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title: "Dolore e rabbia all&#8217;ultimo saluto del quindicenne Emanuele"
description: "Un copione, un canovaccio, una routine perversa: l'ennesima giovane vita. L'ennesimo funerale. Gli ennesimi appelli."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/11/Emanuele-Tufano.jpg
date: 2024-11-01
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/dolore-e-rabbia-allultimo-saluto-del-quindicenne-emanuele/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, giovani, Italia, napoli]
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# Dolore e rabbia all&#8217;ultimo saluto del quindicenne Emanuele

![Emanuele Tufano](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/11/Emanuele-Tufano.jpg)

Un copione, un canovaccio, una routine perversa: l'ennesima giovane vita. L'ennesimo funerale. Gli ennesimi appelli

**Palloncini bianchi (e uno azzurro, con un messaggio dei genitori), lacrime, urla, una folla gremita e nessun rappresentante delle istituzioni.** Soprattutto, un’omelia potente, di accusa, dell’Arcivescovo di Napoli, Monsignor Battaglia. E’ stato un pomeriggio straniante, doloroso, corrosivo quello vissuto nel cuore della Sanità per il** funerale di Emanuele Tufano, il 15enne [ucciso con un colpo di pistola](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/napoli-15enne-ucciso-durante-una-sparatoria-la-criminalita-giovanile-e-le-parole-del-prefetto/) durante una rissa tra bande al centro storico di Napoli**, la scorsa settimana. I genitori si sono seduti dinanzi alla bara del ragazzo, così i suoi amici, andando a formare un cerchio del dolore, prima del via all’esequie, con l’atto di accusa dell’Arcivescovo di Napoli.

"Un copione, un canovaccio, una routine perversa: l'ennesima giovane vita. L'ennesimo funerale. Gli ennesimi appelli. L'ennesima indifferenza e impotenza. L'ennesima voglia di non parlare, di non dire nulla poiché nulla è rimasto da dire e il tempo delle parole è ormai finito. Perché non ci sono parole che possono lenire il dolore di due genitori, di una famiglia che vede spezzata la vita del proprio figlio", è la prima parte dell'omelia, che poi incalza: "Quindici anni. Un'età in cui si sogna, si scopre il mondo, si costruiscono speranze. E invece, oggi ci troviamo di fronte a una morte assurda che lascia dentro di noi un vuoto terribile e uno sconcerto che sembra non passare.

**Ci chiediamo il perché. Perché tanta violenza? Perché dei ragazzi uccidono? Cosa e dove stiamo sbagliando?** Perché molti nostri giovani sembrano essere attratti da appartenenze oscure piuttosto che da possibilità di luce e di bene?", prosegue l'omelia dell’Arcivescovo, "E noi adulti siamo ancora capaci in questa città di testimoniare queste possibilità, di accogliere e raccogliere il grido disperato e inconsapevole di tanti suoi figli? Queste domande ci abitano il cuore, e spesso restano senza risposte", un altro passaggio dell’omelia dell’Arcivescovo di Napoli. **Riflessioni e dolore, poi il passaggio più potente, doloroso dell’omelia, rivolto agli amici di Emanuele e ai ragazzi di Napoli che si affidano alle armi:** “Un ultimo messaggio lo rivolgo a quei ragazzi che credono di risolvere tutto con la violenza: vi prego, deponete le armi, abbandonate la logica del sopruso e della prepotenza e lasciatevi raggiungere, educare ed accompagnare da chi crede ancora in voi, da chi vede nel vostro cuore un punto sacro e accessibile al bene. Perché è in gioco la vostra vita e cambiare è possibile”.

Di *Nicola Sellitti*
