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title: Grazie Sofia Corradi, ‘Mamma Erasmus’
description: Parliamo di Sofia Corradi, la professoressa nota (non quanto avrebbe meritato) come “la mamma” del Progetto Erasmus
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date: 2025-10-22
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/grazie-sofia-corradi-mamma-erasmus/
categories: [Cronaca]
tags: [Europa, scuola, società, UE, università]
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# Grazie Sofia Corradi, ‘Mamma Erasmus’

![Sofia Corradi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/10/Sofia-Corradi-1024x639.jpg)

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2025-02-27 07:26:45

2025-02-27 06:26:45

In questa casa comune che è l'Europa, i giovani sognano di crescere, viaggiare, lavorare, sperimentarsi, innamorarsi e costruirsi una vita

Ci parliamo mai con i nostri figli? La domanda sorge spontanea - diceva qualcuno - mentre tendiamo l’orecchio al bar, al supermercato o anche in televisione alle semplificazioni tragicomiche su noi europei.Quando sentiamo ripetere con ossessiva sicumera che l’Europa ha fallito, l’Europa è un pachiderma, che siamo degli straccioni, impotenti e insignificanti davanti alla grande, folgorante potenza russa (così potente da essere impantanata da tre anni in Ucraina e con un Pil inferiore a quello dell’Italia, alla faccia del famoso Paese dai 13 fusi orari), la facciamo qualche domanda ai nostri ragazzi?Per esempio: a quale mondo sentano di appartenere, dove si vedano nel futuro a livello personale e professionale, cosa considerino ormai normale e imprescindibile nella loro vita.Perché proprio qui, in questa casa comune che ci siamo costruiti al prezzo di grandi sogni e immani fatiche dei nostri nonni e genitori, loro sognano di crescere, viaggiare, lavorare, sperimentarsi, innamorarsi e costruirsi una vita. Magari stanziale, forse itinerante o - chi lo sa - oggi qui e domani lì. Liberi. La “Generazione Erasmus”.Liberi di fare e pensare quello che vogliono. Di assorbire da culture, città e popoli dalle storie e usi millenari, costumi e tradizioni da mescolare felicemente in quella che è la loro realtà di tutti i giorni.La loro vita, mentre così tanti fra i genitori inneggiano ai dittatori, latrano contro questo mondo così triste, involuto e insignificante da essere fatto da gente abituata ad avere tutto e di più.Al punto da considerare la democrazia e la libertà scontate, al più messe a rischio dalle “invasioni barbariche” di chi ha l’ardire di essere attratto proprio dalla nostra way of life, dai nostri modelli e valori.Pensate che paradosso: ne trovassimo mai uno pronto a sognare Mosca o Piongyang. Ma pure Budapest, se non per un weekend.Credete siano illusioni da inveterati liberal democratici? Una recente indagine parla chiaro: nonostante il bombardamento mediatico antieuropeo e quello che pensano i loro genitori, i ragazzi della Gen Z hanno tanta o abbastanza fiducia nell’Ue (che già di suo è un concetto più politico di “Europa”) per il 60% e sono gli unici oltre il 50 in Italia.Parliamoci con i nostri figli, chiediamo loro se preferiscono questo mondo che sentono offendere e prendere per i fondelli ogni giorno o i paesi dei dittatori, delle lugubri autocrazie, i luoghi dove vieni ammazzato, deportato o sbattuto in galera se la pensi in modo anche solo scomodo per chi comanda.Chiediamogli se preferiscono vivere nella terra della libera circolazione delle idee, degli uomini, dei denari e delle speranze o in quelle in cui si deve fare ciò che ti dice il capo e stop.

di Fulvio Giuliani

La generazione Erasmus e le domande sull’Europa

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2025-02-27 17:22:15

2025-02-27 16:22:15

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2025-09-25 11:01:55

2025-09-25 09:01:55

I giovani si sentono europei: è quanto emerge dai dati raccolti dall’Osservatorio GenerationShip 2025 di Changes Unipol a cura di Kkienn Connecting People and Companies

Quali sono i valori più importanti per i giovani di oggi? Rispondere a questa domanda, che implica sempre pericolose generalizzazioni, è un compito piuttosto arduo. Possono venirci in soccorso i dati raccolti dall’Osservatorio GenerationShip 2025 di Changes Unipol a cura di Kkienn Connecting People and Companies, giunto alla sua quarta edizione. Sembrano essere (quasi tutti) confortanti, dal momento che evidenziano un miglioramento nello spirito dei più giovani. Secondo quanto rivela il report, i millennials (nati fra il 1980 e il 1994) e la generazione Z (venuti al mondo fra il 1995 e il 2010) starebbero infatti riscrivendo le regole di quello che a tutti gli effetti appare come un vero e proprio distacco generazionale.

Un dato, in particolare, potrà sorprendere i più. Si potrebbe immaginare che non siano interessati ai pubblici affari, ma la realtà è ben diversa. Nei millennials e nella generazione z cresce infatti l’attrazione per la politica (dal 33% del 2022 al 45% del 2025), sebbene la fiducia nei confronti di quanti la praticano di professione rimanga bassa e non riesca a superare il 21%. A questo si collega un aspetto importante: i giovani si sentono sempre più europei. Secondo l’Osservatorio di Changes Unipol, il senso di appartenenza all’Europa è in aumento e raggiunge il 65%. L’Ue è percepita come progresso (67%) e futuro (71%). Alla faccia del tanto sbandierato euroscetticismo, il vessillo che molti politici agitano per cercare di ottenere voti.

Di Filippo Messina

I giovani si sentono europei

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2025-09-25 11:02:01

2025-09-25 09:02:01

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2024-03-30 18:54:38

2024-03-30 17:54:38

Una vera laurea europea su base volontaria a partire dal 2025. È questo l’ambizioso obiettivo che si pone un pacchetto di tre iniziative appena presentato dalla Commissione europea

Una vera laurea europea su base volontaria, a partire dal 2025. È questo l’obiettivo – oggettivamente molto ambizioso – che si pone un pacchetto di tre iniziative appena presentato dalla Commissione europea per promuovere la cooperazione transnazionale tra le università e la mobilità degli studenti nel Vecchio Continente. Il progetto per una laurea – sottolinea Bruxelles in una nota – «prepara la strada per un nuovo tipo di programma congiunto, basato su una serie comune di criteri, concordata a livello Ue». Lo scopo è quello di promuovere i talenti, rafforzare la competitività del sistema europeo a livello globale e rendere i futuri lavoratori appetibili per il mercato occupazionale che oggi richiede sempre di più giovani preparati, competenti e capaci di soddisfare le richieste di lavoro anche al di fuori dei confini del proprio Paese di provenienza. Competenze tecniche, trasversali, conoscenza delle lingue: tutto ciò che serve per sapersi muovere all’interno dell’Unione. 

La laurea europea non si ferma al solo percorso di studio comune, implica molto altro: uscire dalla propria comfort zone, scoprire nuove culture, viaggiare. In altre parole: aprire nuovi orizzonti. Potremmo definirla una grande evoluzione dell’Erasmus – pioniere del genere – che dal 1987 porta gli studenti a trasferirsi per diversi periodi presso atenei compatibili di altri Paesi. Un proposito estremamente accattivante. O forse è il caso di usare un termine più ‘europeo’: cool.

di Filippo Messina

Università, in arrivo la laurea europea

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2024-03-30 18:54:40

2024-03-30 17:54:40

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