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title: I dettagli agghiaccianti dell’omicidio di Giulia Tramontano
description: "Emergono contorni sempre più agghiaccianti dell'omicidio di Giulia Tramontano. La ricerca social di Impagnatiello \"come uccidere un feto\"."
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date: 2024-02-15
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/i-dettagli-agghiaccianti-dellomicidio-di-giulia-tramontano/
categories: [Cronaca]
tags: [cronaca, Italia]
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# I dettagli agghiaccianti dell’omicidio di Giulia Tramontano

![Omicidio Giulia Tramontano](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/02/Omicidio-Giulia-Tramontano-1.png)

2024-02-12 17:41:37

2024-02-12 16:41:37

Seconda udienza del processo ad Alessandro Impagnatiello. La madre di Giulia: "Lotteremo per te fino all'ultimo"

È iniziata questa mattina la seconda udienza del processo ad Alessandro Impagnatiello, l'uomo che ha ucciso la compagna Giulia Tramontano, incinta al settimo mese di gravidanza del piccolo Thiago. Poco prima dell'inizio dell'udienza, il messaggio della madre di Giulia: "Amore mio, oggi si parlerà di te, di come siete stati strappati alla vita, di come con tutte le tue forze hai cercato la verità a costo della vostra splendida vita. Tu sarai sempre per noi la nostra 'immensamente Giulia' e Thiago il nostro angelo. Lotteremo per te fino all'ultimo".

Sentiti i teste qualificati, ovvero, i carabinieri che hanno operato durante l'investigazione del caso. Tra gli elementi emersi, i comportamenti e gli atteggiamenti che Impagnatiello ha avuto durante tutta la vicenda: l'omissione dell'esistenza del box durante le indagini, luogo in cui verrà poi ritrovato il corpo di Giulia e l'acquisto (sotto falso nome) del cloroformio, avvenuto proprio nel giorno in cui l'uomo aspettava Giulia all'aeroporto di Malpensa dopo essere stata in visita a Napoli. L'ultima volta in cui i familiari videro la giovane in vita prima che venisse ammazzata con 37 coltellate.

Un momento doloroso, accompagnato dalla proiezione delle immagini del ritrovamento del corpo della vittima, motivo che ha spinto i familiari a non essere presenti oggi in aula. A rappresentare la loro rabbia e il loro dolore, il fidanzato di Chiara, sorella di Giulia Tramontano, Francesco Ranucci: "Adesso pensiamo solo ad avere giustizia, abbiamo molta fiducia nel giudice - ha dichiarato - sono qui a rappresentare il loro dolore e la loro rabbia. Questo dolore non potrà mai essere placato, questa rabbia potrà essere attutita soltanto nel caso in cui la giustizia faccia bene il proprio corso".

Nel pomeriggio riprenderà l'audizione di altri testimoni, alcuni vicini di casa di Giulia, che riferiranno quali siano stati gli ultimi momenti in vita della ragazza e quello che è stato successivamente il comportamento di Impagnatiello. La prossima udienza è prevista per il 7 marzo. 

Di Claudia Burgio

“Pensiamo solo ad avere giustizia”, parlano il cognato di Giulia Tramontano e l’avvocato della famiglia

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2024-02-12 17:41:37

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10433

2024-01-18 15:14:46

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Cronaca della prima udienza del processo contro Alessandro Impagnatiello, accusato di omicidio volontario nei confronti della giovane Giulia Tramontano

È iniziato questa mattina il processo con giudizio immediato nei confronti di Alessandro Impagnatiello, responsabile della morte dell’ex compagna Giulia Tramontano lo scorso 23 maggio, incinta di sette mesi del piccolo Thiago. Impagnatiello è imputato per omicidio volontario aggravato da futili motivi.

Mentre, in lacrime, confermava la sua colpevolezza, i familiari della giovane donna sono usciti dall’aula.

“È stato un gesto di disumanità, inspiegabile, che mi ha lasciato sconvolto e perso. Non vivo più. Quel giorno me ne sono andato anche io perché, anche se sono qui, non vuol dire che sono vivo. In un giorno ho distrutto la vita di Giulia e del figlio che aspettavamo. Chiederò per sempre scusa a queste persone finché sarò qui”, ha detto.

Si trattava soprattutto di un’udienza tecnica, necessaria a confermare i prossimi passaggi: il 12 febbraio verranno sentiti i primi testimoni dell'accusa mentre il 7 marzo saranno interrogate Loredana e Chiara Tramontano, madre e sorella della vittima, e la ragazza che aveva avuto una relazione con l'imputato

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Processo Giulia Tramontano, Impagnatiello in lacrime

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2024-01-18 18:55:08

2024-01-18 17:55:08

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2023-09-07 15:10:56

2023-09-07 13:10:56

L'ennesimo "ultimo appuntamento" che si trasforma in tragedia e che andrebbe evitato. Non si tratta di vittimizzazione secondaria ma del tentativo di salvare una vita in più

Quasi tutte avevano denunciato, tutte avevano detto basta. Ma non è bastato. 

Lo avevamo scritto l’altro giorno che sarebbe accaduto di nuovo, tra un paio di giorni al massimo. E così è stato: 48 ore hanno separato l'omicidio di Rossella Nappini, l’infermiera di Roma, e Marisa Leo, 39 anni, mamma di una bambina di tre anni, uccisa oggi a colpi di pistola. Tra qualche giorno i loro nomi verranno cancellati dalle nostre memorie e diventeranno solo due numeri in una lista già lunga che continuerà a crescere.

Oggi più che mai non possono non riecheggiare nella testa le parole del pm Letizia Mannella utilizzate nel corso della conferenza stampa a margine del ritrovamento del cadavere della povera Giulia Tramontano, uccisa incinta di 7 mesi dal compagno Alessandro Impagnatiello: “Non accettate quell’ultimo appuntamento, non andateci” aveva suggerito a tutte le donne in quella circostanza. Un “no” che per l’amante di Impagnatiello, per esempio, aveva fatto la differenza tra la vita e la morte: la ragazza si  salvò solo perché non lo fece salire in casa.

Sentite queste parole, qualcuno parlò di vittimizzazione secondaria, un tentativo di spostare l’attenzione sulla vittima anziché sulle responsabilità dell’assassino. Non era certo quello il caso.

Chi lancia questi appelli sa fin troppo bene di cosa parla: conosce la psicologia di questi uomini, le mosse di una partita a scacchi quasi sempre uguale.  

E’ evidente che lo Stato, in questa partita, stia fallendo, non riuscendo a tutelare queste donne come dovrebbe e vorrebbe. Scoprire che molte di quelle uccise, in passato, avevano già denunciato il proprio aguzzino è motivo di grande scoramento. Per noi tutti come per chi vive questo incubo ogni giorno.

Queste donne hanno bisogno di un piano di protezione reale e di assistenza psicologica che aiuti loro a rimarginare le ferite subite; spesso sono donne che sviluppano una dipendenza malsana nei confronti dei loro carnefici,  espressione di un animo calpestato ormai incapace di distinguere il bene dal male. Non è vittimizzazione secondaria questa, ma la realtà dei fatti riportata da chi ha le scrivanie ricolme di fascicoli praticamente tutti identici, plichi che trasudano sangue.  

Uomini e donne vanno rieducati e aiutati in questo difficile percorso che li renda liberi, gli uni dagli altri. 

Femminicidi, rieducare anche le donne

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2023-09-07 18:27:17

2023-09-07 16:27:17

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