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title: "Cinturrino, l’agente accusato di omicidio volontario per la morte di un pusher ucciso a Rogoredo, ripreso in video mentre chiede la droga a un negoziante &#8211; IL VIDEO"
description: "In un video Carmelo Cinturrino chiede a un negoziante: “Se trovi la droga conservamela che poi la vengo a prendere”"
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date: 2026-03-07
author: Annalisa Grandi
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# Cinturrino, l’agente accusato di omicidio volontario per la morte di un pusher ucciso a Rogoredo, ripreso in video mentre chiede la droga a un negoziante &#8211; IL VIDEO

![Cinturrino](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/03/Cinturrino-1024x639.jpg)

2026-02-23 22:10:13

2026-02-23 21:10:13

Milano, l'agente Cinturrino fermato per omicidio. Una vicenda su cui come prevedibile si sta accendendo lo scontro politico

Una vicenda su cui come prevedibile si sta accendendo lo scontro politico. Tra chi si premura di difendere comunque l’operato delle forze dell’ordine e chi invece addirittura invoca un azzardato paragone con l’ICE. Di certo quanto si è scoperto sulla vicenda del pusher ucciso a Rogoredo non può non sconcertare. Perché la storia che tutti avevamo raccontato all’inizio, in realtà pare essere stata una clamorosa messinscena.

Si parla di “pesantissimo rischio di inquinamento di prove”, di rischio di fuga e addirittura di “pericolosità sociale” nell’ordinanza del gip che ha chiesto la convalida del fermo di Carmelo Cinturrino, il poliziotto indagato e ora arrestato per aver sparato lo scorso 26 gennaio a Abderrahim Mansouri durante un controllo antidroga a Rogoredo. Che la situazione si stesse complicando per il poliziotto era chiaro già dagli ultimi giorni e ora, come prevedibile, sono scattate le manette.

D’altronde gli elementi a suo carico appaiono piuttosto gravi, in primis il fatto che sulla replica della Beretta trovata accanto al corpo dello spacciatore c’era solo il suo Dna e non quello di Mansouri. E quindi prende corpo l’ipotesi che la pistola sia stata messa lì dopo, insomma che tutto il quadro sia stato alterato per restituire una versione dei fatti che avvalorasse quanto detto da Cinturrino, e cioè che avrebbe sparato perché Mansouri gli puntava contro la pistola.

Insomma il poliziotto avrebbe invece sparato a un uomo disarmato, per ragioni che sono ancora da capire, e di più, avrebbe aspettato quasi mezz’ora prima di chiamare i soccorsi. Quasi mezz’ora per alterare la scena, per far credere di aver agito perché si sentiva minacciato. Una brutta storia, una brutta storia perché getta un’ombra sull’operato di chi dovrebbe garantire il rispetto della legge e invece a quanto pare, anche prima di questo episodio, agiva più per il proprio interesse personale che per dovere.

Almeno è quanto si evince dalle testimonianze di chi ha raccontato del suo modo “disinvolto” di agire in strada, di certi arresti forzati e di altri evitati, addirittura c’è chi parla di un “pizzo” agli spacciatori. E rimane anche da chiarire la posizione di altri quattro colleghi ora indagati che in prima battuta avevano di fatto confermato la sua versione e invece durante gli interrogatori avrebbero in parte ammesso non solo di aver coperto il collega ma avrebbero confermato quel suo modo di agire non sempre entro le regole.

C’è chi racconta che all’interno del commissariato tutti fossero in qualche modo “succubi” di Cinturrino. Poco importa, in fondo, l’importante è che si faccia chiarezza su quanto realmente avvenuto quel pomeriggio. Anche per tutti quelli che indossano la divisa e che il loro lavoro lo fanno nel rispetto della legge, rischiando la loro vita. Perché questa storia, in fondo, è un danno anche per tutti loro.

A tracciare una linea di demarcazione netta tra l’istituzione e chi ha tradito la divisa ci ha pensato il Capo della Polizia, Vittorio Pisani, che sulla vicenda ha usato parole durissime: "Penso che aver dimostrato come la Polizia di Stato ha operato l’arresto di un ex appartenente alla Polizia di Stato, anzi lo definirei un delinquente, penso che questa sia l’immagine sana del nostro modo di operare".

