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title: "&#8220;Fleximan&#8221; osannato sul web ma per il procuratore “è apologia di reato”"
description: "\"Fleximan\" osannato in rete. Per il procuratore di Treviso a quei commenti \"potrebbe configurarsi l'apologia di reato\""
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date: 2024-01-21
author: Redazione
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categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Italia, società]
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# &#8220;Fleximan&#8221; osannato sul web ma per il procuratore “è apologia di reato”

![Fleximan osannato sul web](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Fleximan-osannato-sul-web.png)

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2024-01-15 07:48:20

2024-01-15 06:48:20

La morte della titolare della pizzeria lombarda. Ogni notizia di cronaca diventa quasi automaticamente un'occasione per provare a costruire la notizia virale sui social e non solo

Prudenza, equilibrio, calma, contare fino a 100 se necessario. Tutte norme di banale buon senso che quando ho cominciato a fare questo mestiere costituivano puri comandamenti. 

Venivano inculcati dai direttori, dai caporedattori, in sostanza da chiunque avesse più esperienza del giovane giornalista o cronista per natura ed età un po’ “garibaldino“. 

Oggi sembra che si siano completamente persi questi riferimenti. Ogni notizia di cronaca, anche la più ripetitiva e quella in tutta franchezza meno clamorosa, diventa quasi automaticamente un’occasione per provare a costruire la notizia “virale“ (senza badare alla sostanziale negatività etimologica del termine).

Il fatto di cui tutti parleranno e su cui tutti sentiranno di dover dire qualcosa. Pericoloso, pericolosissimo.

La vicenda è tutta da chiarire e non aggiungerò una parola (sarebbe in ogni caso imprudente, appunto) sulla morte della titolare della pizzeria lombarda assurta agli “onori” di Tv, giornali e online per una vicenda legata a una presunta recensione contro clienti gay e disabili. Questa stessa recensione è stata poi messa pesantemente in discussione in rete, in un meccanismo infernale che ben conosciamo. 

La vicenda, tragica di suo, imporrebbe a tutti un severo esame di coscienza. Tanto per cominciare a tutti quelli che hanno pensato di emettere sentenze, di sapere con assoluta e granitica certezza cosa fosse accaduto, dove fossero i torti e le ragioni. Le vergogne reali e quelle presunte.

A me non interessa proprio niente di quella recensione, perché davanti alla morte ci si ferma. Punto. 

Il lutto e il dolore dovrebbero essere anche un’occasione di riflessione, in un mondo che ha smesso di ragionare, di pensare, di valutare e - come scrivevamo in apertura - di contare se necessario fino a 100 o molto di più quando necessario. Prima di rischiare di distruggere le persone, quand’anche avessero commesso degli errori. Invece è tutta una corsa al giudizio, al dito puntato. In una sorta di imperativo categorico che tanta gente in rete non sembra avere gli strumenti per contrastare. In poche parole: ma chi credete di essere?

Non parlo solo di giornalisti, opinionisti e influencer, per carità. Parlo della moltitudine che finisce per costruire quella pressione talvolta del tutto insostenibile. 

In particolar modo per chi non vi è preparato, formato, magari abituato. Fa fatica Chiara Ferragni, figurarsi una persona “normale”. Potrà avere sbagliato, forse no e magari non lo sapremo mai. Di sicuro una donna è morta in circostanze che lasciano attoniti, al solo pensiero dell’inferno scatenato dentro di lei da una baraonda alimentata con glaciale indifferenza da tanti.

di Fulvio Giuliani

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I social e il senso del limite

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2024-01-15 08:17:24

2024-01-15 07:17:24

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2024-01-14 14:30:52

2024-01-14 13:30:52

A Tirano un automobilista ha quasi investito una mamma e il suo bimbo con la sindrome di Down, rimasto alcuni minuti in strada per una crisi

La vicenda che stiamo per raccontarvi è avvenuta negli scorsi giorni su lungo Adda a Tirano in provincia di Sondrio. Una mamma e il suo bimbo con la sindrome di Down stavano attraversando la strada quando il piccolo è andato in crisi, fermandosi per alcuni minuti in mezzo alla carreggiata. A quel punto uno dei conducenti li ha sorpassati, sfiorando il piccolo e insultandoli. Una scena vergognosa raccontata dalla madre sui social senza rabbia né risentimento, con parole che suonano come un insegnamento di vita:

 

“Caro automobilista che oggi, verso le 14 su lungo l'Adda a Tirano, sei stato rallentato da un bimbo piccolo con sindrome di Down mentre andavi al lavoro, ti dico solo mi dispiace”, ha scritto Laura, la mamma. “Sono la sua mamma ed ero in difficoltà a gestire una sua fatica e mio figlio Leo era molto in difficoltà a gestire se stesso e non riusciva a farsi capire. Leo purtroppo ha bloccato il traffico per circa 5 minuti, che possono sembrare pochi, ma per chi va al lavoro possono essere tanti”. "Mi spiace che tu abbia deciso di fare una manovra pericolosa in macchina per superarlo (nessun altro lo ha fatto e saranno stati tutti un po’ infastiditi). Quella manovra è stata non solo pericolosa per il mio bambino, ma irrispettosa. Ci hai anche insultato passandoci accanto e ti assicuro che né io né Leo avevamo voglia di vivere le nostre difficoltà in mezzo alla strada”.

 

“Caro automobilista, oggi tu probabilmente godrai di salute e gioventù – ha aggiunto la mamma – ma la vecchiaia e la malattia ti porta a sperimentare le tue fragilità e ad avere bisogno di comprensione e aiuto. Spero che non incontrerai persone poco tolleranti e indifferenti come sei stato tu con noi, perché fa male. Oggi puoi decidere di cambiare atteggiamento e farlo insieme a chi ti circonda. Mi ricordo della tua macchina aziendale e del tuo viso, se ti incontro avrei piacere di farti conoscere il mio Leo, che oltre a tante fragilità ha anche enormi risorse: è spiritoso, autonomo e ha voglia di fare la sua parte nel mondo”.

 

Bisognerebbe imparare a indossare più spesso gli abiti altrui, prima di giudicare, inveire o peggio.

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Bimbo con sindrome di Down quasi investito: il post della mamma

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2024-01-14 15:10:20

2024-01-14 14:10:20

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2024-01-05 14:00:13

2024-01-05 13:00:13

Il ministro della Difesa Crosetto non ha preso bene i commenti - certo odiosi in alcuni casi - a un post su Instagram in cui raccontava di una partita di burraco

Gli haters sono sicuramente molto fastidiosi. E i social ne sono pieni. Comprensibile che essere inondati di critiche o insulti possa fare saltare i nervi. Però se sei un personaggio pubblico, dovresti saperlo. Soprattutto dovresti saperlo gestire. Invece il ministro della Difesa Crosetto non ha preso bene i commenti - certo odiosi in alcuni casi - a un post su Instagram in cui raccontava di una partita di burraco.

 

E così sono partiti insulti a raffica, “coglioni”, “ignoranti” e così via. Ribadiamo: chi si nasconde dietro un profilo social per scatenare la propria rabbia repressa è odioso. Ma a chi riveste un ruolo pubblico spetterebbe il compito di mostrarsi almeno un po’, superiore. Per quanto sia umano, reagire agli insulti. Ma forse prima di scrivere, anche un ministro dovrebbe contare fino a dieci.

Di Annalisa Grandi

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Crosetto contro gli haters, raffica di insulti

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2024-01-05 17:47:19

2024-01-05 16:47:19

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