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Sfruttamento del lavoro, commissariata l’azienda di moda Alviero Martini

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L’Alviero Martini è stata “ritenuta incapace di prevenire e arginare fenomeni di caporalato”

Sfruttamento del lavoro, commissariata l’azienda di moda Alviero Martini

L’Alviero Martini è stata “ritenuta incapace di prevenire e arginare fenomeni di caporalato”
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Sfruttamento del lavoro, commissariata l’azienda di moda Alviero Martini

L’Alviero Martini è stata “ritenuta incapace di prevenire e arginare fenomeni di caporalato”
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Il Tribunale di Milano ha emesso un decreto di amministrazione giudiziaria a carico di Alviero Martini, azienda operante nel settore dell’alta moda, perché non sarebbe stata capace “di prevenire e arginare fenomeni di sfruttamento lavorativo” nel ciclo produttivo “non avendo mai effettuato ispezioni o audit sulla filiera produttiva per appurare le reali condizioni lavorative ovvero le capacità tecniche delle aziende appaltatrici tanto da agevolare (colposamente) soggetti raggiunti da corposi elementi probatori in ordine al delitto di caporalato”. La società di alta moda non è indagata, ma per il tribunale le criticità emerse nei confronti dei lavoratori impongono che l’azienda adegui i presidi di controllo interno. Da quanto emerso, infatti , sembrerebbe che la casa di moda affidasse “mediante contratto di appalto con divieto di sub-appalto senza preventiva autorizzazione, l’intera produzione a società terze, con completa esternalizzazione dei processi produttivi”, in questo caso a opifici cinesi. Negli stabilimenti di produzione non autorizzata è stato riscontrato che la lavorazione avveniva in condizione di sfruttamento (pagamento sotto soglia, orario di lavoro non conforme, ambienti di lavoro insalubri), in presenza di gravi violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro (omessa sorveglianza sanitaria, omessa formazione e informazione) nonché ospitando la manodopera in dormitori realizzati abusivamente ed in condizioni igienico sanitarie sotto minimo etico. Sono stati denunciati per caporalato dieci titolari di aziende di diritto o di fatto di origine cinese nonché 37 persone non in regola con la permanenza e il soggiorno sul territorio nazionale. Infine sono state comminate ammende pari a oltre 153.000 euro e sanzioni amministrative pari a 150.000 euro e per sei aziende è stata disposta la sospensione dell’attività per gravi violazioni in materia di sicurezza e per utilizzo di lavoro nero. L’azienda ha chiarito la sua posizione in una nota: “Con riferimento alla notizia di stampa riferita alla nostra società, l’Alviero Martini comunica di essersi messa tempestivamente a disposizione delle autorità preposte, non essendo peraltro indagati né la società né i propri rappresentati, al fine di garantire e implementare da parte di tutti i suoi fornitori, il rispetto delle norme in materia di tutela del lavoro”.   La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!

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