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title: "Crans-Montana, il commovente abbraccio fra i genitori di Chiara Costanzo e Achille Barosi all’aeroporto di Milano Linate &#8211; IL VIDEO"
description: "L'abbraccio dei genitori di Achille Barosi e Chiara Costanzo, due dei giovanissimi italiani morti nel rogo di Crans-Montana"
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date: 2026-01-05
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/crans-montana-il-commovente-abbraccio-fra-i-genitori-di-chiara-costanzo-e-achille-barosi-allaeroporto-di-milano-linate-il-video/
categories: [Cronaca, Video]
tags: [cronaca, esteri, Italia, viral]
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# Crans-Montana, il commovente abbraccio fra i genitori di Chiara Costanzo e Achille Barosi all’aeroporto di Milano Linate &#8211; IL VIDEO

![Crans-Montana](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/01/Crans-Montana-10-1024x639.jpg)

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2026-01-03 08:06:35

2026-01-03 07:06:35

Ho cercato per tutto il giorno, ieri, qualcosa che potesse apparire sensato da aggiungere sulla tragedia di Crans-Montana

Ho cercato per tutto il giorno, ieri, qualcosa che potesse apparire sensato da aggiungere sulla tragedia di Crans-Montana. Oltre l’esigenza - che qui mi sento di dover ribadire - di saper esercitare fino in fondo il sentimento della vicinanza, della comprensione e della partecipazione a un dolore immane.Non avendo trovato molto di significativo, resto al pensiero per quei genitori. Sentendoli così vicini, simili.Non mi riferisco alle mamme e i papà delle vittime italiane - non solo a loro intendo - ma a tutti i genitori uniti da un’angoscia insopportabile.Da chi fra ieri mattina e ieri pomeriggio ha ricevuto le peggiori conferme a chi trema per le condizioni dei propri ragazzi ricoverati in ospedale in Svizzera e al Niguarda di Milano. A chi ancora ieri sera trovava i propri ragazzi nell’elenco dei dispersi. 36 ore dopo… qualcosa di devastante, inimmaginabile. Poi, sono arrivate le parole della titolare delle indagini, dure e quasi insopportabili nella conferma di ciò che purtroppo avevamo inteso sin da i primi momenti: a scatenare l’inferno sono state proprio quelle candele pirotecniche montate secondo abitudine in migliaia di locali in giro per l’Europa e il mondo sulle bottiglie di champagne. Un rito collettivo, ormai abituale, mutuato dai locali più alla moda a cominciare proprio dall’Italia.Quella è stata la prima scintilla, poi l’inferno nel giro di pochi istanti, con temperature che hanno raggiunto vette mostruose. Il tutto in una trappola per topi resa tale, però, non dal caso, dal destino o dalla semplice sfortuna, ma dalla tracotanza, dalla dabbenaggine, dalla superbia, dall’incoscienza di gente che dovrà rispondere di quanto accaduto.Spetterà ai tribunali svizzeri fare il loro lavoro, sulla base delle risultanze delle indagini e non saremo certo noi ad anticipare sentenze e responsabilità.Quanto abbiamo appena scritto ci appare peraltro meno del minimo, rispetto a una dinamica che poche altre volte in circostanze simili è stata sviscerata in tempi così rapidi e con il sostegno di numerose testimonianze e prove documentali.Come quei video terribili che anche noi ieri abbiamo pubblicato. Rivivendo, come tutti, gli istanti immediatamente precedenti la tragedia.Non intendiamo invece riportare le parole vuote, di circostanza sino all’offesa del titolari del locale. Chiaramente suggerite dei loro legali, nella loro vacuità fanno solo male rispetto alla vastità del dramma.Chiudiamo tornando ai genitori, alle mamme, ai papà, nonni, fratelli, sorelle, zii, compagni di scuola e di università, professori, compagni di squadra nel calcio, nel basket, nella ginnastica, nel canto, nel teatro..Il pensiero continua a tornare a loro, all’impensabile e all’insostenibile.

di Fulvio Giuliani

Crans-Montana: con le mamme e i papà, pensando a chi non è tornato

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2026-01-03 08:06:40

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9926

2026-01-05 08:42:49

2026-01-05 07:42:49

Di fronte un inizio anno segnato dalla tragedia, non riusciamo ad adattarci all’idea di una simile superficialità criminale

