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title: Donna di 41 anni uccisa a coltellate a Bovolenta (Padova). Ipotesi omicidio-suicidio
description: "Un altro femminicidio, l’ennesimo. Sara Buratin trovata morta in casa della madre a Bovolenta. Si cerca l'auto del marito della vittima"
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date: 2024-02-27
modified: 2024-02-28
author: Filippo Messina
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/donna-di-41-anni-uccisa-a-coltellate-a-bovolenta-padova-ipotesi-omicidio-suicidio/
categories: [Cronaca]
tags: [femminicidio, Italia]
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# Donna di 41 anni uccisa a coltellate a Bovolenta (Padova). Ipotesi omicidio-suicidio

![Bovolenta](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Bovolenta.jpg)

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2022-07-18 10:51:49

2022-07-18 08:51:49

Ben vengano l'inasprimento delle pene per i Femminicidi, ma senza perdere di vista l'origine del problema. Che è dannatamente culturale

In più di un’occasione mi è capitato di incrociare lo sguardo di un assassino. Ammetto che dopo un po’ ci si fa l’abitudine ma gli occhi di Roberto G. non riesco proprio a dimenticarli. Sarà che eravamo quasi coetanei: io 22 anni, lui 17; sarà che, mentre piangeva disperato, continuava a fissarmi quasi a cercare in me un moto di pietà. Da un paio d’ore aveva ucciso l’ex fidanzatina sedicenne e per questo era stato portato al commissariato di Sesto San Giovanni (MI), dove io – stagista per una tv locale – ero riuscita a intrufolarmi grazie all’ingenuità di un poliziotto.

Era una fredda giornata di febbraio del 2001 e quel ragazzo, durante la ricreazione, aveva reciso con un fendente la carotide di Monica T. nel cortile del Liceo “Erasmo da Rotterdam”, proprio a sinistra dell’ingresso, dove campeggiava un’enorme chiazza di sangue. All’epoca non era ancora stato coniato il termine “femminicidio” ma la notizia fece comunque scalpore perché era stato violato un luogo sacro come la scuola. Oggi Roberto G. si sarà fatto una sua vita. Monica T. questa seconda occasione non l’ha avuta e da 21 anni ‘riposa’ dentro una bara.

Due decenni dopo la situazione non è cambiata. La storia della ragazzina di Napoli, che a soli 12 anni rimarrà sfregiata a vita perché il fidanzatino di 16 non accettava la fine della loro relazione, mi ha fatto tornare in mente lo sguardo di chi – sempre troppo tardi – capisce di aver compiuto l’irreparabile in nome di un amore cieco, che vede nella donna una proprietà. Non c’entrano l’età, l’epoca, il livello culturale, il Nord e il Sud. Questo è un ‘virus’ trasversale. Eppure l’antidoto sarebbe tanto semplice: basterebbe insegnare ai propri figli il rispetto, spiegare loro che non sempre si ha ciò che si vuole. E invece i genitori sembrano più smarriti dei figli. Qualcuno gli dica che non è normale che una bambina di 12 anni sia già fidanzata con uno di 16 e che gironzoli per le vie di Napoli a tarda notte.

Chi ha il dovere di tutelare queste bambine e ragazze se non lo Stato? Ben vengano il Codice Rosso, i vari braccialetti elettronici, l’inasprimento delle pene ma questi sono solo palliativi se non si va alla radice del problema. Che è solo dannatamente culturale. Per sradicare convinzioni dure a morire, serve entrare con maggior efficacia nelle scuole e nelle case, attraverso campagne di sensibilizzazione che diano il buon esempio a chi, questo esempio, non ce l’ha.

