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title: "Crans-Montana, l’arrivo dell’aereo di Stato con le salme delle vittime italiane. Fra commozione e abbracci. Il Niguarda: &#8220;Per i feriti sarà una battaglia&#8221; &#8211; IL VIDEO"
description: "Atterrato all'aeroporto di Linate il volo di Stato che ha riportato in Italia cinque dei giovani italiani morti nella strage di Crans-Montana"
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date: 2026-01-05
author: Fabrizio Soleri
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# Crans-Montana, l’arrivo dell’aereo di Stato con le salme delle vittime italiane. Fra commozione e abbracci. Il Niguarda: &#8220;Per i feriti sarà una battaglia&#8221; &#8211; IL VIDEO

![Crans-Montana](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/01/Crans-Montana-11-1024x639.jpg)

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2026-01-02 18:49:07

2026-01-02 17:49:07

L’incendio durante la festa di Capodanno, il panico, il flashover. Almeno 40 morti, 6 italiani dispersi, 100 giovani gravemente ustionati. Cosa è successo a Crans-Montana

Crans-Montana. L’ultimo bollettino diramato questa mattina dalle autorità della Svizzera lascia presagire che il bilancio delle vittime è destinato a crescere. “80–100 persone sono in condizioni critiche (…) Delle centinaia di persone ricoverate negli ospedali molte non sono state ancora identificate”, ha dichiarato Stéphane Ganzer, che coordina il dipartimento della sicurezza del Canton Vallese. Il 17enne Matteo Galleppini è la prima vittima italiana, seppur non ancora in via ufficiale. A causa delle gravi ustioni riportate, molte delle vittime non sono ancora identificabili. Il 17enne è stato identificato grazie al suo smartphone e si attende ancora l’esito del DNA. 

In queste ore di grande apprensione, mentre i telefoni degli ospedali elvetici suonano ininterrottamente e si piangono le vittime, gli occhi del mondo sono puntati sulla piccola località montana alla ricerca dei responsabili. Le indagini proseguono con grande attenzione. Sul web sono usciti poco a poco diversi filmati girati proprio dai telefoni dei giovanissimi che si trovavano sul luogo al momento della tragedia. Attraverso questi documenti gli inquirenti stanno provando a ricostruire l’accaduto.

Cosa è successo a Crans-Montana, in Svizzera

Nella notte di San Silvestro erano in corso i festeggiamenti del Capodanno quando, pochi minuti prima dell’1:30, il fuoco si è propagato velocemente, cogliendo di sorpresa i ragazzi che si trovavano nel seminterrato del Constellation. La musica ha così lasciato il posto a urla e grida di terrore. Le testimonianze dei sopravvissuti parlano di una scena apocalittica. Raccontano di corpi gravemente ustionati e riversi a terra, ragazzi che uscivano “sfigurati in volto e con i vestiti fusi con la pelle”. 

Secondo le prime ricostruzioni, quando le “candele pirotecniche” fissate sui tappi delle bottiglie hanno toccato i pannelli fonoassorbenti sul soffitto, le scintille hanno innescato un principio di incendio. Si tratta di pannelli che, in condizioni normali, dovrebbero essere ignifughi, ma che col tempo, se non trattati con prodotti specifici, possono perdere questa caratteristica. Inoltre, se non a norma, questi pannelli (composti da poliuretano) diventano altamente infiammabili. Proprio accanto al punto di propagazione delle fiamme passa il condotto di aerazione. Nelle immagini si distingue un bocchettone dal quale potrebbe essere affluito l’ossigeno che ha alimentato l’incendio.

Nelle immagini si vede come, inizialmente, alcuni ragazzi tentino invano di spegnere il fuoco. Altri, non comprendendo subito la gravità della situazione, filmano la scena, forse sotto l’effetto dell’alcol. A quel punto, alcuni ragazzi hanno avvisato i bodyguard all’ingresso e, quando questi si sono allontanati per verificare quanto stava accadendo, la situazione è precipitata nel caos.

