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title: Un anno dalla strage di Cutro
description: Un anno è trascorso dalla notte tra il 25 e il 26 febbraio, quando un caicco naufragò di fronte alle coste di Steccato di Cutro
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Evidenza-sito-908.jpg
date: 2024-02-26
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/cutro/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, immigrazione, migranti]
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# Un anno dalla strage di Cutro

![Cutro](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Evidenza-sito-908.jpg)

25929

2023-03-03 10:11:57

2023-03-03 09:11:57

La 68esima vittima della tragedia di Cutro, un 30enne afghano, raccontata nell’articolo scritto sul posto dal corrispondente Nicola Sellitti

La 68esima vittima arriva nel primo pomeriggio sulla spiaggia di Steccato di Cutro a bordo del pick-up della Guardia costiera. È un 30enne afghano, avvolto da un lenzuolo bianco. Il suo corpo è stato rinvenuto ad almeno un chilometro dal presidio fisso delle forze dell’ordine.

Il 25enne Ahmad, anche lui afghano, osserva la scena con terrore. È arrivato da Marsiglia da qualche ora. Suo fratello Kamran risulta fra i dispersi e anche il suo futuro era in Francia. Ahmad era sulla spiaggia, in compagnia di cronisti e fotografi, alla ricerca di indizi che riportassero al familiare. Una scarpa, un indumento restituito dal mare.

Secondo le ricostruzioni della Guardia costiera il viso della vittima sarebbe simile a quello di Kamran. Prima che venga condotto all’interno della tensostruttura della Guardia costiera passano almeno 30 interminabili minuti. Fra lacrime, incredulità, paura. Intorno a lui il lavoro silenzioso e senza sosta delle forze dell’ordine, che delineano con un nastro il perimetro che separa gli addetti ai lavori. C’è anche Vincenzo, il pescatore-eroe che ha recuperato diversi corpi sulla spiaggia, compreso quello di una bambina di due anni. Scuote la testa, comincia a piangere.

Arriva il momento del riconoscimento: la vittima non è il fratello di Ahmad, che può tirare un respiro di sollievo solo temporaneo. Suo fratello è ancora in mare, assieme a chissà quanti altri passeggeri di quel barcone che si è spezzato in più parti nelle acque di Cutro.

di Nicola Sellitti

 

Cutro, il sogno di una vita spezzata dal mare

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2023-03-03 10:25:20

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2023-03-02 16:13:32

2023-03-02 15:13:32

Il Presidente della Repubblica ha omaggiato oggi le vittime della tragedia di Cutro tra gli applausi dei calabresi

Un adolescente siriano che non ha alcuna notizia su genitori e fratelli si accovaccia nel gazebo della Croce Rossa, a un passo dal palasport Milone che accoglie le bare dei migranti. Vorrebbe anche parlare, ma non ne ha la forza.

Un altro, afgano, come ci racconta la portavoce di Save the Children, che si chiede se il padre sia ancora vivo: avrebbero dovuto andare assieme in Svezia. L'Italia era l'anello di congiunzione tra l'incubo e il sogno della vita.

Si grida giustizia nel perimetro del dolore: 100 metri a piedi tra l'Ospedale San Giovanni di Dio e il palazzetto dello sport di Crotone, che avvolgono quel che resta al momento della sciagura di qualche giorno fa, in attesa di notizie su nuovi eventuali migranti che non ce l'hanno fatta nella sfida impari con il mare. Ci sono migliaia di persone. Aspettano, rivendicano un segnale dallo Stato.

Lo Stato è, come spesso è avvenuto durante il suo doppio mandato al Quirinale, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che arriva al nosocomio tra gli applausi dei calabresi. Sono venuti a salutarlo da ogni angolo della regione. Mattarella è di ghiaccio, segnato dalla tragedia, composto nel dolore. Si intrattiene oltre 30 minuti nei reparti che ospitano i superstiti. Discute con i medici, si sofferma con i volontari di Medici Senza Frontiere. Il capo dello stato rappresenta ancora una volta le istituzioni che sanno ascoltare il grido di dolore dei cittadini. Gli si fa incontro il presidente della Regione Calabria, Occhiuto, che invece incassa un'accoglienza abbastanza tiepida.

Non si vedono altri rappresentanti del governo. Non ci sono ministri, non c'è il ministro Piantedosi che invece la folla invoca, per ottenere risposte, per capire perché ci sia stata questa discrasia tra l'allarme di Frontex e il mancato intervento della Guardia Costiera. Non ci sono altri rappresentanti della politica italiana se non Elly Schlein, la nuova segretaria del Partito democratico che si reca nel palasport per un omaggio alle vittime. Decide di non parlare. Lo farà solo in seguito.

Tra le bare, Mattarella diventa un monolite. La sintesi composta del dolore più atroce. Alla sua uscita, applausi, ancora applausi.

Ci sono tanti ragazzi. Studenti di elementari e medie che hanno saltato la scuola per essere presenti, per testimoniare la loro presenza. Hanno lavorato nei giorni precedenti per lasciare il loro ricordo. Alcuni dei cartelloni prodotti lasciano il segno: "Il Cielo non è sempre Blu" recita uno dei cartelloni, colorato e struggente. Negli altri si ricorda, come dovrebbe essere sempre, che non si lasciano morire persone in mare. Si salvano.

di Nicola Sellitti 

Cutro: l'Italia era l'anello tra l'incubo e il sogno della vita

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2023-03-02 16:13:32

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