Per i vertici della polizia, Cinturrino non merita più nemmeno la qualifica di collega: "L’immagine sana è quella dei colleghi investigatori della questura di Milano e questo è molto importante, perché noi abbiamo necessità di essere punto di riferimento per la nostra collettività e il cittadino deve avere quotidianamente fiducia nel nostro operato", ha concluso il Capo della Polizia.

Di Annalisa Grandi

Milano, l'agente Cinturrino fermato per omicidio volontario dello spacciatore ucciso a Rogoredo

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2026-02-23 22:14:41

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2026-02-24 20:14:25

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Il poliziotto fermato a Rogoredo dopo l'uccisione del pusher 28enne "ha confessato tutta la situazione, è pentito. Ha ammesso tutte le proprie responsabilità e chiede scusa a tutti, soprattutto a quelli che si sono fidati di lui". Lo afferma il suo legale

“Ho sbagliato, chiedo scusa a tutte le persone che indossano la divisa”.

Parole che sanno di confessione, parole pronunciate da Carmelo Cinturrino, l’assistente capo del commissariato di Mecenate arrestato per l’omicidio di Abderrahim Mansouri, il pusher morto a Rogoredo a fine gennaio.

Parole pronunciate dopo l’arresto, a quasi un mese dai fatti, e davanti a un quadro di indizi diventato schiacciante.

Perché più passano le ore e più si fa inquietante il ritratto di quel poliziotto soprannominato “Luca” ma anche “Thor”, perché girava con un martello, che utilizzava su pusher, ma anche su tossici.

Una “giustizia fai da te”, Cinturrino a quanto pare più che la legge rispettava delle sue di regole che con la legge non hanno niente a che fare.

Sono tanti i dettagli terribili di questa vicenda, a cominciare da come è emerso i colleghi stessi fossero terrorizzati da lui.

Gli stessi che inizialmente lo hanno coperto, e che poi sono crollati.

L’agente che era con lui quella sera, mandato a prendere una valigetta in commissariato, ha addirittura raccontato di aver temuto in qualche modo che Cinturrino, dopo avere sparato a Mansouri, sparasse anche a lui.

E ancora, un collega ha raccontato che si accaniva col martello persino contro un tossicodipendente disabile, che frequentava il bosco di Rogoredo.

Cinturrino nega di aver preso soldi dagli spacciatori, è praticamente l’unica cosa che non ha ammesso. Ma i colleghi lo smentiscono.

E il ritratto che ne emerge è di quelli che lo fanno assomigliare più alle persone che avrebbe dovuto arrestare che a un appartenente alle forze dell’ordine.

Anche questa confessione, avvenuta quando ormai era con le spalle al muro, mentre per settimane aveva sostenuto di aver sparato solo perché sentitosi minacciato.

Non c’era nessun’arma, invece, ora lo sappiamo, nelle mani di quello spacciatore. L’unica arma era quella del poliziotto.

E poi l’altra, quella finta, che l’assistente capo ha rivelato aver ritrovato all’epoca del Covid e avere poi conservato. Per usarla in questa messinscena.

Una vicenda brutta.

Lo diciamo da giorni.

È bene ha fatto chi indaga a ribadire che non ci saranno sconti.

Proprio perché a uccidere è stato un appartenente alle forze dell’ordine. Proprio perché deve essere chiara la distanza fra i tanti, i tantissimi, che vestono con onore la divisa, e chi l’ha usata invece per commettere reati, fino ad uccidere.

di Annalisa Grandi

Milano, pusher ucciso a Rogoredo, il poliziotto fermato: "Ho sbagliato, chiedo scusa". Un collega: "Ha usato un martello contro un disabile"

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2026-02-26 15:42:15

2026-02-26 14:42:15

Si tratta di quattro colleghi di Cinturrino, agenti del Commissariato di Mecenate, indagati per omissione di soccorso e favoreggiamento relativamente all'omicidio di Mansouri

Mentre Carmelo Cinturrino, assistente capo della Polizia, si trova nel carcere di San Vittore a Milano quattro poliziotti colleghi di Cinturrino, sono stati coinvolti nell'indagine in relazione ai fatti di Rogoredo per omissione di soccorso e favoreggiamento all'omicidio. Su disposizione del questore di Milano, Bruno Megale, sono stati assegnati ad altri incarichi non operativi al di fuori del commissariato di Mecenate dove prestavano servizio.

Di Camilla Parigi

Milano. Caso Cinturrino, quattro poliziotti indagati sono stati spostati a incarichi non operativi

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2026-02-26 15:51:27

2026-02-26 14:51:27

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