---
title: Fare surf in Canal Grande per apparire, non per essere
description: La bravata dei due turisti che fanno surf in Canal Grande è il trionfo della spacconaggine social. Anche prima esistevano gli esibizionisti, certo, ma lo facevano per sé stessi.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/08/Evidenza-sito-7-1.jpg
date: 2022-08-18
author: Marco Sallustro
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/fare-surf-in-canal-grande/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Evidenza, società]
---

# Fare surf in Canal Grande per apparire, non per essere

![surf in canal grande](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/08/Evidenza-sito-7-1.jpg)

La bravata dei due turisti che fanno surf in Canal Grande è il trionfo della spacconaggine social. Anche prima esistevano gli esibizionisti, certo, ma lo facevano per sé stessi, non per essere ripresi da uno smartphone e finire sul web.

Quest’estate ne abbiamo viste di ogni, dal turista che sfreccia in Vespa negli scavi archeologici di Pompei a un campionario infinito di cafonate da turismo all’ingrosso, in spregio a qualsiasi regola di buona educazione, decenza e prudenza. Ieri all’alba, a Venezia, si è però stabilito un primato difficilmente eguagliabile: **surfare in Canal Grande, fra taxi, gondole **(in verità poche, considerata l’ora)** e vaporetti.** Autori dell’ “impresa” due turisti quasi certamente stranieri, che hanno pensato bene di guadagnare i loro 15 minuti di celebrità cavalcando surf elettrici di gran moda in quest’estate. Al mare o sui laghi, si intende.

Mettere in scena una simile bravata nel canale più famoso al mondo è **il trionfo della spacconaggine e dell’autoreferenzialità social.** Gli esibizionisti, infatti, sono sempre esistiti. Molto prima di Instagram, il francese Alain Robert, detto l’Uomo Ragno, scalava i grattacieli, mentre è passata alla storia la terrificante passeggiata di Philippe Petit su un cavo sospeso fra le due Torri Gemelle di New York.** Parliamo, però, di veri e propri artisti dell’esibizione, funamboli relativamente interessati al pubblico occasionale e concentrati su sé stessi.** Si bastavano, per dirla tutta.

Oggi, l’imbecille di turno sa che verrà ripreso e postato in tempo zero e il più delle volte si organizzerà perché qualcuno provveda, nel remoto caso non ci sia uno smartphone in zona. Lo si fa per quello, accettando le conseguenze: quali che siano impallidiranno - nella loro testa - davanti a un video da milioni di visualizzazioni.

 

Di *Marco Sallustro*
