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Fra i nemici del Cremlino c’è anche Wikipedia

Il Cremlino sta portando avanti un’offensiva contro la libera informazione: il nuovo mirino della Russia è Wikipedia. Le autorità di Mosca hanno minacciato la piattaforma invocando una multa fino a 4 milioni di rubli.

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Obiettivo numero uno: sopprimere il dissenso e indirizzare la narrazione della crisi in Ucraina. Nei giorni dei bombardamenti ai danni dei civili, il Cremlino sta portando avanti un’offensiva contro la libera informazione. Dal pugno duro contro le proteste di piazza alle leggi draconiane stilate per reprimere le presunte fake news, Vladimir Putin si è posto l’obiettivo di mettere a tacere le voci discordanti che potrebbero causare non pochi problemi alla tenuta del regime.

La Russia ha messo ora nel mirino un nuovo ‘nemico’: parliamo di Wikipedia. Il Roskomnadzor, Servizio federale russo per la supervisione nella sfera della connessione e comunicazione di massa, ha chiesto alla celebre enciclopedia online di rimuovere i materiali con «informazioni false sull’operazione militare speciale in Ucraina». Le autorità di Mosca hanno minacciato la piattaforma invocando una multa fino a 4 milioni di rubli, circa 42.500 euro. Wikipedia avrebbe ospitato massicciamente interventi ricchi di ‘bufale’ sull’azione delle truppe di Putin e informerebbe in modo errato gli utenti su quanto sta avvenendo a Kiev e dintorni: «Sono presenti interpretazioni esclusivamente anti-russe degli eventi» denuncia l’ente russo regolatore dei media. Ma non è finita qui. Già un mese fa, all’inizio di marzo, il Cremlino ha ammonito Wikipedia per un articolo apparso online, relativo all’invasione della Russia in Ucraina. Non sono mancate le intimidazioni, a partire dal blocco della piattaforma, risultate vane: la Wikimedia Foundation ha ribadito di voler continuare a informare il popolo della Rete in maniera libera, senza condizionamenti di alcun tipo.

Migliaia di cittadini russi sono preoccupati per una possibile escalation anche su questo fronte e, secondo quanto confermato dal sito specializzato “Slate”, hanno iniziato a scaricare una copia dell’enciclopedia online. Il timore è quello di perdere una fonte affidabile in un momento così delicato per il futuro del Paese e per la pace, messa a repentaglio dalle mire di Putin. In base ai dati di “Kiwix”, la Russia è il Paese con il maggior numero di download di Wikipedia: oltre 150mila dati scaricati solo nel mese di marzo, un aumento di oltre il 4mila per cento rispetto alla prima metà di gennaio.

Dopo aver bandito Facebook e Instagram, il Cremlino è quindi pronto a passare alle maniere forti anche con Wikipedia. La libertà spaventa perché non si può condizionare. E Mosca lo sa bene.

 

di Massimo Balsamo

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