In un mare di «No!» mai detti, di contro c’è una grossa fetta di genitori che di «No!» ne dice fin troppi, anche quando a un certo punto dovrebbe dire «Sì». «Non ci fidiamo, con quel che si sente in giro» si difendono, senza rendersi conto di condannare i propri figli a un futuro da bamboccioni. Basti pensare che, a settembre, molti dei quindicenni che inizieranno le superiori non avranno mai preso la metropolitana da soli. E no, non è normale neanche questo.

di Ilaria Cuzzolin

Femminicidi: la radice del problema è culturale

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2022-07-18 08:56:19

2022-07-18 06:56:19

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2024-01-13 13:00:36

2024-01-13 12:00:36

A pochi giorni dall'inizio dell'anno siamo già a quota un femminicidio ogni 48ore: cinque le vittime di un piaga culturale da fermare

Il 2023 si era concluso con un femminicidio che ha scosso violentemente la sensibilità di tutti, quello della giovane Giulia Cecchettin, seguito dalle parole struggenti del padre Gino ai suoi funerali: “La vita di Giulia ci è stata sottratta in modo crudele ma la sua morte può, anzi, DEVE essere il punto di svolta per porre fine alla terribile piaga della violenza sulle donne”.

Parole al vento di fronte ai fatti che stanno già segnando di dolore il nuovo anno appena iniziato: cinque vittime in 11 giorni. La media di un femminicidio ogni 48 ore.

La prima vittima il 2 gennaio, la 71enne Rosa D’Ascenzo, portata dal marito all’ospedale di Civita Castellana (provincia di Roma)già deceduta con la scusa di “incidente domestico”. L’uomo, accusato del delitto, si trova ora in carcere.

Il 5 gennaio saranno due le vittime, Delia Zarniscu e Maria Rus, ad essere massacrate nelle rispettive case da un 24enne di origine rumene, unico indagato dalla Procura di Agrigento per un omicidio seguito ad un rifiuto sessuale.

Elisa Scavone, 65enne torinese, è la quarta vittima di un “non-amore” violento: il marito è l’unico indagato con l’accusa di omicidio volontario (anche se in passato aveva sofferto di disturbi mentali).

Infine, l’11 gennaio, la 38enne Ester Palmieri viene aggredita nella sua casa di Montalbiano, frazione di Valfloriana (Trento) in cui viveva insieme al marito con il quale aveva avviato le pratiche di separazione. È morta ieri, dopo essere stata sottoposta ad un delicato intervento. Il carnefice, Igor Moser di 45 anni, si è tolto la vita impiccandosi.

Un bollettino di guerra che mai avremmo voluto elencare a soli 13 giorni dall’inizio del 2024 e che ci ricorda, ora e sempre, quanto lavoro ci sia ancora da fare per scardinare la cultura della violenza.

di Raffaela Mercurio

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Il 2024 già a quota un femminicidio ogni due giorni

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2024-01-12 14:52:25

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2024-02-13 21:53:55

2024-02-13 20:53:55

Finanziere uccide la madre e la sorella dell'ex fidanzata. Quest'ultima salva per miracolo dopo essersi rifugiata in bagno

Si chiama Cristiano Sodano, il finanziere di 27 anni che ha ucciso a colpi di pistola la sorella e la madre della sua ex fidanzata, Desyrée Amato, a Cisterna di Latina. Stando alle prime ricostruzioni, nel pomeriggio l'uomo sarebbe arrivato nella villetta dell'ex compagna e lì è iniziato il litigio davanti alle due donne, che sarebbero intervenute per difendere la giovane di 22 anni. Sodano, che non accettava la fine della relazione, ha aperto il fuoco, uccidendo la madre dell'ex, Nicoletta Zomparelli di 49 anni e la sorella, Renée Amato, di soli 19 anni.

 

Desyrée si sarebbe salvata rifugiandosi in bagno. All'arrivo dei carabinieri, sono stati trovati i corpi senza vita delle due donne, mentre la giovane sopravvissuta è stata rinvenuta in un angolo sotto choc. Ora l'uomo è in stato di fermo in Questura, sotto interrogatorio della Mobile, coordinata dal vicequestore Mattia Falso, mentre la Procura di Latina ha aperto un'inchiesta per duplice omicidio.

Di Claudia Burgio

Duplice femminicidio a Cisterna di Latina

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2024-02-14 11:21:32

2024-02-14 10:21:32

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