Skip to main content
Scarica e leggi gratis su app

Ciclone Harry: onde fino a 16 metri (le più alte mai registrate nel Mediterraneo) – IL VIDEO

Il ciclone Harry che in questi giorni ha flagellato il Meridione si è lasciato dietro più di due miliardi di euro di danni. Colpite Sicilia, Sardegna e Calabria

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da La Ragione (@laragione.eu)

| ,

Il ciclone Harry che in questi giorni ha flagellato il Meridione si è lasciato dietro più di due miliardi di euro di danni. La situazione più grave si registra in Sicilia, dove resta anche oggi l’allerta gialla per il maltempo. Negli ultimi tre giorni, onde fino a 16 metri di altezza si sono abbattute sull’Isola, compromettendo oltre 100 chilometri di costa. Danni ingenti a infrastrutture, strade, edifici e attività commerciali, con il mare che in molti punti è letteralmente entrato nelle abitazioni, trasportando sabbia e detriti. La prima stima parla di 740 milioni di euro di danni, ma si prevede che il conto finale supererà il miliardo. Intanto, il governatore Renato Schifani si è recato nelle aree più colpite tra Messina e Catania. Nel Canale di Sicilia l’ISPRA ha rilevato un’onda di 16,6 metri d’altezza: la più alta mai registrata nel Mediterraneo.

Le immagini simbolo della violenza di questo evento atmosferico, definito “senza precedenti” dagli stessi residenti, arrivano da Letojanni: qui la strada è stata letteralmente sventrata dalle onde. Ma non si tratta di un caso isolato.

La furia di Harry ha colpito duramente anche la Sardegna, dove la governatrice Alessandra Todde parla di “centinaia di milioni di euro” di danni. Interi tratti di spiaggia sono stati cancellati, strade distrutte, porticcioli e stabilimenti balneari devastati, mentre negozi e strutture ricettive sono stati sventrati dalle mareggiate, con onde alte fino a quattro piani. Un duro colpo anche al patrimonio storico: le inondazioni nell’area archeologica di Nora hanno lesionato strutture e messo a rischio reperti antichi. Paradossalmente, però, il rimodellamento del profilo costiero ha riportato alla luce tombe fenicie e vasi che giacevano sepolti da migliaia di anni. Una testimonianza evidente della violenza di un evento atmosferico che ha letteralmente ridisegnato il territorio.

Anche sulle coste della Calabria si registrano danni della stessa portata, in particolare nella Locride e lungo la costa ionica. La pioggia incessante che ha colpito la regione ha causato gravi disagi in numerose aree costiere. In meno di 48 ore si sono registrati accumuli pluviometrici superiori ai 500 millimetri (l’equivalente di circa otto mesi di pioggia), mettendo a dura prova la capacità di drenaggio del suolo e provocando frane, smottamenti e cedimenti lungo strade e versanti. Massi e detriti hanno raggiunto anche importanti arterie stradali, rendendo difficoltosa la viabilità e mettendo a rischio alcune abitazioni. Fortunatamente, non si registrano vittime né dispersi, un dato che evidenzia una maggiore consapevolezza dei cittadini rispetto alla pericolosità di questi eventi estremi.

di Angelo Annese

La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

Iscriviti alla newsletter de
La Ragione

Il meglio della settimana, scelto dalla redazione: articoli, video e podcast per rimanere sempre informato.

    LEGGI GRATIS La Ragione

    GUARDA i nostri video

    ASCOLTA i nostri podcast

    REGISTRATI / ACCEDI