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Domenico Caliendo, martedì 3 marzo l’autopsia del piccolo

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Martedì 3 marzo c’è l’autopsia del piccolo Domenico Caliendo, morto qualche giorno fa all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di cuore fallito

Domenico Caliendo

Domenico Caliendo, martedì 3 marzo l’autopsia del piccolo

Martedì 3 marzo c’è l’autopsia del piccolo Domenico Caliendo, morto qualche giorno fa all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di cuore fallito

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Domenico Caliendo, martedì 3 marzo l’autopsia del piccolo

Martedì 3 marzo c’è l’autopsia del piccolo Domenico Caliendo, morto qualche giorno fa all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di cuore fallito

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AUTORE: Marco Carta

Martedì 3 marzo c’è l’autopsia del piccolo Domenico Caliendo, morto qualche giorno fa all’ospedale Monaldi di Napoli, dopo il trapianto di cuore fallito dello scorso 23 dicembre.

Intanto, le prime indagini interne sul trapianto di cuore al bimbo risalirebbero al 30 dicembre, a una settimana dal trapianto d’organo.

E’ il punto centrale della lettera inviata al quotidiano “Il Mattino” dal direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino.

In tale scritto la manager ricostruisce le mosse dell’azienda dopo essere venuta a conoscenza del caso del piccolo.

Morte di Domenico Caliendo, le parole di Anna Iervolino

Il 30 dicembre, la direzione ha proceduto all’audizione del chirurgo e del responsabile del programma trapianti. Quella è la data di formale inizio delle indagini interne, che si sono sviluppate in relazioni scritte, in commissioni di indagini, in verbali di audit, veri e propri interrogatori, durante i quali, via via, sono stati approfonditi gli eventi fino a comprendere come gli stessi siano avvenuti, ipotizzandone le cause e facendone emergere la enorme gravità”.

Questi atti interni, redatti dall’Azienda – prosegue nella sua ricostruzione Iervolino – sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria che indaga già dall’11 gennaio. Questi atti sono stati consegnati alla Regione Campania e al Ministero della Sanità. Sono quelle 296 pagine che ora tutti leggono e fanno proprie, pubblicandone ampi stralci, chi parla di occultamento dei fatti manifesta la sua cultura e la ricerca di facile consenso. Un dato è certo: i fatti sono emersi con tanta puntualità perché l’Azienda ha fatto le indagini interne, senza fare sconti a nessuno”.

Questo è un primo passaggio essenziale

È un primo passaggio essenziale.

In particolare, considerando che l’accusa aveva riferito nei giorni scorsi che la prima riunione interdisciplinare sul caso del piccolo Domenico fosse avvenuta il 6 febbraio.

“Io ho avuto una riunione con la dottoressa Iervolino e per me questa è la seconda volta che la sento esprimersi direttamente sul caso. Le credo“, ha detto oggi l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Domenico Caliendo, riferendosi alla lettera del dg dell’Azienda ospedaliera dei Colli.

Credo alle sue parole, in quanto nel suo ufficio, ci disse che oltre ad aver avviato subito gli audit. Aveva anche chiesto se avessero riferito tutto alla madre di Domenico e le era stato detto di si’. Di fatto, avevano mentito anche a loro”, ha spiegato il legale, aggiungendo: “Dall’incidente probatorio ci auguriamo che emerga un dato in particolare, e cioè se si sarebbe potuta percorrere un’altra strada terapeutica dal 23 dicembre in poi in favore del piccolo Domenico, rendendolo trapiantabile quando poi si è verificato l’arrivo di un secondo cuore”.

Intanto, il gip del tribunale di Napoli ha accolto la richiesta avanzata dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, accogliendo la richiesta di ricusazione di uno dei cardiochirurghi nominati dal Gip, quindi la mattina di martedì 3 marzo si svolgerà regolarmente il conferimento dell’incarico per l’autopsia nell’ambito dell’incidente probatorio richiesto dalla Procura di Napoli.

A questo punto, il funerale dovrebbe svolgersi a breve.

Il legale della famiglia della vittima ha aggiunto che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, avrebbe garantito la sua presenza alle esequie, “compatibilmente con i suoi impegni istituzionali, ma purtroppo sta scoppiando una guerra”.

di Marco Carta

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