funerali della figlia. Guglielmo, che con la morte di Serena ovviamente non c’entrava nulla, all’epoca non potè neanche salutarla per l’ultima volta.

E poi ci sono loro, l'ex comandante della caserma di Arce, Franco Mottola, la moglie Anna Maria e il figlio Marco. Su di loro da un certo punto in poi si concentrarono i sospetti anche perché Serena fu vista per l’ultima volta proprio nella caserma di Arce. Una giovane morta, un comandante dei carabinieri, tanta omertà: c’è tutto in questo delitto che ancora nessuno aveva dimenticato e che adesso torna alla ribalta.

I Mottola furono assolti dall’accusa di aver ucciso Serena, così come i carabinieri Vincenzo Quatrale e Francesco Suprano. Ora la Cassazione annulla quella sentenza e riapre un processo d’Appello bis. Il procuratore generale della Suprema Corte parla di "una sentenza - quella di assoluzione - totalmente carente" che ha "atteggiamento pilatesco". Una sentenza che "omette di motivare sulla presenza di Mollicone quella mattina nella caserma di Arce. Non sono stati valutati in maniera unitaria una pluralità di indizi". 

Per la morte di Serena fu inizialmente indagato un carrozziere di Arce, risultato poi totalmente estraneo. A cambiare le cose la testimonianza di un carabiniere, Santino Tuzi, che dichiarò di aver visto Serena entrare nella caserma dei carabinieri di Arce la mattina della scomparsa. Pochi giorni dopo quelle dichiarazioni però, Tuzi fu trovato morto: suicidio, secondo la versione ufficiale, ma con troppi dubbi e coincidenze. 

Dieci anni dopo una perizia che stabiliva che le ferite sulla testa di Serena fossero compatibili con l’impatto sulla porta della caserma: da lì si arrivò ai Mottola, che abitavano proprio dentro la caserma. L’ipotesi allora formulata era che Serena avesse avuto una lite con Marco Mottola, lite al culmine della quale sarebbe stata uccisa. Il corpo - questa era l’ipotesi - sarebbe stato poi portato dove fu ritrovato per depistare le indagini. Alla fine i Mottola furono assolti per insufficienza di prove. Ma ora, è tutto da rifare. Un nuovo processo, per un delitto per cui ad oggi, non esiste alcun colpevole. 

di Annalisa Grandi

Serena Mollicone, processo da rifare. Sapremo la verità?

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2025-03-12 18:37:49

2025-03-12 17:37:49

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