Crans-Montana, il commovente abbraccio fra i genitori di Chiara Costanzo e Achille Barosi all’aeroporto di Milano Linate – IL VIDEO
C’è un abbraccio che toglie il fiato, in questi giorni in cui trovare le parole è stato quasi impossibile: è quello dei genitori di Achille Barosi e Chiara Costanzo, due dei giovanissimi italiani morti nel rogo di Crans-Montana
C’è un abbraccio che toglie il fiato, in questi giorni in cui trovare le parole è stato quasi impossibile.
È quello dei genitori di Achille Barosi e Chiara Costanzo, due dei giovanissimi italiani morti nel rogo di Crans-Montana.
Un abbraccio sulla pista di Linate, dove sono arrivate le salme dei loro figli.
Di due amici, che sognavano di passare un Capodanno spensierato.
Di due adolescenti che volevano solo festeggiare e invece oggi sono in quelle bare, che li hanno riportati in Italia insieme a quelle delle altre vittime italiane di questa tragedia: Riccardo Minghetti, Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini.
Il feretro di Sofia Prosperi, italo-svizzera che viveva a Castel San Pietro – vicino a Lugano – non è stato imbarcato poiché le esequie si svolgeranno nella città elvetica.
Oggi è il giorno del primo addio, dell’apertura delle camere ardenti, il giorno in cui questa tragedia che ha sconvolto tutti si fa realtà nelle città in cui questi ragazzi vivevano.
Per i loro amici, per i compagni di scuola, per l’Italia tutta.
La mamma di Chiara Costanzo, 16 anni, ha chiesto che la camera ardente venisse allestita al Collegio San Carlo perché, ha raccontato: “Non volevamo che passasse queste ore prima dei funerali da sola”.
“Sono morto con lui”, dice il padre di Giovanni Tamburi, all’arrivo del corpo del figlio a Bologna.
Sei volti, sei vite strappate.
La mamma di Achille Barosi ha detto “Sono orgogliosa di essere italiana”.
E ha ringraziato l’Italia, pur nel momento che nessuna madre dovrebbe vivere.
Pur nel dolore che nessun genitore dovrebbe vivere.
Un dolore che è nelle lacrime del capo dei Vigili del Fuoco intervenuti a Crans-Montana, che ammette: “Non so se continuerò”.
Che racconta di come ha provato a salvare una ragazza che però era già morta.
Mentre il Comune si difende e annuncia che presenterà “elementi fattuali” per dimostrare che i controlli effettuati sul locale non sono stati poi così blandi.
Dichiarazioni forse dovute ma che certo stridono, con il dolore di queste famiglie.
Con la tragedia che abbiamo visto consumarsi in un giorno che avrebbe dovuto essere per tutti di festa.
La tragedia di quei genitori, abbracciati in un aeroporto in cui avrebbero dovuto ritrovare i loro figli sorridenti e felici dopo un Capodanno con gli amici.
E invece si sono ritrovati ad accompagnare le loro bare.
Giustizia, si spera, ci sarà.
Per quanto possibile.
Ma ora è il momento del dolore.
di Annalisa Grandi
Credits video: Agtw
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