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Crans-Montana: indagati i titolari del Constellation per omicidio, lesioni e incendio colposi

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Importanti falle nella sicurezza, si indaga su possibili negligenze nei controlli. Il Sindaco: “Mai stati permissivi”

Constellation

Crans-Montana: indagati i titolari del Constellation per omicidio, lesioni e incendio colposi

Importanti falle nella sicurezza, si indaga su possibili negligenze nei controlli. Il Sindaco: “Mai stati permissivi”

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Crans-Montana: indagati i titolari del Constellation per omicidio, lesioni e incendio colposi

Importanti falle nella sicurezza, si indaga su possibili negligenze nei controlli. Il Sindaco: “Mai stati permissivi”

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Sono trascorsi quattro giorni dalla terribile strage di capodanno avvenuta a Crans-Montana dove hanno perso la vita più di 40 persone, tutte giovanissime. Per gli inquirenti, coordinati da Béatrice Pilloud, si stanno delineando diversi indizi di colpevolezza a carico dei titolari del Constellation. Le indagini saranno lunghe e scrupolose e gli investigatori sono già al lavoro per scandagliare testimonianze, fotografie e documenti per fare luce su quanto accaduto nel locale. I punti al centro dell’inchiesta sono le falle nella sicurezza, la licenza non adeguata, i controlli di conformità e l’impianto antincendio che (se era presente) non ha funzionato.

Il nodo della licenza per bar-ristorante

Il primo nodo da sciogliere riguarda la licenza del locale che, consultando la visura camerale del Vallese Centrale, risulta non idonea. Sul documento si legge: “la gestione del bar-ristorante ‘Le Constellation’ permette “servizi di ristorazione, la vendita di bevande e il commercio dei vini in generale.” Da quanto emerge, la srl è stata iscritta nel registro il 3 novembre 2015, anno di acquisizione del locale da parte di Jacques Moretti. Nei 10 anni seguenti il Comune (che ha consegnato le carte alla Procura) ha effettuato tre controlli di conformità senza segnalare alcuna difformità.

La scala ristretta per fare spazio ai tavoli

Secondo alcuni testimoni la scala in origine era larga circa 3 metri. Nei lavori di ristrutturazione sarebbe stata ristretta per guadagnare spazio e aggiungere dei tavoli al piano terra. Infatti, i Moretti a fronte di un fatturato annuale di 500mila franchi avevano bisogno di incrementare gli incassi per poter pagare l’affitto mensile pari a circa 40mila franchi. La scala, così ristretta, ha causato un collo di bottiglia riducendo la possibilità dei presenti di mettersi in salvo dalle fiamme.

Pannelli fonoassorbenti al poliuretano (non trattati)

Dovrebbero essere proprio questi la vera pistola fumante. Come si vede nelle foto rese pubbliche dai media francesi i pannelli prendono fuoco con estrema velocità. Nei lavori di ristrutturazione, i pannelli di schiuma al poliuretano sono stati fissati sotto la lana di roccia (un isolante termico). Ci sono diverse tipologie di pannelli, alcune sono ignifughe, altre, invece, altamente infiammabili (e sono le più economiche). In ogni caso, andrebbero cosparsi con ritardanti di fiamma. Dopo aver visto i tragici filmati, il verdetto degli esperti è abbastanza unanime: si tratta – con tutta probabilità – di pannelli al poliuretano non trattati. Molte testimonianze parlano di un fumo nero e denso, anche questo sarebbe da ricondurre alle sostanze chimiche rilasciate dalla combustione di materiali poliuretanici. Soltanto l’esito dei rilievi permetterà di determinare con esattezza la composizione della schiuma antirumore.

Le uscite di sicurezza bloccate e l’arredamento in legno

Nonostante una capienza di 300 persone, il locale non prevedeva delle procedure di evacuazione adeguate. Le testimonianze parlano di una sola uscita di emergenza al piano interrato, che però era sbarrata. Di una confusione totale dei presenti che non riuscivano a trovare una via d’uscita sicura e si accalcavano sulla scala. “Da quanto ci hanno detto c’erano altre uscite ma erano tutte ostruite dalle fiamme” ha riferito ai microfoni di Rete 4 l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornadoresa. Il pavimento, le strutture e i materiali dell’arredo, prevalentemente in legno, hanno alimentato il rogo.

Il sistema antincendio che (se presente) non ha funzionato

Ci si chiede come mai non si sia attivato il sistema antincendio. Bisogna capire se l’impianto automatico di spegnimento (sprinkler) era installato o meno. Di solito questo tipo di locali dovrebbero avere degli “sprinkler” installati sul soffitto (quei rubinetti che spruzzano acqua dall’alto). Si tratta di valvole con all’interno una capsula con del liquido termodinamico, quando la temperatura supera i 70 gradi la capsula esplode e lascia passare l’acqua.

La versione dei titolari

Il locale era strutturato in tre ambienti: un dehors esterno soppalcato, il piano terra con balcone e tavolini e il seminterrato (discoteca). Una ventina di gradini collegavano il pianoterra al piano inferiore. Secondo alcuni testimoni al piano interrato c’era una sola uscita di emergenza e la porta era sbarrata. I proprietari sono stati ascoltati agli inquirenti e si sono detti disponibili a collaborare dichiarando di aver superato i controlli e che “tutto è stato fatto a norma di legge”. Al momento della strage Jacques Moretti non si trovava nella discoteca ma in uno degli altri due locali della coppia. Sua moglie, invece, era presente e ha riportato una lieve ustione.

Chi sono Jacques Moretti e Jessica Maric: i proprietari del Constellation

Entrambi di origine corsa, hanno rilevato il locale nel 2015 per poi effettuare dei lavori di ristrutturazione durati 100 giorni. Secondo Le Parisien, Jacques Moretti sarebbe un personaggio noto alle autorità per casi di sfruttamento della prostituzione, frode e sequestro di persona. Oggi la Procura si concentra anche sul passato della coppia che, prima di rilevare il locale, gestiva una salumeria in Corsica.

Di Angelo Annese

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