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title: "Educazione sessuale: la scuola non deve chiedere permesso"
description: Davvero interessanti, anche perché spesso poco assennate, le cose che si sentono dire circa il mondo della scuola e dell’educazione sessuale
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date: 2025-11-12
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/educazione-sessuale-la-scuola-non-deve-chiedere-permesso/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, scuola]
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# Educazione sessuale: la scuola non deve chiedere permesso

![Educazione sessuale](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/11/UNA-FOTO-670-1024x639.jpg)

Davvero interessanti, anche perché spesso poco assennate, le cose che si sentono dire circa il mondo della scuola e, in quello, dell’educazione sessuale

**Davvero interessanti, anche perché spesso poco assennate, le cose che si sentono dire circa il mondo della scuola e, in quello, dell’educazione sessuale. **Fu una ricerca fatta in Basilicata con l’aiuto di un economista e meridionalista con i fiocchi, Manlio Rossi-Doria, che portò un sociologo statunitense – Edward C. Banfield, che aveva sposato un’italiana – a formulare il concetto di «familismo amorale». **Cercava le radici di un’arretratezza che non accennava a essere superata.** I pregiudizi che vide allora si sono rivestiti alla moda presente e si sono ripresentati, millantando una nuova e meritoria difesa della famiglia. **Restano i chiodi dell’arretratezza e dell’opacità morale.**

**Lasciamo perdere le commedie politicanti, recitate anche male. Perché mai dovrebbe servire l’autorizzazione della famiglia per potere tenere a scuola qualche ora di educazione sessuale?** Non si chiede il permesso per spiegare le atrocità della Shoah, che pure sarebbe bene togliessero il sonno ai ragazzi (come ancora lo tolgono a noi). **Un tempo non si chiedeva il permesso per niente, il che rispondeva non a disattenzione bensì all’opposto: a un’idea funzionale e costruttiva della scuola.** Il ruolo della famiglia, dei genitori era quello di seguire i pargoli, **magari informarsi sull’andamento scolastico e all’occorrenza (e spesso occorreva) dare manforte all’autorevolezza degli insegnanti**. Sì, anche confermandone e rafforzandone le azioni punitive, incruente e senza pericoli. Non importava neanche che il docente avesse ragione o meno: era l’autorità e l’altra – quella familiare – la sosteneva sostenendo sé stessa.** Sapevamo tutti chi fosse scemo o incapace, ma s’imparavano le regole del gioco.**

**Oggi troppe famiglie si sentono antagoniste dei docenti, immaginandosi così di difendere i ragazzi. Quel che ottengono è sottrarre ai propri figli il diritto di avere a che fare con degli adulti che non siano infanti invecchiati. **E qui arriva il sesso: quanti di noi ne hanno avvertito l’esistenza a iniziare dai dialoghi familiari? Non scommetterei sull’uno per mille e ho anche il timore che siano casi drammatici. Il sesso è nel mondo, così come la curiosità e i timori che ne accompagnano l’attesa.

**Sono illusi quanti sperano che parlandone a scuola si possa cancellare il male e l’istinto di possesso dal mondo. **Sono spaventosi quanti credono che a scuola si possa sopprimerne o deviarne il potente e insopprimibile istinto. **Stabilire che per parlarne si debba essere autorizzati dalla famiglia significa credere che in quella vi siano un bene e una salvezza sessuale che a scuola si possono compromettere. **Mentre può capitare e purtroppo capita l’esatto opposto: a scuola ci si accorge che una devianza in famiglia è divenuta violenza sul minore.

**La prevalenza morale della famiglia è uno degli elementi di quel familismo amorale che fu studiato nella coriacea arretratezza. **La prevalenza morale della famiglia è alla base di quella demenziale e terrificante caccia alle streghe che si scatenò a Bibbiano. Un buco nero superstizioso e satanista apertosi nella mente di troppi, fra politici e giornalisti (con la Procura che intitolava il fascicolo “Angeli e demoni”).

**Certo che la famiglia è il nucleo fondamentale in cui cresce un bambino e che gestisce le conflittualità un adolescente**. La scuola non è una scelta alternativa, ma la complementare necessità che le mura di quella famiglia non diventino impermeabili al mondo. Come racconta Tara Westover in un libro intitolato “Educazione”. **La scuola è un pezzo del mondo senza il quale la famiglia neanche sarebbe nata.**

Ci si ponga il problema di chi sarà formato per informare sul sesso, quali saranno i programmi e come si misureranno i risultati (perché non faccia la triste fine dell’educazione civica). E valga anche per scienza, storia, matematica e via così. Senza bisogno del permesso, che la sola idea già dimostra il pericolo che si corre: **lasciare la violenza e la sopraffazione dentro sigillate mura domestiche.**

di *Davide Giacalone*