È stato un inizio anno incredibilmente difficile. Dal punto di vista strettamente emotivo, ma anche sostanziale.Quanto accaduto in Venezuela è un avvenimento che avrà pesanti ripercussioni geopolitiche. Ci riguarderà tutti, come abbiamo provato già a spiegare in questi due giorni.Con il passare delle ore, oltre le sempre più friabili pezze d’appoggio giuridiche cercate dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è emersa una fortissima corrente d’opposizione interna agli stessi Usa.Democratica, cosa abbondantemente prevedibile, in questo caso capeggiata dal neo sindaco di New York Zohran Mamdani, che ha indetto una conferenza stampa proprio per far sapere di aver chiamato il capo della Casa Bianca con l’unicoscopo di manifestare tutto il suo disappunto e disaccordo per l’operazione che ha portato la cattura e alla deportazione a New York (peraltro) dell’ex dittatore venezuelano.Anche nella stessa base Maga, peraltro, molte voci si sono dette contrarie o semplicemente contrariate. Il motivo è semplice: una bella fetta dello zoccolo duro dell’elettorato di Trump è iper isolazionista. Ha una linea dell’orizzonte che fa fatica a superare l’uscio di casa, figuriamoci come possa vivere il proprio mentore impegnato in numerose imprese militari in giro per il mondo…Sin qui Trump, il Venezuela, gli enormi dubbi sulle ricadute per il diritto internazionale e quindi la vita di tutti noi.Sullo sfondo, però, è rimasta e non potrebbe essere altrimenti, tutta l’angoscia, l’insopportabile peso delle notizie da Crans Montana.Con il bilancio delle vittime italiane ormai reso ufficiale, il dolore si moltiplica con il passare del tempo. Perché ogni volta che ci fermiamo a pensare - ci è capitato anche sabato sera quando ci siamo trovati per lavoro allo stadio di Bergamo a vivere il minuto di silenzio per le vittime della strage in Svizzera - il primo sentimento è quello del rifiuto: non si può accettare qualcosa di così enorme, sconfortante, incomprensibile. In una parola, intollerabile.Le prime risultanze delle indagini, i capi d’accusa nei confronti dei titolari del locale della tragedia… tutto sembra confermare con disarmante coerenza ciò che c’è apparso chiaro in modo lampante sin dalle primissime ore.Non riusciamo ad adattarci all’idea di una simile superficialità criminale. Non sappiamo - ci ripetiamo - quello che decideranno il tribunale e non ci interessa.Sappiamo che ci è bastato e avanzato leggere il nulla, l’incapacità empatica denunciata dalle parole dei gestori di quell’inferno per ricordarci che una delle più grandi tragedie dei nostri tempi è l’insensibilità. Non saper provare emozioni per il prossimo. Un minimo di empatia.Perché questo vacuità è orrenda, ma ci permette di capire - sia pur solo in minima parte - come sia stato possibile comportarsi in modo così inaccettabile. Sì, lo ammettiamo: non riusciamo a darci pace.

L'angoscia di una tragedia inaccettabile

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2026-01-05 08:42:55

2026-01-05 07:42:55

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9926

2026-01-02 08:34:42

2026-01-02 07:34:42

Si continua a indagare sulle cause del terrificante rogo in cui hanno perso la vita decine di persone, perlopiù ragazzi, e oltre cento sono rimasti ferite, molte delle quali in condizioni gravi o gravissime

Quando ci siamo svegliati ieri, un po’ intontiti e più tardi del solito come tanti il primo giorno dell’anno, abbiamo impiegato un po’ a realizzare la portata delle notizie che cominciavano ad arrivare dalla Svizzera, da Crans Montana.Mentre scriviamo si continua a indagare sulle cause del terrificante rogo in cui hanno perso la vita decine di persone, perlopiù ragazzi, e oltre cento sono rimasti ferite, molte delle quali in condizioni gravi o gravissime. Numerosi dispersi e feriti sono italiani, come sappiamo da ieri pomeriggio.Le fiamme e le successive deflagrazioni potrebbero essere state innescate da fuochi d’artificio fatti esplodere all’interno del locale o dai bengala che ormai d’abitudine si montano sulle bottiglie di champagne e che le cameriere avrebbero portato sulle spalle di colleghi. Con il tetto in legno, così, solo a pochi centimetri dalle fiamme.Teatro del dramma un ritrovo molto noto della rinomata località sciistica di Crans Montana, perlopiù frequentato da giovani e giovanissimi, come in occasione del veglione di capodanno.Il grosso della festa si teneva in un seminterrato che - a quello che sta emergendo - non avrebbe avuto alcuna uscita di sicurezza e un’unica scala come via di di accesso e di fuga. Diventata presto una trappola mortale.Se così fosse, una follia totale.Nel prendere contatto con la realtà, con un fatto in sè insopportabile e un bilancio semplicemente inaccettabile, ci si trova - come troppo spesso capita a chi fa questo lavoro - davanti a un dilemma atroce e senza soluzione: c’è la nuda cronaca, da aggiornare con le notizie certificate e quando si sa qualcosa di attendibile e utile per il pubblico. Davanti a una tragedia di queste dimensioni, a un dolore come questo, non ci si può limitare alla nuda cronaca.O meglio, lo si può fare accettando di non avere capacità di dir nulla, scrivere nulla, aggiungere nulla che abbia un senso. Eppure, se vogliamo fare questo mestiere evitando l’insopportabile e patetico gioco del cinico reporter ormai rotto a ogni emozione, al dolore dobbiamo saper partecipare.Non cambierà niente, figurarsi. Qualcuno sarà pure pronto a dire che si va a caccia di facili commenti o, peggio, like nei social.Ma chi vi parla ha una figlia poco più grande di gran parte delle vittime di capodanno a Crans Montana e due bimbi ancora piccoli che presto andranno anche loro a veglioni, feste e nei locali.Abbiamo il diritto-dovere di pretendere misure di sicurezza, di prevenzione ed emergenza adeguate. Personale formato e consapevole. Nulla di meno.Ci si sente inadeguati davanti alla tragedia, ma bisogna sentirsi vicini, quanto più vicini a genitori che non potranno mai superare qualcosa di umanamente inaccettabile. Nel mentre, noi dobbiamo sapere e capire, fin nei dettagli.

L'orrore, i dati insopportabili e la coscienza

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2026-01-02 08:34:47

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