Francesco Valdiserri, la morte irresponsabile
| Cronaca
Il 18enne Francesco Valdisserri, il 18enne travolto e ucciso sulla Cristoforo Colombo a Roma, è una scomparsa inaccettabile. Impossibile non sentirsi vicini al dolore dei genitori.
Francesco Valdiserri, la morte irresponsabile
Il 18enne Francesco Valdisserri, il 18enne travolto e ucciso sulla Cristoforo Colombo a Roma, è una scomparsa inaccettabile. Impossibile non sentirsi vicini al dolore dei genitori.
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Francesco Valdiserri, la morte irresponsabile
Il 18enne Francesco Valdisserri, il 18enne travolto e ucciso sulla Cristoforo Colombo a Roma, è una scomparsa inaccettabile. Impossibile non sentirsi vicini al dolore dei genitori.
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AUTORE: Annalisa Grandi
Non serve vivere a Roma per aver sentito parlare della Cristoforo Colombo: una strada ad alto scorrimento che è diventata sinonimo di incidenti e tragedie. Come quella della morte terribile di Francesco, figlio 18enne di due colleghi del “Corriere della Sera”. Travolto e ucciso mentre era sul marciapiede. Prima di lui un designer di 37 anni, un’attrice di 35. Giovani vite stroncate, ragazzi che «stavano spiccando il volo» come ha scritto la mamma di Francesco.
Non c’è dramma più grande della morte di un figlio. Non c’è dolore più atroce che si possa immaginare per chi della scrittura ha fatto la sua vita, del raccontare le storie il suo mestiere. E che improvvisamente si ritrova al centro di una storia che non avrebbe mai voluto leggere. Forse anche per questo, da giornalisti, colpisce così tanto quello che è avvenuto. Perché per quanto diversi e spesso in competizione fra noi, c’è un sottile filo rosso che ci lega. Ed è impossibile non sentirsi vicini a questi due genitori, che non hanno pronunciato parole di rabbia nei confronti di chi – ubriaca e sotto effetto di droghe – ha portato via ciò che di più caro avevano. Chiedono che non succeda ad altri. Che si faccia qualcosa per fermare questa strage di cui Francesco Valdiserri è solo l’ultima vittima innocente.
Nonostante in prossimità degli incroci il limite di velocità sia di 30 chilometri orari, quello che accade è che i pochi che lo rispettano vengono superati o insultati. E a poco vale ora l’annuncio del Comune di voler installare autovelox mobili. Il problema su quella strada, come su molte altre, c’è da tempo eppure sembra che serva sempre un evento tragico per smuovere le acque. E dopo, a cose fatte, risulta quasi fastidiosa la parata di autorità a portare un conforto impossibile a due genitori la cui vita è stravolta per sempre.
Anche se poi, alla fine, nulla toglie al fatto che la responsabilità di mettersi ubriachi al volante sia personale. Non si tratta solo di sfidare leggi e divieti, ma di mettere a rischio la vita propria e quella degli altri. Non a caso la stragrande maggioranza degli incidenti si verificano nel fine settimana. Ma non si può morire a 18 anni, travolti sul marciapiede. A Roma come ovunque. Eppure succede.
Come è successo che alcuni tifosi del Napoli abbiano fischiato durante il tributo a Francesco, allo Stadio Olimpico. Senza alcun rispetto per quei genitori, per quella sorella, che erano lì. Quella vita, quelle vite, non sono numeri. Tutti quanti dovremmo ricordarcelo.
di Annalisa Grandi
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