Il caos

Le persone in fila hanno forzato l’ingresso per cercare di entrare nel locale, che disponeva di un’unica via di accesso e di uscita. Una rampa di scale stretta e angusta, un vero e proprio collo di bottiglia che, in quel momento, è rimasto bloccato da chi tentava di entrare nella discoteca. Nel mentre, una nube tossica, rilasciata dalla combustione dei materiali plastici presenti all’interno del locale e composta da gas altamente infiammabili, ha reso l’aria irrespirabile. Il piano interrato era privo di finestre e l’uscita di sicurezza era sbarrata. È stato allora che si è scatenato il panico ed è cominciata la corsa in superficie. In quel frangente diverse persone sono rimaste schiacciate dalla calca.

Il piano terra, che dava sull’esterno, era chiuso da una veranda. Qualcuno forza le ante, altri spaccano i vetri per scappare. Così, l’aria irrompe improvvisamente nell’ambiente e si scatena l’effetto “flashover”. Si tratta di un tipo di incendio che divampa in pochi istanti senza lasciare scampo. Le persone che in quel momento si trovavano ancora all’interno sono rimaste inevitabilmente avvolte dall’esplosione. Fuori dalla discoteca intorno alle 2 del mattino regnava il caos, barelle improvvisate con mobili e divanetti scampati alle fiamme, corpi a terra inerti e genitori accorsi in quell’inferno alla ricerca dei propri figli. I soccorsi sono durati 5 ore: 40 ambulanze, 10 elicotteri, 150 soccorritori e vigili del fuoco si sono mobilitati nel tentativo di salvare quante più persone possibili. 

Dopo il pianto monta la rabbia e ora l’opinione pubblica punta il dito sui gestori denunciando la mancanza di una gestione efficace dell’emergenza. Bisognerà ora fare chiarezza su cosa non ha funzionato e se le misure di sicurezza siano state rispettate o meno. La procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud ha annunciato in queste ore che è stata aperta un’inchiesta che si focalizzerà sui lavori fatti, sulle misure di sicurezza, sui materiali impiegati, sulle disposizioni antincendio nel locale, sul numero di persone presenti, su quelle autorizzate e sulle vie di evacuazione.

di Angelo Annese

Trappola di fuoco a Crans-Montana: cosa è successo nella discoteca della strage

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2026-01-04 20:47:31

2026-01-04 19:47:31

Importanti falle nella sicurezza, si indaga su possibili negligenze nei controlli. Il Sindaco: “Mai stati permissivi”

Sono trascorsi quattro giorni dalla terribile strage di capodanno avvenuta a Crans-Montana dove hanno perso la vita più di 40 persone, tutte giovanissime. Per gli inquirenti, coordinati da Béatrice Pilloud, si stanno delineando diversi indizi di colpevolezza a carico dei titolari del Constellation. Le indagini saranno lunghe e scrupolose e gli investigatori sono già al lavoro per scandagliare testimonianze, fotografie e documenti per fare luce su quanto accaduto nel locale. I punti al centro dell’inchiesta sono le falle nella sicurezza, la licenza non adeguata, i controlli di conformità e l’impianto antincendio che (se era presente) non ha funzionato.

Il nodo della licenza per bar-ristorante

Il primo nodo da sciogliere riguarda la licenza del locale che, consultando la visura camerale del Vallese Centrale, risulta non idonea. Sul documento si legge: “la gestione del bar-ristorante ‘Le Constellation’ permette “servizi di ristorazione, la vendita di bevande e il commercio dei vini in generale.” Da quanto emerge, la srl è stata iscritta nel registro il 3 novembre 2015, anno di acquisizione del locale da parte di Jacques Moretti. Nei 10 anni seguenti il Comune (che ha consegnato le carte alla Procura) ha effettuato tre controlli di conformità senza segnalare alcuna difformità.

