Crans-Montana: 140 secondi per mettersi in salvo. Ecco la ricostruzione 3D (non ufficiale) dell’incendio – IL VIDEO
Nell’incendio di Crans-Montana dall’innesco dei pannelli fonoassorbenti al flashover sarebbero passati appena 140 secondi. Lo studio a opera dell’arch. Martina Bellomia secondo l’approccio Fire Safety Engineering (FSE)
Dall’innesco dei pannelli fonoassorbenti al flashover sarebbero passati appena 140 secondi.
Dopodiché, il seminterrato è diventato una trappola di fumi tossici e fiamme, la temperatura a quota uomo è rimasta tollerabile soltanto per due minuti e mezzo.
Basti considerare che in Italia il limite massimo di esposizione al calore di persone non protette da un equipaggiamento adeguato è tarato sui 60°.
Il soffitto ha raggiunto rapidamente i 600° e i fumi nella stanza hanno diminuito la visibilità rendendo difficile trovare l’unica via di fuga: la scala larga circa 1 metro e 20 centimetri.
Lo studio architettonico Bellomia, avvalendosi del supporto di ingegneri e tecnici esperti dei Vigili del Fuoco, ha ricostruito la dinamica del rogo di Crans-Montana (Svizzera).
L’obiettivo della ricostruzione è quello di analizzare l’evoluzione dell’incendio in uno scenario rappresentativo e credibile all’interno di un forum per addetti ai lavori.
L’autrice sottolinea che l’analisi è di tipo prestazionale e non sostituisce le verifiche prescrittive eventualmente richieste dall’autorità competente.
Si legge sul documento pubblicato online:
- La geometria del locale è stata ricostruita in FDS. Mediante griglia cartesiana tridimensionale;
- La dimensione delle celle è stata scelta in modo da garantire un adeguato compromesso tra accuratezza numerica e tempi di calcolo. Nel rispetto dei criteri di risoluzione consigliati;
- La simulazione evidenzia una rapida crescita dell’incendio nei primi minuti, con accumulo di fumi caldi nella parte superiore del locale;
- La stratificazione termica risulta inizialmente marcata, per poi degradarsi con l’aumento della potenza termica;
- Le temperature a soffitto raggiungono valori elevati, potenzialmente critici per la stabilità degli elementi sia strutturali che non strutturali;
- La visibilità lungo le vie di esodo si riduce rapidamente, scendendo al di sotto dei valori di riferimento per l’esodo sicuro (circa 5–10 m), prima che l’incendio raggiunga la piena potenza.
di Angelo Annese
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