La scala ristretta per fare spazio ai tavoli

Secondo alcuni testimoni la scala in origine era larga circa 3 metri. Nei lavori di ristrutturazione sarebbe stata ristretta per guadagnare spazio e aggiungere dei tavoli al piano terra. Infatti, i Moretti a fronte di un fatturato annuale di 500mila franchi avevano bisogno di incrementare gli incassi per poter pagare l’affitto mensile pari a circa 40mila franchi. La scala, così ristretta, ha causato un collo di bottiglia riducendo la possibilità dei presenti di mettersi in salvo dalle fiamme.

Pannelli fonoassorbenti al poliuretano (non trattati)

Dovrebbero essere proprio questi la vera pistola fumante. Come si vede nelle foto rese pubbliche dai media francesi i pannelli prendono fuoco con estrema velocità. Nei lavori di ristrutturazione, i pannelli di schiuma al poliuretano sono stati fissati sotto la lana di roccia (un isolante termico). Ci sono diverse tipologie di pannelli, alcune sono ignifughe, altre, invece, altamente infiammabili (e sono le più economiche). In ogni caso, andrebbero cosparsi con ritardanti di fiamma. Dopo aver visto i tragici filmati, il verdetto degli esperti è abbastanza unanime: si tratta – con tutta probabilità – di pannelli al poliuretano non trattati. Molte testimonianze parlano di un fumo nero e denso, anche questo sarebbe da ricondurre alle sostanze chimiche rilasciate dalla combustione di materiali poliuretanici. Soltanto l’esito dei rilievi permetterà di determinare con esattezza la composizione della schiuma antirumore.

Le uscite di sicurezza bloccate e l’arredamento in legno

Nonostante una capienza di 300 persone, il locale non prevedeva delle procedure di evacuazione adeguate. Le testimonianze parlano di una sola uscita di emergenza al piano interrato, che però era sbarrata. Di una confusione totale dei presenti che non riuscivano a trovare una via d’uscita sicura e si accalcavano sulla scala. “Da quanto ci hanno detto c’erano altre uscite ma erano tutte ostruite dalle fiamme” ha riferito ai microfoni di Rete 4 l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornadoresa. Il pavimento, le strutture e i materiali dell’arredo, prevalentemente in legno, hanno alimentato il rogo.

Il sistema antincendio che (se presente) non ha funzionato

Ci si chiede come mai non si sia attivato il sistema antincendio. Bisogna capire se l’impianto automatico di spegnimento (sprinkler) era installato o meno. Di solito questo tipo di locali dovrebbero avere degli “sprinkler” installati sul soffitto (quei rubinetti che spruzzano acqua dall’alto). Si tratta di valvole con all’interno una capsula con del liquido termodinamico, quando la temperatura supera i 70 gradi la capsula esplode e lascia passare l’acqua.

La versione dei titolari

Il locale era strutturato in tre ambienti: un dehors esterno soppalcato, il piano terra con balcone e tavolini e il seminterrato (discoteca). Una ventina di gradini collegavano il pianoterra al piano inferiore. Secondo alcuni testimoni al piano interrato c’era una sola uscita di emergenza e la porta era sbarrata. I proprietari sono stati ascoltati agli inquirenti e si sono detti disponibili a collaborare dichiarando di aver superato i controlli e che “tutto è stato fatto a norma di legge”. Al momento della strage Jacques Moretti non si trovava nella discoteca ma in uno degli altri due locali della coppia. Sua moglie, invece, era presente e ha riportato una lieve ustione.

Chi sono Jacques Moretti e Jessica Maric: i proprietari del Constellation

Entrambi di origine corsa, hanno rilevato il locale nel 2015 per poi effettuare dei lavori di ristrutturazione durati 100 giorni. Secondo Le Parisien, Jacques Moretti sarebbe un personaggio noto alle autorità per casi di sfruttamento della prostituzione, frode e sequestro di persona. Oggi la Procura si concentra anche sul passato della coppia che, prima di rilevare il locale, gestiva una salumeria in Corsica.

Di Angelo Annese

Crans-Montana: indagati i titolari del Constellation per omicidio, lesioni e incendio colposi

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